Italia-Scozia al 6 Nazioni: i precedenti e le 7 vittorie azzurre

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Mai banali i confronti diretti delle due nazionali. Tra mete dubbie o incredibili, prime storiche, drop, coraggio e addii. Riviviamo le vittorie dell’Italia al Sei Nazioni contro il XV del cardo. In campo sabato 12 marzo a Roma, diretta dalle 14.30 su Sky Sport Uno, Sky Sport Arena e Tv8

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Quindici successi scozzesi, ma anche sette italiani nei precedenti al Sei Nazioni tra le due nazionali che sabato scenderanno in campo all’Olimpico nella quarta giornata del torneo. Del primo di marca azzurra nel 2000 per 34-20 all’esordio assoluto nella manifestazione e di quello nel 2015 per 19-22 a Murrayfield con meta tecnica nel finale, vi abbiamo già dato atto nei giorni scorsi, ricordando i due momenti in compagnia di Alessandro Moscardi e l’anniversario dell’ultima vittoria ad oggi.

Andiamo allora a vedere come sono andate le cose nelle altre occasioni.

La meta di Ongaro nel 2004

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Il secondo successo sarà in ordine di tempo anche il terzo assoluto al Sei Nazioni, dopo la vittoria per 30-22 sul Galles nel 2003. La data è quella del 24 febbraio 2004 e la Scozia cede al Flaminio per 20-14 con 15 punti marcati al piede dall’italo-sudafricano Roland De Marigny e la meta contestata di Fabio Ongaro, con qualche dubbio sul grounding finale e tante proteste da parte dell’allora tecnico ospite Matt Williams. Azzurri comunque protagonisti di una prova di carattere per la soddisfazione di due conoscenze di #skyrugby: l’head coach John Kirwan e il capitano Andrea De Rossi. Una vittoria che permise all’Italia, inoltre, di scavalcare in un colpo solo nel ranking la stessa Scozia e Samoa, entrando nella Top 10 in nona posizione.

La prima in trasferta

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Nel 2007 un altro momento storico per l’Italia con la prima vittoria conquistata all’estero, nel tempio di Murrayfield. 17-37 e Alessandro Troncon che campeggia nelle prime pagine dei principali quotidiani sportivi il giorno successivo: un’altra grande primizia. La data impressa per sempre nella memoria è stavolta il 24 febbraio e l’incredibile avviene nel giro di appena 8’, tra le 15 – orario del calcio d’inizio – e le 15:08 con una partenza che a pensarci oggi appare ancora irreale. Mauro Bergamasco stoppa un calcio, Andrea “Pepe” Scanavacca si inserisce sulla linea di un passaggio, Kaine Robertson sfrutta la disperazione del momento scozzese con un allargamento impensabile. Tutti e tre volano in meta e l’Italia si ritrova insperabilmente 0-21 ad Edimburgo. La Scozia reagisce con Dewey ma il primo tempo finisce 10-24. Nella ripresa Paterson trova il varco giusto per andare sotto break, ma il man of the match Troncon imposta prima il maul e poi si piazza subito dietro per marcare la meta della sicurezza e della vittoria finale. Il resto dei punti arriverà dal piede di Scanavacca, in una delle rare occasioni concesse in nazionale al miglior marcatore del campionato.

Il 10 marzo l’Italia di Pierre Berbizier vincerà, poi, contro il Galles 23-20 per una storica prima doppietta.

Il drop di Marcato

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Identico risultato con cui gli Azzurri si imporranno, poi, il 15 marzo 2008 contro gli Highlanders. E anche quella fu una partita da ricordare per gli uomini di Nick Mallett, decisa a trenta secondi dalla fine dal drop della vittoria di Andrea Marcato, oggi tecnico del Petrarca Padova primo in classifica. E pensare che il patavino ex Treviso aveva iniziato la partita da estremo, con il tecnico sudafricano che aveva ancora una volta provato l’esperimento Andrea Masi all’apertura. Prima edizione da capitano per Sergio Parisse, subentrato con i gradi a Marco Bortolami, e Italia chiamata a vendicare l’eliminazione da parte scozzese alla Coppa del mondo in Francia l’anno prima, con il calcio sbagliato nel finale da David Bortolussi. Quaranta minuti iniziali chiusi dietro di sette punti con una meta tecnica azzurra e la risposta di Hogg, prima dei punti al piede dell’australiano Parks e della meta nel finale di frazione di Blair.

Nella ripresa, la meta di Gonzalo Canale e i calci piazzati del momentaneo 20-20 che sembrava chiudere la partita in pareggio, ma poi ecco l’apertura di Pietro Travagli verso Marcato per i punti decisivi e l’esplosione di gioia del pubblico di casa.

La doppietta 2010-2012

A distanza precisa di due anni le altre vittorie, nel 2010 e 2012. Il 27 febbraio 2010 l’Italia di Mallett vince 16-12. Alessandro Zanni per una rara volta schierato da terza centro, mentre continua ad esserci il problema dell’apertura, atavico a dir poco nel post Dominguez, con gli Azzurri che scoprono l’oriundo proveniente dal Rugby League, Craig Gower. Dalla piazzola va, però, Mirco Bergamasco che ingaggia un duello personale con Dan Parks, fino al 6-6 del primo tempo e al 9-12 del sorpasso del numero 10 avversario nella ripresa. A decidere la contesa è un’iniziativa personale di Gonzalo Canale che al 67’ rompe la difesa scozzese e serve al largo Pablo Canavosio per l’unica meta della partita.

Uno stoico Castrogiovanni per la prima di Brunel

E’, invece, di nuovo un drop a decidere definitivamente il match del 17 marzo 2012. Ci si gioca il cucchiaio di legno, che alla fine andrà alla Scozia, sotto i colpi del man of the match Martin Castrogiovanni, stoicamente in campo dopo la rottura di una costola appena un mese prima contro l’Inghilterra, per la prima vittoria da commissario tecnico del francese Jacques Brunel. Si gioca all’Olimpico con 73mila tifosi che applaudono l’ultima uscita in nazionale di Fabio Ongaro. In meta ci va Giovambattista Venditti, ora team manager azzurro, ma nella battaglia al piede tra Mirco Bergamasco e il capitano scozzese Laidlaw, alla fine la spunta di rimbalzo l’italo-australiano Kris Burton, che regala all’Italia il successo con i tre punti del definitivo 13-6.