Julio Velasco predica calma in vista della fase ad eliminazione diretta agli Europei femminili di volley: "Evitiamo discorsi retorici, le ragazze sanno già quanto vale questa partita". Poi, il Ct azzurro rivela un aneddoto inedito sulla Nazionale femminile prima degli ottavi con la Bulgaria: il gioco di carte in VNL e la sua "sconfitta" fuori dal campo. Qui l'intervista realizzata da Federica Lodi. Domani alle 16 gli ottavi su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena
A un passo dal dentro o fuori, la ricetta di Julio Velasco resta sempre la stessa: equilibrio, mente sgombra e zero retorica. Alla vigilia dell'ottavo di finale che vedrà l'Italia femminile opposta alla Bulgaria (lunedì 31 agosto su Sky alle 16), il commissario tecnico azzurro mantiene la rotta con la consueta lucidità intellettuale e un pizzico di ironia, puntando tutto sulla gestione psicologica del gruppo.
Il nemico invisibile: l'ansia
Per affrontare una sfida ad eliminazione diretta, il primo avversario da battere non è dall'altra parte della rete, ma nella testa delle giocatrici. Velasco lo spiega richiamando un'immagine pop tanto immediata quanto efficace: "Io cerco di non cambiare niente, nel senso di non trasmettere ansia. Dico sempre che c'è quel cartone animato dove, quando arriva Ansia, è un casino totale... Ecco, l'obiettivo è non farla arrivare. Questa è la prima cosa".
La preparazione della sfida contro la Bulgaria: "Con noi tutti fanno la partita dell'anno"
"Prepariamo la partita come sempre, analizzando il video. Li conosciamo già per averci giocato contro in VNL. Questa gara ci serve anche per sistemare sul campo alcune posizioni e dettagli tattici nel rapporto con la difesa. Per la Bulgaria affrontare l'Italia è un motivo di orgoglio e giocheranno con la massima motivazione, senza pressioni. Noi dobbiamo mantenere lo stesso atteggiamento: quando ci faranno un punto dovremo considerarlo normale. La chiave è scendere in campo per andare a conquistare il risultato, non per difenderlo". Poi Velasco aggiunge: "Con noi fanno tutti la partita dell'anno, ma è normale".
I colloqui individuali e l'ascolto delle giocatrici
"In questi giorni stiamo facendo delle brevi riunioni individuali di circa 15 minuti per mettere a fuoco alcune cose. Innanzitutto chiediamo alle giocatrici se hanno qualcosa da dirci, perché noi parliamo spesso durante gli allenamenti e diamo indicazioni, ma è importante dare loro l'opportunità di esprimersi. Poi affrontiamo le priorità tecniche e tattiche, oppure valutiamo la condizione fisica. A volte basta semplicemente dire a una giocatrice che si è compresa la sua stanchezza per farla sentire meglio e darle sollievo: sentirsi capite cambia l'approccio al lavoro".
La crescita individuale e gli aggiustamenti tattici
"Le squadre crescono o decrescono prima di tutto a livello individuale. Se ogni atleta cresce e raggiunge la sua forma migliore, il gruppo si sviluppa di conseguenza. Solo in un secondo momento entra in gioco l'evoluzione del gioco di squadra. Stiamo arrivando a un buon livello con tutte: chi era più indietro ha recuperato e chi stava bene si sta mantenendo su alti standard. Stiamo lavorando su alcuni aggiustamenti tattici, in particolare con Kate per quanto riguarda il rapporto tra il muro e la posizione di difesa".
La sintonia tra palleggiatore e attaccante
"L'intesa tra palleggiatrice e attaccante, come quella tra Alessia Orro e Katerina Antropova, si allena costantemente. Non bisogna scambiare il giocare veloce con il giocare basso, o il giocare alto con il giocare lento: è un equivoco comune nella pallavolo. Dobbiamo spingere il gioco alla velocità adatta all'attaccante, mantenendo una palla che permetta di staccare con il tempo giusto. In allenamento basta ormai un'occhiata con Alessia per capirsi al volo, senza bisogno di continue correzioni verbali. I giocatori sono intelligenti e ci vuole poco: una parola chiave o uno sguardo bastano".
Gestione dell'errore e mentalità di gioco
"Nei colloqui ricordiamo sempre che l'errore fa parte del gioco; pretendere la perfezione significa trasmettere subliminalmente alla squadra l'idea che perderà, perché la perfezione non esiste. L'importante è concentrarsi sulla palla successiva. Durante la gara non serve a nulla ripensare a ciò che si è fatto male, bisogna orientare il cervello al 100% su quello che sta per succedere. Se si sbaglia a muro, un secondo dopo la mente deve essere già rivolta alla ricezione e all'attacco".
Gli equilibri del torneo e il valore delle avversarie
"Il risultato della Turchia ha stupito, ma la Polonia è un'ottima squadra. Fin da tempi non sospetti ritengo che non si debba sottovalutare la Serbia: per me Serbia e Turchia sono due formazioni allo stesso livello, ed entrambe sono al nostro livello. La Serbia è una squadra fortissima che ha ritrovato l'allenatore con cui ha vinto il mondiale. Le nostre ragazze sono molto umili e intelligenti, quindi non c'è il rischio di commettere errori di presunzione".
Velasco e le ragazze dell'Italvolley: "Quella partita a carte..."
Un leader sa quando guidare e quando, invece, farsi da parte e mettersi in gioco. Alla vigilia dell'ottavo di finale che vedrà l'Italia femminile affrontare l'Ungheria, il commissario tecnico Julio Velasco si concede un momento di leggerezza per raccontare la forza di un gruppo che sa unire rigore tattico e grande complicità.
Il Ct azzurro, da sempre attento a mantenere il giusto distacco professionale, ha svelato un retroscena inedito vissuto durante la Volleyball Nations League: ""Il momento più divertente è stato durante la VNL. Di solito non condivido i momenti liberi con i giocatori, né maschi né femmine, cerco di stare sempre un passo indietro. Però lì mi hanno chiesto di giocare e ho accettato, altrimenti sembra che uno si isoli. È un gioco molto divertente a coppie: si pesca una carta con una domanda e la risposta delle due persone deve essere all'unisono".
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Velasco: "Si divertivano a vedermi in difficoltà..."
"All'inizio ero un disastro totale. Si sono divertite tutte tantissimo nel vedermi in difficoltà: io, che di solito sono quello che dà le direttive, lì non ero nemmeno tra i quattordici in panchina! Poi ho preso il ritmo giocando in coppia con Carlotta Cambi. Ci siamo divertiti enormemente nel dire e sentire banalità assurde. È stato l'unico momento in cui ho giocato davvero con le ragazze ed è stato bellissimo."
Un siparietto che dimostra l'alchimia di una squadra pronta a spingere sull'acceleratore nella fase a eliminazione diretta. Contro l'Ungheria serviranno la solita concentrazione e determinazione, ma la serenità mostrata da Velasco e dalle sue azzurre è il miglior biglietto da visita per affrontare la sfida.