Roland Garros: Schiavone fuori contro Muguruza, bene la Errani

Tennis

Stefano Olivari

La vincitrice dell'edizione 2010 ha dato l'addio al 'suo' torneo con una buona partita contro la campionessa uscente: la spagnola si è imposta 6-2 6-4. Buon esordio per Sara Errani, che battuto 7-6 6-1 la Doi

Francesca Schiavone ha salutato per sempre il Roland Garros, con qualche rimpianto per partita persa contro un'avversaria sulla carta per lei oggi imbattibile (numero 5 WTA contro numero 78) come Garbine Muguruza: 6-2 6-4 il punteggio per la ventiquattrenne spagnola. Passa invece al secondo turno Sara Errani, uscita dalle qualificazioni: 7-6 6-1 alla giapponese Misaki Doi.

Interruzione fatale

La Muguruza è entrata in campo assatanata e in grande condizione fisica, portandosi sul 3-0 senza quasi dare respiro alla Schiavone con le sue bombe, soprattutto di rovescio, e un atteggiamento in generale aggressivo, con i piedi ben piantati dentro al campo. Qualunque altra giocatrice si sarebbe fatta travolgere da una simile ondata, ma la trentasettenne milanese di pura voglia si è portata sul 2-3 facendo venire qualche dubbio alla campionessa uscente. A questo punto il malore di uno spettatore ha portato a 12 minuti di interruzione e al calo di tensione della Schiavone, che non ha più fatto un punto fino al termine del set. È solo una spiegazione e non certo una giustificazione, visto che la partita è stata stoppata per entrambe e la Muguruza è semplicemente stata più brava a tenere accesa la corrente.

Addio Parigi?

Il secondo set, come il primo giocato in uno Chatrier semideserto, ha visto una Schiavone su livelli di eccellenza, che ha fatto pensare la Muguruza alternando i suoi rovesci in back a discese a rete a fari spenti. Ha avuto anche l'occasione per il 4-2, la Schiavone, ma la Muguruza scesa in campo era assolutamente da battaglia e paragonabile più a quella del Roland Garros 2016, ma anche a Roma quest'anno prima dello strano ritiro con la Svitolina, che a quella dei primi mesi del 2017. Per la Schiavone un buon saluto ad un torneo in cui ha fatto grandissime cose, non soltanto per le vittorie ma anche per un tennis creativo che gli spettatori più acculturati hanno apprezzato. Ma sarà stato davvero un saluto? Sarebbe un peccato, perché sembra ancora con la testa e il corpo ben dentro il tennis.

Errani di carattere

Misaki Doi partiva favorita contro Sara Errani, ma l'azzurra è uscita dalle qualificazioni con il morale alle stelle e una condizione fisica davvero molto buona che le ha consentito di tenere botta nel primo set, quando la mancina giapponese numero 58 WTA l'ha costretta quasi sempre sulla difensiva. Inutile parlare per la millesima volta del servizio della Errani, che non ha mai punti facili, ma a colpire in questa sua settimana parigina è stata la mentalità: non si incupisce quando sotterra il diritto (un problema quando il livello si alza), reagisce bene ai suoi errori, cerca di stare attaccata ai singoli game senza grandi piani partita. Inoltre la Doi non era bene a punto e si è anche procurata un danno all'addome: forse un problema che si trascinava, ma in uno Slam non si deve mollare e lei è rimasta in campo fino all'inevitabile sconfitta. Al secondo turno la Errani troverà la franco-serba Kiki Mladenovic, una delle giocatrici più calde del momento, che ha battuto a fatica la Brady. La numero 14 del mondo è stata finalista a Stoccarda e a Madrid, mentre è uscita subito a Roma (come del resto la Errani): un ostacolo, altissimo, forse insuperabile, ma il suo Roland Garros la Errani l'ha già vinto.

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