Litigi sull'affidamento del figlio: niente US Open per Vika Azarenka

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La tennista bielorussa, rientrata da poco nel circuito dopo il parto dello scorso dicembre, sarà costretta a saltare gli US Open a causa di problemi familiari. La difficile separazione con il compagno, insieme alla discussione per l'affidamento di suo figlio, costringono l'ex numero 1 del mondo a fermarsi per cercare la soluzione migliore per il bene del piccolo

Niente US Open per Viktoria Azarenka. A comunicarlo è stata proprio la tennista bielorussa con un post su Instagram, nel quale comunica di dover rinunciare all'ultimo slam stagionale a causa di problemi legali sull'affidamento del figlio. Il piccolo, nato lo scorso dicembre, è al centro di una disputa legale tra la Azarenka e il padre, che hanno da poco deciso di separarsi. L'ex numero 1 del mondo è rientrata nel circuito a Maiorca lo scorso giugno, disputando poi il torneo di Wimbledon, dove è stata fermata agli ottavi di finale da Simona Halep. Quello della Azarenka è solo uno dei tanti casi di difficile coesistenza della maternità e con la carriera lavorativa, e più nello specifico con quella sportiva. Al momento un'altra tennista di massimo livello, Serena Williams, è impegnata con la sua gravidanza e ha annunciato di voler tornare a competere nei prossimi Australian Open.

La lettera di Vika Azarenka

“I miei fan e i miei amici, che mi hanno sostenuto per tutta la mia carriera, meritano di sapere perché non potrò competere all’US Open quest’anno. Il giorno in cui mio figlio Leo è nato, nel dicembre dello scorso anno, è stato di gran lunga il giorno più felice della mia vita. Tuttavia, come la maggior parte delle madri che lavorano, nonostante il mio amore incondizionato per mio figlio, mi trovo ad affrontare una situazione difficile che non mi permetterà di ritornare in campo subito.

In Bielorussia, a marzo, ho iniziato a lavorare con l’obiettivo di tornare a competere ad alto livello entro il 31 luglio. Sono riuscita a tornare presto, giocando a Maiorca a metà giugno e poi a Wimbledon. Poco dopo Wimbledon, il padre di Leo e io ci siamo separati e mentre lavoriamo per risolvere alcuni cavilli legali, l’unico modo che ho per giocare agli US Open quest’anno è se lascio Leo in California, che non sono disposta a fare. 

Occuparsi di un bambino e della propria carriera non è facile per qualsiasi genitore, ma è una sfida che sono disposta ad affrontare. Nessuno dovrebbe mai decidere tra un bambino e la sua carriera, siamo abbastanza forti da sostenere entrambi gli impegni. Sono incredibilmente grata per tutto il supporto che ho ricevuto da donne e uomini di tutto il mondo che riconoscono l’importanza di sostenere le mamme lavoratrici e il nostro diritto di stare con i nostri figli. Spero che avrò presto sviluppi positivi in questa faccenda in modo che questa situazione difficile possa essere risolta e posso tornare a competere. Nessun genitore deve decidere tra il proprio bambino e la sua carriera.

Rimango ottimista che nei prossimi giorni il padre di Leo e io possiamo mettere da parte le divergenze e intraprendere passi nella giusta direzione per lavorare in modo più efficace come squadra. E concordare un accordo per tutti e tre, per viaggiare e per me per competere ma, soprattutto, per assicurare che Leo abbia una presenza equilibrata di entrambi i suoi genitori”.

A Personal Note

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