Adriano Panatta, uno degli sportivi italiani più importanti dell'ultimo secolo, compie 70 anni: dagli storici trionfi sul rosso di Roma e Parigi alla Davis in Cile, passando per l'esperienza da capitano azzurro, ecco la carriera del tennista che ha fatto innamorare l'Italia della racchetta
Adriano Panatta compie 70 anni. Un traguardo prestigioso per uno degli sportivi italiani più importanti dell'ultimo secolo. Riviviamo vita e carriera di un personaggio che ha fatto parlare di sé in campo e fuori
Romano, classe 1950, Adriano Panatta nasce e cresce in pratica su un campo da tennis, visto che il padre era il custode del Tennis Club Parioli. La prima racchetta arriva a sei anni, con il bimbo che fa già intravedere parte del suo talento
Ben presto, Panatta si fa conoscere in giro per il mondo: raggiunge le semifinali juniores a Wimbledon nel 1968, l'anno successivo esordisce nel circuito Open e nel 1970 è già agli ottavi del Roland Garros
A Parigi, nel 1976, Panatta diventa il primo giocatore italiano a conquistare un torneo dello Slam nell'era Open, il terzo nella storia dopo i due sIuccessi ottenuti da Nicola Pietrangeli, sempre al Roland Garros, nel 1959 e nel 1960. In finale l'azzurro ha battuto 6-1, 6-4, 4-6, 7-6 l'americano Harold Solomon.
Il magico 1976 era però cominciato con il successo a Roma, sesto e ultimo trionfo della storia ottenuto da un tennista italiano agli Internazionali d'Italia, l'unico conquistato in era Open prima della vittoria di Fabio Fognini a Montecarlo 2019
La ciliegina sulla torta in quel 1976 arriva in autunno, con il trionfo con la Nazionale italiana in Coppa Davis. Resta quello l'unico successo azzurro nel torneo a squadre più prestigioso del mondo
In finale, a Santiago del Cile contro i padroni di casa, Panatta conquista tre dei quattro punti azzurri. E' una finale epica, giocata in pieno regime Pinochet, con Adriano che indossa una maglia rossa che fa infuriale il dittatore cileno
La carriera di Panatta, però, va ben oltre quel mitico 1976: 10 titoli vinti, best ranking a numero 4 del mondo, con un bilancio di 401 vittorie e 240 sconfitte in carriera
Un altro punto di forza di Panatta è stata la regolarità: tra il 1973 e il 1981, non ha mai chiuso l'anno oltre il 39° posto del ranking. Per lui ci sono anche 16 finali perse in singolare, tra Roma 1978 contro il 'grande nemico' Bjorn Borg, spesso battuto in carriera
In carriera, Panatta è stato anche un grande doppista con 18 titoli vinti e 28 finali raggiunte nel circuito. La coppia d'oro, fissa anche in Davis, era con Paolo Bertolucci, con cui ha vinto tra le altre cose anche Montecarlo nel 1980
Panatta è stato anche il primo italiano a partecipare alle Finals nel 1975. Il campione azzurro decise di ritirarsi nel 1983 a 33 anni
Appena la racchetta al chiodo, Panatta è diventato capitano non giocatore della Nazionale di tennis tra il 1984 e il 1997
Con Panatta capitano, gli azzurri hanno conquistato due semifinali di Davis nel 1996 e nel 1997. Da giocatore, Adriano perse invece le finali del 1977, 1979, 1980.
Panatta è stato un grande personaggio non solo per i risultati ottenuti in campo. Memorabili i racconti delle sue avventure con i grandi amici del mondo dello spettacolo come Paolo Villaggio e Ugo Tognazzi
Panatta era molto amato dalle donne, ricambiate. Famosa all'epoca la sua love-story con Loredana Bertè, in seguito moglie anche del suo rivale Bjorn Borg
Negli ultimi anni, Panatta si è cimentato anche in un cameo cinematografico ne 'La profezia dell'armadillo' ed è stato spesso in radio e televisione. Tanti auguri Adriano!