I 50 tornei di Rafa Nadal e i record dei tempi di Vilas

Tennis

Stefano Olivari

Vilas

A Montecarlo il campione spagnolo ha vinto il cinquantesimo torneo sulla terra battuta, superando il record dell'argentino. Ma a tutti i numeri degli anni Settanta andrebbe messo l'asterisco

Rafa Nadal è già in campo a Barcellona, a nemmeno tre giorni dal suo trionfo a Montecarlo: torneo numero 70 vinto in carriera, ma sopratutto numero 50 sulla terra battuta superando di uno quelli vinti da Guillermo Vilas. Tutto questo ispira una riflessione, che non vuole sminuire il tennis degli anni Settanta ma soltanto collocarlo in un contesto che a chi non c'era può sembrare strano. Partiamo dai 50 tornei di Nadal: 9 Roland Garros, 7 a Roma, 4 a Madrid e appunto 10 a Montecarlo: fra Slam e Masters 1000 parliamo di 30 (!) tornei. Veniamo a Vilas: un Roland Garros, uno U.S. Open (l'edizione 1977, l'ultima a Forest Hills, si giocava sulla terra), un Roma, una Madrid e 2 Monte Carlo. All'epoca di Vilas non esistevano i Masters 1000, con relativo obbligo per i top player di partecipare, ma Montecarlo, Roma e Madrid avevano un'importanza comunque paragonabile a quella di oggi. Stiamo comunque parlando di 30 a 6 per Nadal. Senza contare che gli 'altri' tornei di Nadal sono di cilindrata superiore a quelli vinti da Vilas. Di più: la terra degli anni Settanta era un mondo molto più lontano dalle altre superfici (e lo sarebbe rimasta fino a questo millennio) di quanto non lo sia la terra di oggi: soltanto un fenomeno assoluto come Borg poteva dominare sulla terra e sull'erba, oltre ad essere fra i migliori sul cemento. In altre parole: l'élite dei giocatori da terra faceva in proporzione meno fatica di oggi contro i grandi giocatori di altre superfici. Connors e McEnroe hanno a volte giocato bene sulla terra (Mac poi nel 1984 il Roland Garros ha anche rischiato di conquistarlo, Connors è arrivato 4 volte in semifinale e poi sulla terra ha vinto lo U.S. Open 1976), ma Federer è stato facilitato e ha vinto molto di più. Gli anni Settanta sono quindi statisticamente a volte sopravvalutati, nel caso di Vilas (comunque un grande campione, beninteso), e altre, come con Borg o Connors, sottovalutati. Conclusione: Nadal è un fenomeno quasi incredibile e senza tempo, molto oltre quello che che dicono le vittorie.

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