Wimbledon 2017: Venus Williams in finale. Konta, fine del sogno

Tennis

La 37enne americana mette fine alla favola della britannica, che si arrende in semifinale con i parziali di 6-4, 6-2. Sabato Venus se la vedrà con Garbine Muguruza, per tentare l'assalto al sesto Championships della carriera

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Con Serena a casa a fare le prove da futura mamma, la famiglia Williams non abdica a Wimbledon. A tenere vive le fameliche ambizioni delle sorelle più devastanti del tennis mondiale ci pensa Venus, che con una prova al limite della perfezione ha conquistato la finale dei Championships per la nona volta, mettendo fine al sogno di Johanna Konta, sesta testa di serie del seeding, che si è arresa 6-4, 6-2 in un'ora e 13' di gioco. I britannici, dopo l'eliminazione di Andy Murray, dicono addio all'ultima portabandiera, che tentava di riscrivere la storia, diventando la prima atleta di Sua Maestà ad entrare nella finale femminile 40 anni dopo Virginia Wade, presente nel Royal Box del Centrale. A poco è servita la carica dell'ultima campionessa inglese: Venus chiude con il 79% di punti con la prima, il 65% con la seconda e appena 9 errori gratuti, troppo anche per una combattente come Konta. Come detto, Wimbledon resta un affare di famiglia, se si pensa che dal 2000 a oggi, sono ben 12 i Championship nella bacheca di Serena (7 vittorie) e Venus (5, nel 2000, 2001, 2002, 2007 e 2008). L'ultimo ostacolo per l'ennesima favola di questa arzilla vecchietta (37 anni, uno in più di Roger Federer) è Garbine Muguruza, contro cui ha vinto 3 dei 4 precedenti (nessuno sull'erba), perdendo però l'ultimo match, valido per i quarti degli Internazionali d'Italia a Roma di quest'anno.

La tattica di gioco è chiara fin dai primi scambi: servizi mai inferiori ai 160 km/h, ricerca rapida del punto da parte di Venus, intensità e variazioni di ritmo per Konta. L'equilibrio regna sovrano nei primi 9 turni di battuta, in cui la britannica martella in battuta (5 aces, 14/16 con le prime), ma subisce i colpi di potenza della 37enne americana, molto più precisa dell'avversaria sulla seconda (4/8), tirata a volte anche oltre i 170 orari. Johanna subisce la pressione del Centrale e nel momento più importante viene tradita dal diritto, già deficitario contro Halep. Con otto punti negli ultimi nove scambi, Venus piazza il break al decimo game e porta a casa il primo set 6-4 in 36'. Il tutto nonostante gli zero aces e i due doppi falli a referto. Un dato preoccupante per la padrona di casa...

Venus viaggia sulle ali dell'entusiasmo anche nel secondo set, tenendo il primo turno di battuta a zero e portando il parziale a 12 punti a 1 negli ultimi tre games. La britannica è brava a scrollarsi di dosso la scimmia nel secondo gioco, vinto grazie a una prima di servizio tornata finalmente efficace dopo una decina di minuti di sbandamento. Il terzo doppio fallo del suo match e due nastri beffardi però regalano a Venus il break nel quarto gioco (3-1), con la britannica che deve fare i conti con la sorprendente mobilità di una Williams a tratti dominante (79% di punti sulla prima di servizio e il 60% sulla seconda arrivati al parziale di 4-1). L'americana corona il suo torneo stratosferico piazzando un altro break all'ottavo gioco e portando a casa set (6-2) e match. Quella di sabato sarà la seconda finale di uno Slam in questo 2017 per Venus dopo quella in Australia. "Mi manca solo una vittoria per completare il sogno, chiederò un consiglio a Serena. Ha già battuto Muguruza e di solito gioca lei le finali. Cercherò di rappresentare al meglio la famiglia", ha detto a caldo, subito dopo il successo in semifinale. Wimbledon sarà, anche quest'anno, terra di conquista delle Williams?

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