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09 maggio 2019

Chi è Andrea Basso, dalle prequalificazioni a un posto nel main draw degli Internazionali

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Non ha mai giocato un match nel circuito ATP ed è 419esimo al mondo, ma ha battuto in rimonta Jannik Sinner (7-6, 4-6, 3-6) guadagnandosi uno storico posto nel tabellone principale degli Internazionali di Roma

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Andrea Basso è arrivato a Roma "senza aspettative” e domenica giocherà il suo primo Master 1000. Il suo primo match nel circuito ATP dopo stagioni di Challenger e ITF: “Per fortuna ho ascoltato il mio allenatore”. Diego Nargiso, quello con cui ogni tanto parla di calcio, tra un dritto potente e un passante lungolinea: “Io tifo Samp, lui Napoli, ma è troppo tifoso!”. Anche testardo: è lui che l'ha convinto a giocare le prequalificazioni. 

Sinner battuto in 3 set

Andrea sorride, apre gli occhi durante il suo turno di battuta e vede il suo coach incappucciato, sotto una pioggia leggera che batte sul Pietrangeli. Basta un'occhiata. Deve recuperare un set a Jannik Sinner, Next Gen del nostro tennis e promessa del circuito, è reduce da un match di quasi 3 ore ma il suo gioco è aggressivo, sta spingendo con dritti potenti e contropiedi . Vince il primo set al tie break, poi la storia cambia.

Andrea rimonta e capisce di aver lavorato bene sui punti deboli: “Avevo un gran bisogno di giocare, è stato un anno di alti e bassi, ma ho spinto di più su ciò che mi mancava”. La forza mentale, conquistata nei set successivi contro Sinner, battuto 7-6(3), 4-6, 3-6 (l'altoatesino dovrebbe accedere comunque al main draw grazie a una wild card)

Il percorso di Andrea Basso

Andrea sorride e non ci crede: “Ero titubante, non ero neanche sicuro di giocare”. Invece sì godrà una gara storica sotto lo sguardo della fidanzata e dei genitori, dopo un’impresa nata per caso: Andrea vince il torneo Open al Green Park di Rivoli, la stessa squadra di Lorenzo Sonego, e arriva a Roma senza aspettative. Da 419esimo al mondo. 

Batte Trusendi al terzo turno, Brancaccio nei quarti e il suo amico Jacopo Berettini in semifinale, sotto gli occhi del fratello Matteo reduce da due finali di fila,: “È stata dura, ma alla fine sono qui”. Al Pietrangeli si sfidano Sinner e Musetti, Andrea conquista la finale al campo 1 ma vola subito a riposare, non si guarda neanche un game. Li conosce bene.

Tifa Samp, si ispira ad Agassi

Il dritto finale è un inno a chi ce l’ha fatta pur mantenendo un low profile. Quando gli chiedono chi preferisce tra McEnroe e Borg sceglie lo svedese“Sono tranquillo come lui”. Roger Federer è il suo punto di riferimento, ma si è sempre ispirato ad Andre Agassi, con un occhio fisso alla sua Samp: “Sono cresciuto con Flachi e Bazzani, Cassano e Pazzini, da ragazzino andavo sempre al Ferraris con i miei, ora vado ogni tanto con la fidanzata”.

Cuore blucerchiato, tennista grazie a papà, l'ex maestro che l’ha instradato quando aveva 4 anni. Ha provato il nuoto, il calcio e alla fine ha scelto il tennis. Una strada giusta, piena di sacrifici, e oggi ripagata con il main draw degli Internazionali di Roma. Merito di un allenatore testard e di una forza mentale finalmente ritrovata, dopo un po' di pioggia. 

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