Sono passati ormai quasi nove mesi dalla trade tra Hawks e Wizards e Trae Young è voluto tornare sui suoi ultimi giorni ad Atlanta, a quanto pare vissuti con parecchio disagio. Un disagio che il playmaker ora a Washington sembra voler far risalire ai cambiamenti che nel frattempo avevano interessato la dirigenza degli Hawks, cambiando la percezione del suo ruolo nel futuro della franchigia
Il tempo, così si dice, aiuta a guarire le ferite. Non è sempre così, però, perché in alcuni casi alcune ferite rimangono aperte, come quella che evidentemente Trae Young si porta dietro dalla separazione dagli Hawks. Una separazione, realizzatasi con la trade tra Atlanta e Washington, da cui sono passati ormai nove mesi, ma che il giocatore non sembra ancora aver metabolizzato. Ospite 'Curious Mike', infatti, Young è tornato sul suo rapporto con gli Hawks, raccontando come e perché, a suo dire, si sia arrivati alla decisione di intraprendere strade diverse.
Young, Atlanta e un finale amaro
Sempre nel corso dello stesso podcast Young ha anche chiarito perché a suo parere gli Hawks non sono mai riusciti ad avere successo negli anni in cui lui era il leader della squadra ("Ho avuto tanti compagni, ma nessuno che fosse in grado di attirare dei raddoppi da parte della difesa avversaria") e quindi ha raccontato dell'ultimo periodo con la sua ormai ex squadra. "Provo un grande amore per Atlanta e per i suoi tifosi, ma una volta che ho visto cambiare il terzo General Manager di fila (Onsi Saleh, promosso al ruolo nell'aprile del 2025 N.d.r.) non mi sentivo a mio agio e ho capito che ci sarebbero stati dei cambiamenti e che io ne sarei probabilmente stato coinvolto".