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31 ottobre 2016

Fognini a picco: fuori al primo turno a Parigi

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Fabio Fognini (Foto Getty)

Brutte notizie su Fognini, fuori al primo turno a Parigi (Foto Getty)

Si chiude un anno deludente per l'azzurro, sconfitto al debutto in due set (6-3, 6-1) all'ultimo Master 1000 della stagione dallo spagnolo Carreno Busta

Con la netta sconfitta al primo turno a Parigi Bercy con Carreno Busta si chiude il 2016 di Fabio Fognini, il peggiore dal 2010, quando terminò 55. 28 le posizioni perse rispetto al 2015, dalla 21esima alla 49esima, frutto di troppi bassi e pochi alti. L'infortunio agli addominali a febbraio in Brasile ha pregiudicato parte della stagione europea sulla terra rossa, ma non basta a giustificare un regresso evidente non tanto sul piano del gioco ma su quello della attitudine in campo.

Troppe volte l'azzurro è apparso svogliato, sfiduciato, trasmettendo un atteggiamento di fastidio, quasi fosse obbligato a giocare. Nei tornei 1000, inferiori per importanza solamente ai 4 del grande Slam, nel 2016 non è mai andato oltre il secondo turno con alcune sconfitte con giocatori che hanno minori numeri, ma evidentemente altre doti. Eppure parliamo di un giocatore nel pieno della maturità, dotato di un talento fuori dal comune e di un anticipo sulla palla che ha del prodigioso; il problema risiede evidentemente altrove.

La classifica attuale gli permette ancora di entrare direttamente nel tabellone principale dei tornei 1000, ma basta un altro piccolo scivolone per essere costretto alle qualificazioni, dalle quali spesso non se ne esce. Tutto questo all'alba dei 30 anni con un bivio all'orizzonte: o prendere la strada comoda del mantenimento dello stato delle cose per ancora 3-4 stagioni, o rischiare e cambiare e fissare degli obiettivi alti. Magari con un nuovo tecnico, sicuramente con una nuova attitudine. Solamente due anni fa Fabio salì al 13esimo posto della classifica mondiale, non è da visionari ipotizzare un suo ritorno nei primi 15 del mondo, ma il primo che deve crederci è lui, tutto il resto è teoria. La pratica ci dice che si chiude un anno deludente e non vorremmo mai più ripeterlo.