Wimbledon 2018: trionfa Djokovic, Anderson cede in finale 6-2, 6-2, 7-6

Tennis

Claudio Barbieri

Un ritrovato Novak Djokovic conquista il suo quarto Championships, il 13° Slam della carriera, il primo dopo oltre due anni di digiuno. Battuto nettamente Kevin Anderson, che ha pagato gli sforzi della maratona in semifinale con Isner 

Novak Djokovic torna Re a Wimbledon. Il serbo, ex numero 1 del mondo e 12esima testa di serie, ha battuto in finale 6-2, 6-2, 7-6 il sudafricano Kevin Anderson, centrando il suo quarto Championships, 13° Slam della carriera, il primo dal Roland Garros del 2016. Troppo netto il divario con Anderson, palesemente in difficoltà a inizio match, con nelle gambe e nella testa ancora la maratona in semifinale con Isner. L'unico set combattuto è stato il terzo, in cui Nole è stato sempre costretto a inseguire, ad annullare palle break, prima di imporsi 7-6 sfruttando i 32 errori non forzati nel match dell'avversario, che chiude con la miseria di 10 aces e 0/7 sulle palle break. Djokovic torna così nell'elite del tennis mondiale dopo un paio di anni disastrosi, in cui tra infortuni, interventi chirurgici, cambi di coach e mancanza di motivazioni stava rischiando di perdersi. Ora, a 31 anni, per lui può cominciare una nuova (vecchia) carriera: Roger Federer insegna...

Djokovic-Anderson, la cronaca del match

Sotto gli occhi di un Royal Box particolarmente affollato (il Principe William e Kate, Emma Watson, Hugh Grant, Theresa May, Tom Hiddleston e Tom Holland) il primo set fila via liscio, con Nole che non sbaglia praticamente nulla e con due break, tra cui quello nel gioco iniziale, porta a casa il parziale 6-2 in una mezz'ora scarsa. Anderson si fa massaggiare il bicipite destro, messo a dura prova dalla maratona con Isner, ma nemmeno l'aiuto del fisioterapista è utile per tenere il servizio in apertura del secondo set, con Nole che ne approfitta per scappare subito 2-0. Il doppio break è dietro l'angolo e nel quinto gioco, il serbo vola via 4-1, sfruttando le difficoltà di Anderson nel fronteggiare il rovescio divino dell'avversario. Il sudafricano ha anche l'opportunità di una palla break nell'ottavo game, ma con tre punti consecutivi è l'ex numero 1 del mondo a portare a casa anche il secondo parziale, ancora per 6-2. Il terzo set è tutta un'altra storia, con Anderson che ritrova magicamente il suo servizio micidiale, riuscendo a trascinare Nole (sempre costretto ad inseguire) fino al tie-break. Qui a spuntarla è il serbo per 7-3: braccia al cielo e l'applauso del Centrale, che sanciscono il ritorno di Djokovic dopo un paio di anni di grandissima difficoltà. "Adesso è facile parlare - ha detto Nole a fine match -. Ho avuto fiducia nel processo che ho intrapreso, sono grato al mio team che mi ha sostenuto negli ultimi due anni. Sono stato fuori da circus, non sapevo se sarei tornato ai livelli di prima. Non c'è posto migliore di Wimbledon per tornare grandi, ho sempre sognato fin da piccolo di alzare questo trofeo". 

Le statistiche di Novak Djokovic

Il serbo si era presentato a Wimbledon da numero 21 del ranking Atp e 12esima testa di serie: da lunedì tornerà nella Top 10. In semifinale ha eliminato lo spagnolo Rafael Nadal, numero 1 del mondo e secondo favorito del tabellone, dopo una battaglia di cinque ore ed un quarto complessive di gioco, spalmata su due giorni. A Londra ha giocato la 22esima finale Slam, vincendo il 13° Major e il quarto Wimbledon dopo 2011, 2014 e 2015. Pete Sampras, a quota 14 Slam, è ora distante solo una lunghezza. 

Il risultato della finale: 

(12) Novak Djokovic (SRB) c. (8) Kevin Anderson (RSA) 6-2, 6-2, 7-6

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