Il Villaggio del tennis e quel doppio con Panatta

Tennis

Matteo Renzoni

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La notizia della morte di Paolo Villaggio proprio nel giorno in cui Wimbledon ha aperto le porte per l'edizione 2017. Villaggio e il tennis, una passione rafforzata dall'amicizia con Panatta. Fantozzi e l’All England Club: un binomio impossibile. O forse no...

Gli piaceva giocare a tennis ma alla palla gialla non ha mai dato del tu. Proprio come il ragionier Filini a Fantozzi in quella scena mitica del 1975. “Batti lei” declinato al congiuntivo da lì è diventato il grido di battaglia goliardico di chiunque abbia messo piede su un campo da tennis. Tra gli amici più stretti di quel genio che è stato Paolo Villaggio c’è Adriano Panatta, che gli ha voluto così bene da scendere in campo insieme a lui. Per gioco ma per davvero, in doppio non al cinema. La leggenda – confermata dallo stesso Panatta – vuole che Villaggio stesso gli avesse chiesto di prestarsi per un cameo. Una sorta di apparizione a sorpresa in mezzo alla nebbia di quella che probabilmente resta la partita in pellicola più nota del nostro cinema. 

La sceneggiatura però funzionava talmente bene che Panatta declinò l’invito. In fondo non gli mancavano gli impegni, a breve avrebbe avuto parecchio da fare per trasformare il 1976 nel suo anno più bello con le vittorie di Roma e Parigi prima della Coppa Davis. Paolo Villaggio aveva il terrore di annoiarsi, un po’ come chi ama il tennis servizio e volée di fronte a un match su terra battuta. Non si sarebbe annoiato con Wimbledon, in questi giorni, patria di un tennis diverso fatto di soluzioni intelligenti. Un posto di una cultura “bestiale” – in questo caso tennistica - esattamente come Villaggio avrebbe definito il suo modo di essere colto. Bestiale, appunto.

Usando parecchia immaginazione, e Villaggio era un maestro, per avere accesso all’All England Club il ragionier Ugo Fantozzi avrebbe potuto portare il racchettone del 1912 – tutto sommato simile a quelli esposti proprio nel museo dei Championships – e il gonnellino pantalone usato da Filini – magari in omaggio ad una campionessa tipo Suzanne Lenglen. Poi, con uno strappo alla regola “all white dress” i calzettoni scozzesi – magari senza giarrettiera - per ricordare il campione in carica Andy Murray. Una specie di versione tennistica di Fantozzi in Paradiso, tutto bianco - con il paradiso che diventa Wimbledon, cioè il paradiso della racchetta.

Si dice che sarà l’edizione di Federer o Nadal, in qualche modo un ritorno al passato. Geni della racchetta che spesso riducono gli avversar in Fantozzi di turno, capaci al massimo di un “Come è umano lei” nello stile del ragioniere più amato dagli italiani. Chissà se Villaggio sarebbe stato fiero di un omaggio in salsa tennistica come questo. Sicuramente gli sarebbe piaciuto riproporre il movimento del servizio “piede sinistro avanti” – sempre tornando al “Batti lei” - sul Centrale di Wimbledon. Anche per fare una palla corta in più al protocollo, alla sua maniera - scendendo a rete in tono un po’ dissacrante con i suoi mutandoni ascellari. Siamo sicuri che Murray gli avrebbe lasciato il proscenio, o meglio tutto il villaggio.

Sia lieve la terra a Paolo Villaggio. Anzi, l’erba.

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