Giorgi a Wimbledon, un anno dopo: "Mi sento quasi a casa"

Tennis
Camila Giorgi impegnata nelle qualificazioni al tabellone principale di Wimbledon (foto Ludus Global Sports Management Group)
camila_wimbledon_quali_08

Per il secondo anno consecutivo la tennista di Macerata accede al tabellone principale del torneo più importante del mondo senza aver quasi mai disputato tornei WTA. Al primo turno sarà derby con Flavia Pennetta. Il torneo sarà anche su Sky 3D

di Matteo Veronese

Dire che ormai è di casa forse è troppo, ma di certo Camila Giorgi inizia a sentirsi a proprio agio all'All England Club. Proprio a Wimbledon sta raccogliendo i risultati migliori: da lunedì, quando il torneo londinese prenderà il via, giocherà per il secondo anno consecutivo nel tabellone principale, seconda esperienza stagionale nel circuito WTA dopo Memphis. Dai tornei Itf (quest'anno ha vinto il quinto titolo in carriera) allo Slam, quasi senza passaggi intermedi. E' una delle stranezze nella carriera di questa ragazza italiana di Macerata, che ha vissuto in Francia, parla in spagnolo con il papà-allenatore e pensa (anche) in inglese.

Chi è Camila. Dai campi senza riscaldamento di Macerata a Wimbledon, dove affronterà Flavia Pennetta, testa di serie numero 16 del torneo, nella speranza di migliorare il risultato dello scorso anno. Se Flavia non ha bisogno di presentazioni, Camila è ancora sconosciuta al grande pubblico. "Colpa" della sua giovane età e della classifica (a 20 anni è numero 145 del mondo, best ranking 129), che la costringe a passare dalle qualificazioni per accedere ai tornei del circuito maggiore: quest'anno ci è riuscita a Memphis, dove ha anche battuto Nadia Petrova, attuale numero 22 del mondo, e proprio a Wimbledon, bissando la qualificazione al tabellone principale ottenuta un anno fa. Merito di un gioco aggressivo sempre e comunque, al limite della testardaggine ("loca", come ripete spesso durante i suoi match Sergio Giorgi, papà prima che allenatore), che la avvantaggia sulle superfici veloci. Serve "due prime", col rovescio sa far male e a rete ha mostrato grandissimi miglioramenti anche sulla terra rossa di Parigi. Imprevedibile, anche per se stessa. In campo non lascia trasparire emozioni e non discute mai una chiamata: difficile, per le avversarie, "leggerla". L'unico che ci riesce è proprio Sergio, cui Camila è legatissima e che la segue ovunque: "La famiglia è molto importante per me, anche quando non posso stare con loro li sento sempre vicini. A Wimbledon ci sarà solo mio papà, ma al primo torneo americano verranno a vedermi anche i miei fratelli".

Wimbledon, un anno dopo. Il derby tutto italiano con una tennista più esperta non la intimorisce né mette pressione addosso, anzi: "Sono contenta di essere capitata contro Flavia, per me sarà una bella esperienza. Sinceramente non mi sono preoccupata molto di chi sarebbe stata la mia avversaria, me l'hanno comunicato a sorteggio avvenuto, ero in palestra a sciogliere un po' i muscoli, dopo 3 partite in 3 giorni mi sono presa un po' di riposo". Rispetto a un anno fa, quando chiamava il circolo dalla sua stanza d'albergo per avere informazioni sui campi d'allenamento e sugli orari della partita, oggi Camila è più rilassata, più consapevole: "L'anno scorso era tutto nuovo, la prima esperienza di questo tipo. Oggi sono più tranquilla, conosco meglio anche la strada per i campi...".

Un futuro "azzurro". Terminato Wimbledon tornerà a casa, a Miami, a preparare la stagione sul cemento americano. Non giocherà a Cuneo perché l'obiettivo principale è l'accesso agli US Open, ma l'Italia e l'Europa restano nel cuore di Camila e della sua famiglia: "Accanto al mio nome, qualunque sia il torneo, ci sarà sempre la sigla ITA".