Tutti vogliono Sinner, anche fuori dal campo
Tennis
Alla vigilia della semifinale degli Australian Open contro Djokovic, il Gruppo Allianz ha annunciato una nuova partnership con Sinner. Un altro brand di livello mondiale che sceglie di legarsi all’immagine di Jannik, l’italiano più popolare al mondo. Ecco perché funziona e qual è la strategia del suo team.
C’è un ragazzo che ha occupato le tv. E i manifesti e le copertine. Aspetti l’autobus in una qualsiasi città del mondo e vedi lui che ti sorride. È il testimonial perfetto, una sorta di Michael Jordan italiano, conosciuto dovunque. Jannik Sinner non divide, abbraccia. In quest’epoca di polarizzazione, lui non è materiale per ultrà. Piace e basta. A prova dei (pochi) detrattori, che pure non mancano. Ci provano, ma non scalfiscono.
Sinner è nazionalpopolare senza sforzo, al naturale. Di uno così ti fidi, anche quando promuove un prodotto. Gli esperti lo chiamano carisma e non è una cosa che si spiega. Il fatto è che quando Sinner compare in un cartellone o in onda, la gente, tutta la gente, si ferma a guardare.
L’ultimo brand in ordine di tempo ad avvalersi della sua immagine è il Gruppo Allianz. Jannik è diventato “Global Brand Ambassador” del brand assicurativo di maggior valore al mondo, che si aggiunge a Lavazza (un grande legame fin da ragazzino, partnership recentemente rinnovata), Nike, Head, Gucci, Rolex, Explora Journeys, La Roche Posay e, in ambito più legato al territorio nazionale, Fastweb, Enervit e pasta De Cecco (l'azienda di Fara San Martino, 1260 abitanti in provincia di Chieti, Abruzzo, anche grazie alla risonanza che le offre il suo maggior testimonial, è sbarcata anche a Melbourne, con il brand esposto sul campo Centrale dell’Australian Open).
Nell’immagine utilizzata da Allianz per lanciare la nuova collaborazione, il tennista azzurro si prepara alla battuta. Il claim è come dev’essere un claim, immediato, riconoscibile, personalizzato pur essendo universale: “Per te, solo il miglior servizio”. Ace. Come attirare l’attenzione del pubblico e suscitare immediata simpatia, a pelle. Quell’ace lo vedremo in tutta Europa, come capita con altri spot.
Italianità e statura globale viaggiano fianco a fianco. Il suo volto in formato gigante compare nel centro di Londra durante Wimbledon, a Parigi per il Roland Garros, a Roma, Torino eccetera, eccetera. Simbolo del made in Italy ma con lo sguardo rivolto al mondo intero. È affidabile e sexy, capace di espressioni serie alle sfilate di altissima moda e autoironico quando si tratta di bere un caffè e ridere di se stesso. La Nike lo ha definito the nicest guy, il ragazzo più carino. Compreresti una crema solare, un caffè, un’offerta telefonica, una barretta energetica, una crociera di lusso da quest’uomo? Certo che sì.
Come in campo, così fuori. Le scelte strategiche di Sinner sono sempre ragionate. I brand a cui prestare la propria immagine selezionatissimi. È il suo manager Alex Vittur, l’uomo più influente, al fianco di Jannik da sempre. Ha preso un bambino e ha contribuito alla nascita di un campione mondiale. In campo e nel business. Il team di Sinner ha sviluppato una strategia sempre più rivolta a realizzare operazioni di respiro globale, dove Jannik è testimonial di brand universali, senza confini. E dunque non è un caso se Allianz, che oggi da’ il nome anche agli stadi più moderni al mondo, architettura a servizio dello sport, abbia scelto un personaggio come Jannik Sinner, bene mobilissimo e strategico per costruire le paroline magiche per ogni campagna di marketing riuscita: riconoscibilità, reputazione e fidelizzazione, come conferma l’AD di Allianz Spa, Giacomo Campora: “Siamo orgogliosi di sostenere uno straordinario campione italiano come Jannik Sinner, apprezzato in tutto il mondo, non solo come atleta, ma come esempio di sportività, semplicità, stile e determinazione nel raggiungere i propri obiettivi”. “Questa collaborazione sottolinea il nostro impegno nel coltivare il potenziale della prossima generazione. Insieme, costruiamo un futuro basato sulla fiducia e sul successo condiviso”, dice Oliver Bäte, Ceo di Allianz SE, che collaborerà anche con la Fondazione Jannik Sinner.
Alla vigilia della semifinale degli Australian Open, la sesta di fila negli Slam per il quattro volte campione nei Major, l’Italia è al centro della Sinner Mania, ma c’è tutto il mondo fuori. Ed è per questo che non possiamo più lamentarci se l’ordine di gioco non sempre accontenta il nostro fuso orario. Non siamo gli unici a voler guardare i match del numero due del mondo. Le aziende lo hanno capito e vogliono lui, lui più degli altri. Non c’è un target di riferimento, under 16 o over 55, donne o uomini, sportivi o da divano: Sinner, vale la pena ripeterlo, è un testimonial globale e trasversale, funziona per tutti. La politica prova a sedurlo e lui, con gentilezza, si scansa. Le parole che usa di più sono lavoro, onestà, famiglia. I pubblicitari, che capiscono il mondo prima degli altri, lo sanno: Jannik Sinner è il simbolo pulito dell'Italia nel mondo. Non solo perché vince, ma anche per come vince. E pure per come, anche se accade di rado, sa perdere. Del resto, se lo vogliono tutti, un motivo ci sarà.