Arrivato a Parigi dopo il trionfo a Vienna, Carlos Alcaraz ha parlato delle incertezze vissute nei mesi scorsi in seguito all'infortunio al polso: "Sono rimasto fuori a lungo e ci sono stati momenti in cui ho dubitato di me stesso. Mi chiedevo se sarei riuscito a colpire di nuovo il dritto al meglio, al 100% delle mie possibilità, se avrei sentito nuovamente il polso e se sarei tornato in salute"
Lo stop di quattro mesi, i dubbi sulle proprie condizioni fisiche, poi il rientro a New York e due tornei vinti negli ultimi 30 giorni. È stato un 2026 tra alti e bassi per Carlos Alcaraz, che si presenta a Parigi dopo il trionfo a Vienna e, soprattutto, con una ritrovata forma fisica. Lo spagnolo, però, ha dovuto fare i conti anche con le incertezze legate all'infortunio al polso, che l'ha tenuto fermo da aprile ad agosto. Un periodo lungo e difficile, durante il quale non sono mancati i dubbi: "Sono rimasto fuori per un lungo periodo, quindi ho avuto molto tempo per pensare e riflettere su ciò che provavo - ha ammesso Alcaraz in conferenza stampa - Ci sono stati momenti in cui ero sicuro che sarei tornato al mio massimo. Ma ci sono stati anche momenti in cui ho dubitato di me stesso, non lo nego. Mi chiedevo se sarei riuscito a colpire di nuovo il dritto al meglio, al 100% delle mie possibilità, se avrei sentito nuovamente il polso e se sarei tornato in salute. Avevo qualche dubbio. Quando sei circondato da grandi professionisti e ti fidi al 100% della tua squadra, però, direi che tornare è più facile".
I numeri di Alcaraz dopo il rientro
L'infortunio di Barcellona ha spaccato in due la stagione di Alcaraz. Prima dello stop di aprile, lo spagnolo aveva vinto 22 partite su 25, conquistando i titoli agli Australian Open e Doha. Rientrato agli US Open dopo quattro mesi lontano dai campi, il murciano ha mantenuto un rendimento simile: 16 vittorie in 18 partite giocate, quasi il 90% di successi. Il tutto impreziosito dai trionfi a Tokyo e Vienna, imbattuto quest'anno negli Atp 500. Le uniche sconfitte con Shelton a New York (dopo 4 ore e mezza) e con Bergs a Shanghai.
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Il calendario di Alcaraz nel finale di stagione
Da Parigi inizia il rush finale della stagione di Alcaraz. Il n. 3 al mondo debutterà a La Défense nella giornata di mercoledì contro il vincente del match tra Jiri Lehecka e Alex Michelsen. Gli obiettivi in questo mese, però, sono due tornei mai vinti: le Atp Finals e la Coppa Davis. A Bologna avrà al suo fianco anche Rafa Jodar, entrato lunedì in top 10. Alcaraz ha speso per lui parole d'elogio: "È incredibile il modo in cui sta giocando nel suo primo anno nel circuito, sono davvero felice per lui. È un ragazzo molto umile, con suo padre sta ottenendo risultati straordinari. Merita di trovarsi in questa posizione ed è fantastico avere un altro spagnolo in top 10. Sono entusiasta all'idea di affrontarlo un giorno. Visto che è già arrivato a questo livello, in futuro sarà un giocatore da tenere d'occhio".