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04 settembre 2018

US Open 2018: clamoroso a New York, Federer eliminato agli ottavi da Millman

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Serata da dimenticare per il Re, che conferma la sua allergia ai campi di Flushing Meadows: Millman, numero 55 del mondo, si impone 3-6, 7-5, 7-6, 7-6 sfruttando i 76 errori non forzati di Roger, che non usciva così prematuramente in uno Slam dal 2015

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Roger Federer fuori dagli US Open. E' rimandato dunque l'appuntamento con il 21esimo Slam del fenomeno di Basilea, numero 2 del mondo e del seeding, che conferma la sua allergia ai campi in cemento di Flushing Meadows, dove ha vinto cinque volte di fila ma su cui non si impone ormai dal lontano 2008. King Roger è uscito di scena clamorosamente agli ottavi di finale contro John Millman, numero 55 Atp, che dopo aver stoppato al secondo turno l’azzurro Fabio Fognini, aveva strappato il pass per la prima volta in carriera accede tra i migliori 16 di un torneo dello Slam: 3-6, 7-5, 7-6, 7-6 il punteggio. Dopo aver vinto in carrozza il primo set 6-3, sembrava una formalità quella che attendeva lo svizzero nella serata newyorkese. Millman però era di un altro avviso e sfruttando il black-out di RF in tutti i suoi colpi, pareggiava i conti con un 7-5 nel secondo parziale (set point annullato), vincendo poi 9-7 il tie-break del terzo (altro set point annullato) e portando il Re sull'orlo del baratro. Per dare l'idea del match di Federer, basta raccontare il tie-break decisivo del quarto set: sopra 1-0, Roger ha poi perso sei punti consecutivi con due doppi falli, due errori di rovescio e altrettanti di diritto. Dopo 3 ore e 34', l'elvetico ha dunque salutato il pubblico dell'Artur Ashe Stadium, che stava pregustando una stellare sfida contro Novak Djokovic, fallendo l'accesso ai quarti nella Grande Mela per la prima volta in 14 anni. Le statistiche sono impietose con Federer, che dopo il ko ai quarti di Wimbledon e la finale persa a Cincinnati, riceve un altro duro colpo in questa seconda parte di stagione fin qui poco esaltante. I numeri parlano di 13 aces ma anche di ben 10 doppi falli (di cui due consecutivi nel tie-break del quarto set), appena il 49% di prime in campo (quinto peggior dato in uno Slam in 393 incontri), uno scarso 47% di punti conquistati con la seconda, 3 break point trasformati su 11 e ben 76 errori non forzati contro i 28 dell'avversario, praticamente il triplo. Impossibile vincere con questi numeri, nonostante la differenza di talento, anche per un fenomeno come Federer, che ora dovrà interrogarsi su un finale di stagione che potrebbe vederlo in campo ancora solo nei due Masters di Shanghai e Parigi e alle ATP Finals di Londra. Roger viene così eliminato prematuramente in uno Slam come non gli accadeva dal 2015 (terzo turno Australian Open), con Millman che da 55 del mondo (era 235 un anno fa) diventa il giocatore con la classifica più bassa ad averlo battuto a New York (RF era 40-0 a Flushing Meadows con gli over Top 50) e dopo Hewitt conquista il primo quarto di finale in un Major per l'Australia. "Ho battuto il mio eroe", ha detto a fine match l'aussie, che ora attende Djokovic per provare a riscrivere la storia della sua carriera. 

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