Cuore Toro, dritto e sorriso: chi è Lorenzo Sonego, la sorpresa degli Aus Open

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All'esordio in un torneo dello Slam il 22enne nato in provincia di Torino ha battuto Haase, 176 posizioni più avanti di lui in classifica. Ecco chi è la sopresa del tennis italiano a Melbourne: giocava a calcio nelle giovanili del Torino, poi ha scelto il tennis senza essere un "predestinato". Ma ha coraggio da vendere e tira fortissimo

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Sono passate le 4 di notte, al circolo del tennis Green Park di Rivoli esplode un boato. È un enorme urlo di gioia. Decine di persone insonni si abbracciano e gridano perché dall'altra parte del mondo uno di loro ce l'ha fatta. Sullo schermo della tv il 22enne Lorenzo Sonego, numero 218 del ranking Atp, cresciuto in quel circolo a pochi chilometri da Torino che stanotte è pieno dei suoi amici di una vita, esulta per la vittoria più bella, la prima in una partita di uno Slam, alla prima apparizione della sua giovane carriera in un torneo major. “Il guerriero Sonny”, un metro e novanta di coraggio e sfrontatezza, ha battuto il trentenne olandese Robin Haase, uno che sta 176 posizioni avanti a lui in classifica (è n° 43) e arriva da un ottimo avvio di stagione (semifinale a Auckland). Ma stanotte si è arreso al “cuore da Toro” di Sonego, tifosissimo granata: prima di scegliere la racchetta ha giocato a calcio nelle giovanili del club fino a 11 anni, e anche col basket (e nel ballo, controllate su Instagram) non se la cava affatto male. “Ma già a 13 anni – ha raccontato - mi sentivo protagonista di uno sport singolo”, così ha virato per sempre sul tennis. Per nostra fortuna.

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Il comando e il "braccino"

L'eroe della notte australiana ha lottato contro tre avversari: quello dall'altra parte della rete, la propria inesperienza e un bel po' di (naturalissima) paura di vincere. Quel “braccino” che gli ha fatto sprecare 5 match point nel tie-break del terzo set, dov'era passato a condurre per 6-1, perso poi per 8-6. Dopo così tante occasioni buttate in molti avrebbero perso la testa: quanti ne abbiamo visti, dei nostri, reagire così? E infatti in tanti hanno immagino lo psicodramma. Sonego no: è tornato avanti 5-3 nel quarto set, è andato a servire per il match, e ci è ricascato: non ha sfruttato altre due palle per vincere la partita, si è fatto recuperare di nuovo. Aveva i crampi, si è fatto massaggiare, pareva sfinito. Macché: sul servizio di Haase si è guadagnato l'ottavo match point e stavolta non ha fallito. Facendo esplodere di felicità l'Italia del tennis, e soprattutto quel circolo tennis di Rivoli dove non dormiva nessuno.

Sognando Roger

Sonego ha meritato di vincere perché oltre al cuore, “la sua qualità migliore” secondo il coach Gianpiero “Gipo” Arbino, ha molto altro: un gran servizio ma soprattutto un drittaccio bestiale che l'hanno portato a chiudere il match con 79 vincenti. Era già un sogno essere lì, e invece Sonego si è voluto regalare di più: un secondo turno realissimo, per uno che fino a 4 anni fa giocava in seconda categoria e non aveva il pedigree del predestinato. Ma a chi importa? La bacheca Facebook del ragazzo piemontese è un tripudio di orgoglio e complimenti. Gli amici già gli scrivono “sei un campione”, ma la strada è ancora lunghissima. Certo, Lorenzo ha già vinto: nelle qualificazioni aveva battuto gente più quotata di lui. Prima il brasiliano Thiago Monteiro, numero 116 del mondo, poi l'egiziano Mohamed Safwat, 223°, fino all'epilogo glorioso contro Bernard Tomic, padrone di casa ed ex numero 17 del mondo, battuto in tre set. Il tabellone dei grandi sembrava abbastanza, ma non per Sonego. Che ora può sognare in grandissimo: tra lui e una sfida con l'idolo Roger Federer c'è “solo” Gasquet.  

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