Murray, è suo il tie-break più lungo del mondo

Tennis

Stefano Olivari

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Nel quarto di finale di Dubai il numero uno ATP insieme a Kohlschreiber è entrato nell'esclusivo club del 20-18, dove Ivanisevic ha due tessere e sono presenti anche Federer, Safin e Roddick. Anche se il record assoluto appartiene al monegasco Balleret, in una partita giocata senza arbitro...

I grandi del tennis maschile questa settimana sono tornati in campo, fra Dubai e Acapulco, con risultati non memorabili. Nella storia però rimarrà il quarto di finale proprio di Dubai fra Andy Murray e Philip Kohlschreiber, per il tie-break del secondo set. Grandi emozioni lungo i 31 minuti di durata e i 38 punti giocati: sì, perché alla fine Murray ha prevalso 20-18 ed ha pareggiato primo set vinto dal tedesco, dominando poi nel terzo e raggiungendo la 400esima vittoria della sua carriera. Il record non è però questo e nemmeno i sette match point annullati, ma proprio il 20-18.

Nel circuito maggiore ATP da quando sui tie-break vengono tenute statistiche credibili, quindi dal 1991, nessuno era mai andato oltre se parliamo di tabellone principale. Altri cinque hanno vinto 20-18, che è un punteggio che fa impressione ma non sembra assurdo quando si trovano di fronte due forti al servizio. Infatti in queste partite per due volte è stato coinvolto Goran Ivanisevic (nel 1993 agli US Open contro Nestor, nel 1997 al Queen’s contro Rusedski), senza dimenticare Federer (Contro Safin a Houston 2004), Tsonga (agli Australian Open 2007 contro Roddick), con l’intruso Acasuso (contro Phau nel 2006). Alla fine il vero record è che così in pochi in 25 anni di tennis vero siano riusciti ad arrivare a questo punteggio. Allargandoci, il record assoluto in tornei affiliati ad ATP o ITF sembra appartenere a Benjamin Balleret, che nel 2013 in un future in Florida vinse 36-34 il primo set contro Couillard (monegasco, come il suo avversario), in un match senza… giudice di sedia. Doveroso quindi mettere l’asterisco.

A proposito di arbitro, durante il tie-break di Murray-Kohlschreiber la tensione era tale che sul 15-15 i giocatori si sono dimenticati di cambiare campo (lo si fa ogni sei punti) e nessuno glielo ha ricordato. Parafrasando Enrico Cuccia, va detto che i punti anche nel tennis si pesano e non si contano. E così per l’eternità il tie-break per eccellenza rimarrà quello vinto da John McEnroe su Bjorn Borg nel quarto set della finale di Wimbledon 1980. 20 minuti di magia per un 18-16 da guardare e riguardare, anche senza il doping della nostalgia.  

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