Wimbledon, Berrettini: "Federer mi ha dato una lezione, mi servirà per il futuro"

Tennis

Le parole del tennista azzurro a Sky Sport dopo il ko con Roger Federer negli ottavi di finale di Wimbledon: "Resto comunque orgoglioso del mio percorso, dalle sconfitte ho sempre imparato. Giocare con lui sul Centre Court è un sogno che si è avverato"

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"Sto ancora tremando per l’adrenalina e la tensione". Matteo Berrettini ha perso 6-1 6-2 6-2 con Roger Federer e l’emozione della sfida sul Centre Court contro il re dei Championships è ancora viva. Peccato sia durata poco più di un’ora. "Ho preso una stesa, ma mi porterò dentro tante informazioni da questa partita – ha commentato il numero due azzurro a Sky Sport -. Giocare con Roger è sempre stato il mio sogno, poi figuriamoci su questo campo… In ogni caso sono orgoglioso del mio percorso. Dalle sconfitte ho sempre imparato e mi servirà anche questa volta".

L’analisi del match

Il match non è andato come se lo aspettava e Berrettini prova ad analizzare cosa non ha funzionato nel suo gioco. "Quando spingevo lui non andava in difficoltà e al servizio ho giocato così così – ha proseguito il tennista romano -. Lui ha risposto bene, anche se le mie seconde mi sembravano molto buone. Il mio obiettivo è giocare queste partite alla pari. Sono ancora giovane e ho tanto margine per migliorare".

Lo scambio di battute con Federer

La stagione su erba di Berrettini è stata comunque al di sopra delle aspettative, con la vittoria di Stoccarda e la semifinale di Halle in aggiunta agli ottavi di finale a Wimbledon. "Sto maturando e migliorando giorno dopo giorno. Si tratta di un processo di crescita che ha bisogno dei suoi tempi – ha concluso il numero 20 del mondo -. Il prossimo anno sarò più pronto per un match del genere. Cosa mi ha detto Federer? Mi ha fatto i complimenti per la stagione su erba e gli auguri per il futuro. Io invece l’ho ringraziato per la lezione (ride, ndr). Poi in spogliatoio gli ho anche chiesto cosa ne pensasse delle condizioni di visibilità: Roger mi ha confermato che era abbastanza buio e non si vedeva benissimo".

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