WTA Miami 2018: Stephens, rinascita e trionfo. Ostapenko ko 7-6, 6-1

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La campionessa degli ultimi US Open ritrova il sorriso dopo una lunga crisi conquistando il Mandatory Premier della Florida. Sesto trofeo in altrettante finali per l'americana, che ha dominato la lettone Ostapenko. La finale maschile Isner-Zverev in diretta su Sky Sport 2 domenica dalle 19.00.

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Sloane Stephens si conferma imbattibile nelle finali, conquistando il Miami Open, secondo WTA Premier Mandatory della stagione. Al Tennis Center di Crandon Park, la 25enne di Plantation ha battuto 7-6(5), 6-1 in poco più di un’ora e mezza la lettone, Jelena Ostapenko, numero 5 del ranking e sesta testa di serie del seeding, vincendo il sesto trofeo in altrettanti finali giocate. La campionessa in carica degli US Open ha sconfitto nettamente quella del Roland Garros, in un match durato in pratica solo il primo set. L’inizio è problematico per entrambe, con quattro break di fila che rompono il ghiaccio. La prima a tenere la battuta, nel quinto gioco, è la Ostapenko, ma nel settimo gioco la lettone torna a cedere il servizio permettendo alla Stephens di salire 5-3. L'americana non ne approfitta, lasciando il decimo game del contro-break addirittura con un doppio fallo. Stephens, sostenuta dal tifo di un pubblico particolarmente caldo, ha preso di nuovo un break di vantaggio ma ancora una volta non è riuscita a chiudere, dovendosi giocare tutto al tie-break. Qui Sloane è volata 6-2 con quattro set-point, Jelena ha annullato le prime tre ma la quarta le è costata il parziale, nel primo tie-break perso dalla Ostapenko a Miami dove ne aveva giocati e vinti cinque. Nella seconda frazione la campionessa del Roland Garros ha iniziato subito strappando il servizio all’americana, ma le ha restituito immediatamente il favore, continuando a prendere l'iniziativa ma commettendo troppi errori gratuiti (oltre 40 a fine match). Stephens ha capito che bastava buttare dall'altra parte del campo la pallina ed è volata sul 5-1 con la lettone che ha ceduto di nuovo la battuta nel quarto e nel sesto gioco, cedendo in un'ora e 31' di gioco. 

La rinascita della Stephens?

In semifinale Stephens, numero 12 WTA e 13^testa di serie del seeding (sarà 9 da lunedì prossimo, nella Top 10 per la prima volta in carriera), aveva battuto in rimonta per 3-6, 6-2, 6-1, in due ore e nove minuti di gioco, la bielorussa Victoria Azarenka, numero 186 del mondo e in gara con una wild card, superata per la seconda volta nel giro di due settimane (era già accaduto al secondo turno di Indian Wells). L'americana era sparita dopo il trionfo di settembre agli US Open, primo successo in uno Slam. A quell'ondata di euforia erano seguite otto sconfitte consecutive tra circuito e Fed Cup, prima che ad Acapulco riuscisse ad interrompere la striscia negativa con due vittorie di fila prima di cedere poi nei quarti alla svizzera Voegele. Ad Indian Wells aveva perso nel 3° turno contro la russa Kasatkina, poi arrivata in finale. A Miami ha ceduto due set, uno alla Niculescu ed uno alla Azarenka. Quella di Miami è stata la sesta finale in carriera, che coincide con il sesto successo dopo Washington 2015, Auckland, Acapulco e Charleston 2016 e soprattutto Flushing Meadows 2017.

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