NBA Finals, le 10 giocate più memorabili della storia: dove si posiziona Anunoby?
Il canestro di OG Anunoby per suggellare la rimonta dei New York Knicks è diventato un "Instant Classic", un momento di cui si continuerà a parlare per anni e anni se dovesse arrivare il titolo nella Grande Mela. Ma dove si posiziona in una ideale classifica dei più grandi singoli momenti (non prestazioni complessive) nella storia delle Finals? Proviamo a metterli in ordine anche noi, consapevoli che una lista del genere che metta d'accordo tutti è impossibile
10. LA TRIPLA DI ROBERT HORRY NEL 2005
- Il più grande “role player” di sempre, campione sette volte nel corso della sua inimitabile carriera, al suo picco assoluto. In una gara-5 chiave al Palace of Auburn Hills, “Big Shot Rob” ha scritto la pagina più bella della sua leggenda realizzando la tripla della vittoria a 5.8 secondi dalla fine dell’overtime
9. IL CANESTRO DI DIRK NOWITZKI
- Sotto di 15 nel quarto periodo di gara-2 dopo aver già perso gara-1, i Mavs si sono risollevati chiudendo la partita con un parziale di 22-5 suggellato da un layup mancino di Dirk Nowitzki a 3 secondi dalla fine per vincere la partita e, in retrospettiva, consegnare il titolo ai texani
8. IL "VALLEY OOP" DI GIANNIS ANTETOKOUNMPO
- Ci sarebbe da citare anche la stoppata su Deandre Ayton in gara-4, ma diamo priorità all’alley-oop nel finale di gara-5 alzato da Jrue Holiday dopo un recupero difensivo per Giannis Antetokounmpo, che ha inchiodato una delle schiacciate più belle della storia delle Finals anche subendo il fallo di Chris Paul
7. LO STEP-OVER DI ALLEN IVERSON SU TYRONN LUE
- Se ne facciamo solo un discorso di “eredità culturale”, sarebbe al primo posto perché è diventato immediatamente il momento più iconico della carriera di Iverson, suggellando una gara-1 da 48 punti per battere i Lakers di Shaq & Kobe che fin lì non avevano mai perso. I Sixers però persero quelle Finals 4-1, motivo per cui deve scendere un po’ in classifica
6. IL JUNIOR SKY HOOK DI MAGIC JOHNSON
- Ci sarebbero mille momenti da poter selezionare nella storia infinita tra Celtics e Lakers, ma dovendone scegliere solo uno andiamo col canestro di Magic Johnson per decidere gara-4 nella terza e ultima sfida in finale tra le due eterne rivali. Un canestro per andare sul 3-1 nella serie e chiudere poi i conti in sei partite
5. IL TAP-IN DI OG ANUNOBY
- Non sappiamo ancora se i Knicks riusciranno a riportare il titolo a New York dopo 53 anni, ma il nome di OG Anunoby è già leggenda nella città della Grande Mela. Indipendentemente da come finiscano le finali, il britannico ha regalato ai suoi tifosi il canestro più bello nella storia della franchigia, suggellando una rimonta da -29 che non si era mai vista alle Finals
4. IL TIRO DI RAY ALLEN
- Il titolo era già nelle mani dei San Antonio Spurs, tanto che attorno al campo stavano già predisponendo i cordoni per la premiazione. Ray Allen però aveva altre idee, segnando una tripla dall’angolo dopo un rimbalzo di Chris Bosh per pareggiare gara-6 a 5.2 secondi dalla fine e forzare l’overtime, poi vinto dagli Heat per suggellare il titolo in gara-7
3. LA TRIPLA DI KYRIE IRVING
- È stato calcolato dal Wall Street Journal che il canestro di Irving all’inizio dell’ultimo minuto di gara-7 delle Finals del 2016 è quello che ha “spostato” di più le possibilità di vincere un titolo nella storia della NBA. Questo per dare la dimensione di un canestro leggendario, che si prende meritatamente il podio
2. THE SHOT DI MICHAEL JORDAN
- Avremmo potuto fare una classifica solamente con i momenti iconici di Jordan alle finali, ma ci limitiamo a uno e andiamo con il canestro con cui decise gara-6 nelle Finals del 1998, in uno dei momenti più memorabili dello sport mondiale per vincere il suo sesto e ultimo titolo NBA. Se per voi merita il gradino più alto del podio, c’è poco da poter discutere
1. LA STOPPATA DI LEBRON JAMES SU ANDRE IGUODALA
- Tutti gli altri momenti citati in questa classifica — e anche numerosi di quelli rimasti fuori — potrebbero ambire al primo posto, ma lo diamo a James per una combinazione di fattori: la bellezza atletica del gesto, il momento in cui è arrivato (nel finale di una partita in cui nessuno stava più segnando), il fatto che sia arrivato in rimonta dal nulla e che fosse una gara-7 in trasferta senza un domani, e che i Cavs non avessero mai vinto il titolo — realizzando così il destino di LeBron James