Wimbledon, Leo Borg (figlio di Björn) al torneo Juniores grazie a una wild card

Tennis

A 38 anni esatti di distanza dall'ultimo match giocato sull'erba londinese da papà Björn, il 16enne Leo debutterà sui campi di Roehampton, nei match qualificazione, grazie a una wild card

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5 luglio 1980: Wimbledon è teatro di uno dei match più belli e intensi di tutti i tempi. A fronteggiarsi, in finale, ci sono John McEnroe da una parte e Björn Borg dall'altra. Trionfa lo svedese, al 10° Slam vinto sugli 11 totali e all'ultimo successo (il 5°) sul prato londinese. 364 giorni dopo, infatti, la sfida tra gli stessi 'duellanti' si ripete, ma il trofeo questa volta finisce nelle mani dello statunitense. La storia di Borg sr a Wimbledon si conclude definitivamente lì, ma il tennis e il destino non smettono mai di regalare emozioni ed aneddoti, perché a 38 anni esatti da quel ko un altro Borg tornerà a calcare gli stessi campi, o almeno quelli di Roehampton, distanti pochissimi chilometri. Si tratta del figlio di Björn (nato dalla terza moglie, Patricia Östfeldt), Leo, che proprio il 4 luglio debutterà nei match di qualificazione del torneo Juniores, riservato agli Under 18. La partecipazione del figlio d'arte è stata garantita da una wild card, dopo che il 16enne svedese si è affermato come campione nazionale nella categoria Under 16, proseguendo il ciclo vincente avviato - sia in singolo che nel doppio - con l'U14. A livello internazionale, invece, fino a questo momento non ha registrato grandi trionfi. Leo Borg, inoltre, è già conosciuto sul grande schermo, avendo interpretato la parte del papà, da giovane, per il film "Borg McEnroe". Per prendere confidenza con l'erba inglese, il classe 2003 ha partecipato all'Aspall Tennis Classic, torneo esibizione, ed è stato eliminato in due set dal romeno Ionel.

Freddezza e aggressività. Björn: "Non voglio interferire sulla sua carriera"

A pesare sulla sua carriera, probabilmente, sarà il cognome che porta addosso. Replicare le gesta del padre non sarà affatto semplice, tanto che lo stesso Björn ha dichiarato a più riprese di non voler interferire con il suo percorso. "Qualche volta giochiamo insieme, ma per lui sono solo papà - ha spiegato il 5 volte campione di Wimbledon -. Non gli mettiamo alcuna pressione e sono tranquillo sulla sua scelta: ha un gran cuore, ama quel che fa". Una preoccupazione che ha toccato anche la mamma del giovane Leo: "Era bravo anche a calcio e speravo facesse quello - ha raccontato -. Non volevo che si confrontasse ogni giorno con quel paragone". Definito 'freddo' come il padre, ma decisamente più aggressivo in campo, il 16enne svedese è allenato da Rickard Billing: "Crediamo fortemente in lui - ha dichiarato il coach al quotidiano Aftonbladet -. Il suo talento si può ancora sviluppare".

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