Olimpiadi invernali 2018, le due Coree unite dal taekwondo a Casa Italia

Olimpiadi

Francesco Pierantozzi

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Le due Coree hanno condiviso un momento di unione, a livello sportivo, anche a Casa Italia, grazie all'invito fatto dal presidente del Coni Giovanni Malagò agli atleti delle squadre di taekwondo del Nord e del Sud

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Dalla stretta di mano tra la sorella di Kim, il dittatore nordcoreano, e Moon, primo ministro sudcoreano, durante la  cerimonia d'apertura al dialogo del taekwondo, sport per eccellenza in Corea. Sport estivo che alle olimpiadi invernali serve solo, anzi molto, per continuare ad avvicinare i due paesi divisi dal 38esimo parallelo e da una guerra tecnicamente ancora attiva.  A casa Italia, luogo di esportazione delle eccellenze italiane, successi sportivi compresi (almeno si spera), in realtà si esibiscono nell'arte marziale solo i 12 atleti del Sud, mentre i 2 nordcoreani, un uomo (Kim Gwang Ju) e una donna (Lee Sook Hyang), restano in tuta e soprattutto sotto stretta sorveglianza di una mezza dozzina di accompagnatori che controllano anche chi li avvicina, nello sport per eccellenza dei regimi dittatoriali, lo spionaggio. Emozione, un po' "spaventata" dei nordisti, emozione esibita, senza clamore, dei sudisti. E un incontro tra due federazioni, World Taekwondo e Itf, che provano a ritrovare un dialogo, una rinascita senza distinzioni. Con l'Italia, il Coni, la nostra enogastronomia protagonisti, quasi come il Ping-pong di Nixon nella distensione cino-americana, anzi, molto più...buona.

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