Aus Open, il "nerd" Chung contro il signor Tennys: chi sono i due outsider ai quarti

Tennis

Francesco Giambertone

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Dopo aver eliminato rispettivamente Djokovic e Thiem, stanotte a Melbourne il coreano Chung e l'americano Sandgren si contendono un posto in semifinale: dalla miopia del "robot" cresciuto nel mito di Nole al nome incredibile dello statunitense, ecco chi sono i due underdog più interessanti di questi Australian Open

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Il quarto di finale più improbabile degli Australian Open 2018 è quello che non dovete perdervi. Questa notte alle 3 italiane sul centrale di Melbourne si sfidano per un posto in semifinale due super outsider. Da una parte della rete l'americano Tennys Sandgren, che con quel nome gioca a tennis e viene pure dal Tennessee, e a 26 anni è riuscito in un'impresa che in questo sport non capitava dal 2003, quando lui era un ragazzino: un esordiente in uno Slam che arriva dritto ai quarti di finale. Dall'altra parte il coreano con gli occhiali Hyeon Chung, timido a parole ma non con la racchetta, vincitore un paio di mesi di fa delle Next Gen Atp Finals di Milano e diventato il primo giocatore del suo Paese a spingersi così avanti. Sono, rispettivamente, numero 97 e numero 58 del mondo: aveste puntato su di loro sareste già ricchi. Insieme hanno fatto fuori 4 dei migliori 10 giocatori in circolazione e chi vince tra i due, con ogni probabilità sfiderà Federer per andare in finale. Si sono guadagnati il momento più bello della loro vita sportiva: volete davvero perdervelo? Aspettate di sentire il resto.

La rivincita di Tennys, "perdente" di successo

Sandgren, cresciuto a Nashville, figlio di padre svedese e madre sudafricana, chiamato Tennys in onore di un bisnonno (no, nessuna megalomania sportiva) aveva un obiettivo nella vita: entrare tra i primi 100 tennisti al mondo. Ci è riuscito a novembre, dopo una carriera passata tra i tornei futures (12 vittorie) e challenger (3 trofei), “ed ero quasi pronto per smettere – ha raccontato – il mio l'avevo fatto”. Invece è andato avanti e si è conquistato una wild card della federazione americana per gli Australian Open. Provava a qualificarsi da 5 anni, non c'era mai riuscito. Per la grande occasione si è tagliato la coda di cavallo e la barba da motociclista metallaro con cui si presentava: “Un giorno mi sono svegliato e ho pensato: se dovesse andare bene, mi chiederanno tutti di darmi una sistemata. Ci vuole un aspetto un po' più professionale”. Già essere lì, tra i 128 giocatori a Melbourne, era un sogno. Che invece per Tennys doveva ancora cominciare: dopo il francese Chardy al primo turno, Sandgren ha strapazzato niente meno che Stan Wawrinka – acciaccato numero 9 del seeding -, ha superato in 4 set l'altra sorpresa Marterer per poi distruggere agli ottavi i pronostici su Dominic Thiem, numero 5 del tabellone. “La battaglia più dura della mia carriera – l'ha definita Tennys, vincitore tra gli applausi dopo 5 set - e sicuramente la miglior partita. Faccio ancora fatica a crederci, svegliarmi ora sarebbe orribile”.

Il look di Tennys Sandgren prima degli Australian Open  

Sandgren, la mamma infortunata e le aspirazioni nerd

Tennys ha scelto l'anno giusto per l'exploit di una vita, visto che sarà l'Australian Open col montepremi più alto di sempre (36 milioni di euro in totale, 2,6 al vincitore). Nel 2018 Sandgren, che studia online all'università del Tennessee e il cui piano B nella vita era “diventare un giocatore di videogame professionista”, aveva ottenuto 7mila euro di premi. Con questi 10 giorni a Melbourne se n'è assicurati altri 286mila. Sarà anche per questo che la mamma, rimasta nella casa di famiglia a vedere le partite sul proiettore, nell'esultare ha sbattuto sul biliardo in taverna e si è incrinata una costola. “Mi ero preoccupato, ora mi seguirà tranquilla dal letto”, tenendo forse sul comodino uno di quei romanzi fantasy che piacciono tanto a Tennys. Di cui ora potrebbe diventare un protagonista.

Una foto di Tennys Sandgren a 13 anni con la madre

Hyeon, che scelse il tennis per combattere la miopia

Ma sulla sua strada l'americano troverà un altro “nerd” di successo, con una storia tutta diversa. Hyeong Chung, 21 anni, è un robot progettato per vincere. Ha passato 2 anni all'accademia di Nick Bollettieri prima di tornare a vivere a Seul. “Da piccolo cercavo di imitare Nole, era il mio idolo” ha raccontato in campo dopo aver massacrato Djokovic agli ottavi in 3 set. Giocando con lo stile del serbo ma meglio, compiendo recuperi spaventosi, affondando rovesci e passanti con una precisione chirurgica. “È stata una performance incredibile, continua a lavorare così” gli ha detto a fine gara il suo mito d'infanzia. Chung ha iniziato presto a giocare su consiglio dei medici, che suggerirono ai genitori di tenere la vista del bambino su qualcosa di verde per contenere la miopia. Scelsero un campo da tennis sintetico. Fu un'ottima idea.

Apparecchio, acne, e quella sconfitta con Quinzi...

Non fatevi ingannare dagli occhialetti, dall'apparecchio ai denti e dall'acne sul viso: Chung è già in rampa di lancio per una carriera da Top 10. Nella prima settimana aveva fatto fuori Sasha Zverev, suo coetaneo numero 4 del tabellone, a cui ha rifilato un 6-0 al quinto set, prima di dare una lezione di tennis al 6 volte campione Nole. Lo scorso anno Hyeon, un tipo poco “social” per l'età che ha, aveva battuto Monfils sulla terra di Montecarlo e Goffin sul cemento di Montreal, prima di imporsi a Milano nelle Finals tra i coetanei. Lì aveva ritrovato l'italiano Gianluigi Quinzi, che nel 2013 lo aveva battuto nella finale di Wimbledon Junior. Da allora hanno preso due strade diverse. Quella di Chung punta dritto alla vetta. E sapete cos'è più assurdo? Che tra Tennys e Chung c'è un precedente, vecchio di appena due settimane: ad Auckland ha vinto il coreano, ma ha concesso un set. Vai a capire adesso quale sarebbe la sorpresa.

Una foto dell'estate 2013: Gianluigi Quinzi batte Hyeon Chung nella finale di Wimbledon Junior

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