Taekwondo, World Grand Prix di Roma 2019: le regole del combattimento

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Dal 7 al 9 giugno, a Roma, lo spettacolo del taekwondo nella prima tappa del World Grand Prix. E' l'arte dei calci e dei pugni in volo, ma quali sono le sue regole? Scopriamole o ripassiamole aspettando l'evento del Foro Italico. Sky Sport vi racconterà semifinali e finali, tutti gli approfondimenti su Skysport.it

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Conto alla rovescia agli sgoccioli per il World Taekwondo Gran Prix di Roma 2019, prima delle quattro tappe previste dalla Federazione internazionale (WT), in programma al Foro Italico - "Stadio Pietrangeli" - da venerdì 7 a domenica 9 giungo. Successivamente la competizione si sposterà a Chiba in Giappone e a Sofia in Bulgaria, prima delle Finals in programma a Mosca, in Russia. Gli atleti saranno suddivisi nelle otto categorie olimpiche (quattro maschili e quattro femminili) e cercheranno punti importanti per la qualificazione ai Giochi di Tokyo 2020.

Ma quali sono le regole del taekwondo?

Il taekwondo è un'arte marziale coreana tra le più praticate al mondo. Gli ideogrammi - 태권도 -che compongono la parola taekwondo si traducono con "l’arte dei pugni e dei calci in volo". Il combattimento si svolge su un ottagono o tatami e prevede tre riprese da due minuti ciascuno. Tra un round e l'altro c'è una pausa di un minuto. 

Come si assegnano i punti?

I punti vengono assegnati in base ai colpi assestati alla corazza dell’avversario con tecniche di calcio o di pugno oppure alla testa con sole tecniche di calcio. Viene assegnato 1 punto per un attacco di pugno, 2 punti per un attacco al tronco, 3 punti per un attacco alla testa e 1 punto aggiuntivo per un calcio in rotazione. Possibile il ko, mentre non ci sono limiti al numero e alle sequenze dei colpi, a meno che l'arbitro non ravvisi un'azione fallosa oppure non si crei una situazione di clinch - abbraccio - per cui interviene a separare gli atleti.

Le protezioni e la tecnologia

Sono diverse le protezioni a tutela dei taekwondoin: corazza, caschetto, conchiglia, paradenti, guantini, parabraccia, paratibia e parapiedi. Nella corazza, nel caschetto e nei parapiedi  sono inseriti dei sensori che rilevano il colpo e assegnano i punti. Si tratta di un'evoluzione tecnologia di questa disciplina e che, a ben guardare, è anche uno spartiacque tra la "vecchia" e la nuova scuola del taekwondo: quella dove la forza del colpo era decisiva e quella odierna, dove la forza non viene meno ma la precisione può fare la differenza.

Le azioni proibite e le penalità

Sono diverse e punite con l'aggiunta di un punto all'avversario - deduzione di punto -. Se un'atleta si vede infliggere penalità per un totale di 10 punti assegnati all'avversario, viene dichiarato sconfitto per penalità. Sono ad esempio vietati comportamenti antisportivi, anche da parte del coach, colpire sotto la cintura, difendersi da un attacco con il ginocchio, superare la linea dell'area di combattimento anche con un solo piede, colpire con un pugno al volto. Le penalità per qualsiasi azione proibita sono dichiarate dall’arbitro e sono distinte in “Kyong-go” (ammonizioni) e “Gam-jeom” (deduzioni). Due ammonizioni comportano l’assegnazione di 1 punto all’avversario.

"Il Var" nel taekwondo

Previsto anche il sistema dell'Instant Video Replay (IVR), sorta di moviola che permette di verificare, tramite l'immediata ripresa video, eventuali reclami dei coach degli atleti; non tutte le azioni, però, possono essere contestate tramite Video Replay, (punti, deduzioni, ecc.); inoltre, non sono mai accoglibili le richieste relative ai punti assegnati dal sistema elettronico (corazza e caschetto) e per gli attacchi di pugno. Ogni coach ha un numero illimitato di richieste.

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