Nella vendita record da 12.5 miliardi di dollari con il passaggio dei Lakers da Mark Walter a Josh Kushner e Bob Iger sembrava essere compresa la cessione delle quote di minoranza delle famiglia Buss, proprietaria della franchigia fino al 2025. Jeanie Buss, però, ritiene che la decisione sia stata presa senza consultarla e ora porta in tribunale i fratelli con l'intenzione di revocare tutto e mantenere la quota di proprietà anche all'interno del nuovo assetto societario
In una NBA che, anche a livello di proprietari, continua a cambiare con grande velocità, è ancora possibile aggrapparsi a una certezza: gli eredi di Jerry Buss non smetteranno mai di litigare tra loro. Nella famiglia dell'ex patron dei Lakers, morto nel 2013, la concordia non è mai stata la specialità della casa, in particolare quando si trattava della gestione della franchigia che il padre aveva acquistato nel 1979 e rilanciato alla grande tra gli anni Ottanta e i Duemila. L'accordo raggiunto nel 2017 dopo vari passaggi legali, che vedeva Jeanie nel ruolo di 'proprietario controllante' dei Lakers sembrava però aver quantomeno calmato le acque. E se nel 2025 la cessione delle quote di maggioranza a Mark Walter non aveva creato scompiglio in questo senso, quella molto più recente che ha visto Josh Kushner e Bob Iger entrare come nuovi soci di maggioranza pare proprio aver riportato a galla antichi dissapori tra fratelli e sorelle.
Jeanie, gli altri Buss e le quote dei Lakers
La questione, al netto delle inevitabili complicazioni che il ricorso in tribunale annunciato ieri porterà, è piuttosto semplice: Jeanie Buss non intende cedere le quote di minoranza dei Lakers di propietà della famiglia a Kushner e Iger, mentre il resto degli eredi ha già dato il proprio ok all'operazione di cessione. Joey e Janie, nello specifico, che nell'accordo del 2017 di cui sopra erano stati nominati co-fiduciari, stando ai legali di Jeanie avrebbero violato quell'accordo, votando in favore della cessione a Kushner e Iger senza consultare la sorella. La posizione degli altri Buss, invece, è che il voto di due dei tre co-fiduciari e di quattro dei sei eredi, perché oltre ai tre già citati ci sono anche Johnny, Jim e Jesse, fosse legamente valido per procedere alla cessione delle quote. La faccenda, come detto, vivrà ora un altro passaggio nelle aule di tribunale, andando a scrivere l'ennesimo capitolo di una saga famigliare davvero in pieno stile hollywoodiano.