Olimpiadi invernali Corea 2018, Fontana, Moioli, Goggia: l'oro dell'Italia è donna

Olimpiadi

Danilo Freri

Tre vittorie per le donne italiane a PyeongChang. Sofia Goggia si aggiunge a Michela Moioli e Arianna Fontana. Era nelle previsioni, ma è una stupenda conferma: lo sport italiano ha una forte leadership femminile

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Non c'è mai stata un'edizione dell'Olimpiade in cui l'Italia ha vinto medaglie d'oro solo con donne. Ora c'è PyeongChang con 3 ori tutti femminili. Non è finita ovviamente e all'Olimpiade ci sono soprattutto atleti che rappresentano l'Italia, non importa di quale sesso. Ma il dato è impressionante e non si può ignorare.
Ci sono 15 atleti italiani che hanno al collo una medaglia. Nel medagliere ci sono 3 ori, 2 argenti e 4 bronzi ma un argento e un bronzo vanno a due staffette per cui sul podio sono saliti in quattro.

Di questi 15, 10 sono donne. La prima nella storia è stata Erika Lechner, oro nello slittino nel 1968. Ha vinto in una gara dove tre slittiniste della Germania Est furono squalificate perché riscaldarono i pattini dell'attrezzo, pratica proibita. Un oro storico e onesto. L'edizione con più ori femminili fu quella del 1994: Deborah Compagnoni nello slalom gigante, doppietta di Manuela Di Centa nei 15 e nei 30km del fondo, Gerda Weissensteiner ancora nello slittino. A PyeongChang siamo a quota 3 come a Salt Lake City quando arrivarono i successi di Stefania Belmondo nei 15km fondo, Daniela Ceccarelli in SuperG, Gabriella Paruzzi ancora nel fondo con la 30 km.

Dunque, non siamo diventati una nazione di sportivi di vertice al femminile all'improvviso. Negli sport invernali c'è una tradizione consolidata. Nello sci alpino, nel fondo, nello slittino. C'è continuità. Ci possiamo aggiungere ora anche lo short track, una delle più giovani discipline olimpiche dove l'Italia ha avuto subito successo arrivando a medaglia con gli uomini nel 1994 e nel 2002 ma poi ha conosciuto medaglie solo con le donne da Torino 2006 in poi.

La tradizione ormai anni si è allargata ed è uscita dai confini degli sport invernali: con Federica Pellegrini, Tania Cagnotto, la straordinaria continuità della scherma azzurra che non ha pause nel costruire campionesse, Vanessa Ferrari nella ginnastica e le farfalle della ritmica, le ragazze del tennis.

Sofia Goggia ha aggiunto qualcosa di speciale a tutto questo. E' la prima donna italiana a vincere la discesa libera all'Olimpiade, la specialità più affascinante della velocità, la più difficile. Uno degli ori più preziosi, uno di quelli che pesano di più. Conta uno nel medagliere, ma conta tantissimo nel curriculum sportivo di una nazione, nel bilancio di un'edizione dei Giochi Olimpici. Un oro sognato già a sei anni sulle prime piste di sci, alimentato stagione dopo stagione grazie ad una crescita continua. Sofia Goggia ha condiviso speranze e sogni con Michela Moioli, bergamasca come lei. Entrambe hanno seguito l'esempio di Arianna Fontana, portabandiera azzurra e primo oro di questa edizione. Lo voleva, lo ha conquistato. Con una determinazione che ha convinto le altre ragazze che si poteva fare. Si ispirano a vicenda le nostre ragazze, si contagiano, si caricano. Arianna Fontana è arrivata a 7 medaglie nel corso delle sue 4 olimpiadi. Come lei solo Manuela Di Centa (7 medaglie) e meglio di loro nella storia olimpica italiana solo Stefania Belmondo con 10. Non vi sfugge certamente il fatto che sono tutte donne.

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