Verso Tokyo, allenamento in apnea per Arianna Errigo

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In vista della sua terza partecipazione olimpica, la schermitrice ha svolto un allenamento "sott'acqua" con la guida del campione mondiale di apnea e coach Mike Maric

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L’apnea per allenare anche “chi non sta in acqua” e per migliorare la respirazione. È così che Mike Maric, campione mondiale di apnea, oggi medico, docente universitario e coach di alcuni atleti olimpionici -come ad esempio Federica Pellegrini, Filippo Magnini, Igor Cassina, Sandro Campagna e il 7Bello-, ha racconta il suo allenamento con Arianna Errigo alla vigilia delle Olimpiadi Tokyo. “L'evoluzione dello sport sta portando l'attenzione verso una serie di dettagli che rivestono sempre più importanza all'interno di una prestazione d’elite, giocando spesso un ruolo decisivo. La respirazione è proprio una di questi dettagli e, a oggi, le tecniche di apnea nella preparazione di atleti professionisti di campi completamente diversi tra di loro sta aprendo gli orizzonti verso nuove metodiche di allenamento”.

Errigo

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Vantaggi anche per sport apparentemente “distanti” come la scherma. “L’atleta deve imparare a respirare correttamente- spiega Maric- e conoscere tutte le tecniche di respirazione che possono aiutarlo ad affrontare al meglio una gara, partendo dalle fasi antecedenti. Inspirando ed espirando nella giusta maniera, infatti, è possibile gestire l'ansia da prestazione, i problemi legati all’insonnia e tutta la parte emotiva, ritrovando il controllo, il focusing, la capacità di concentrazione e la lucidità d’azione". Una seconda parte della preparazione, è consistita nel simulare la pedana e i vari movimenti sempre in apnea: “Questa parte è stata davvero impegnativa. In queste condizioni l’atleta lavora sia sul gesto tecnico, in situazione di stress, sia mentalmente: cioè quando pensa di non farcela salvo poi scoprire che non è vero. Questo aspetto psicologico trova nell’apnea un'applicazione pratica e diretta che permette all'atleta di  scoprire nuove risorse, andando oltre le proprie".

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“Lavorare in apnea mi ha aiutato a imparare come saper respirare, ciò significa allenarsi meglio, recuperare meglio, più velocemente",  le parole della Errigo che è scesa in acqua alla Y-40, la piscina termale più profonda del mondo che si trova a Montegrotto Terme. "Significa che durante una gara dove c'è molta tensione io riesco a gestirla nel migliore dei modi e a recuperare tra una stoccata e l'altra e tra un assalto e l'altro.  Anche a livello mentale mi aiuta a rimanere più concentrata e a focalizzarmi. Inoltre lavorare in acqua ti costringe a fare molta più fatica perché non hai vie di fuga e non puoi far finta di respirare e anche la parte psicologica entra in gioco".

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