Incidente Zanardi: Alex uomo esemplare e tosto, aspettiamo speranzosi

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Giovanni Bruno

Giovanni Bruno

Zanardi è un tosto, uno duro, ne ha sopportate tante. Uomo dei motori e uomo paralimpico. Uomo ed esempio. Se ammiriamo chi sta al suo fianco, come la moglie Daniela e il figlio Niccolò, dobbiamo anche ammirare i tanti che lo abbracciano idealmente per come è rinato, per come ha insegnato a tanti a reagire, per come ha saputo tracciare una nuova strada nella fatica umana. Per questo aspettiamo tutti speranzosi

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Respiri ed attimi. Sono tanti e assai diversi, quelli che in questi giorni tengono con il fiato sospeso molte persone, le più disparate. Il più importante è quello di Alex, esiste, aiutato, agevolato, indotto ma… esiste. Esiste quello di supporto e mai domo di Daniela e di suo figlio Niccolò. Esiste quello dei medici che leggono i bollettini e che danno quell’attimo di speranza nel proseguire il suo difficile percorso di un‘ennesima vita. Esiste il nostro… che si trattiene ad ogni lettura, ogni movimento, ogni tipo di cronaca, ogni testimonianza… per essere poi sostituito da quello tanto agognato di sollievo.

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Aspettiamo, aspettiamo tutti speranzosi. Alex è un tosto, uno duro, ne ha sopportate tante e vuoi che… il buon Dio lo metta ancora alla prova. È un incrocio che ricorda il supplizio di Tantalo o ancor più le fatiche di Ercole. Micidiale. È bellissimo leggere i tanti commenti e le tante spontanee descrizioni di chi Alex lo ha conosciuto, visto o soltanto sfiorato. Le citazioni e i ricordi si sprecano, come anche le battute che ha regalato su se stesso negli anni. Grandi firme si sono espresse e il piombo è volato via in una narrazione realmente semplice, dettata dalla gran voglia di aggiungere un tassello magnifico nel puzzle della memoria che si chiama Alex Zanardi. Uomo dei motori e uomo paralimpico. Uomo ed esempio. Retorica? Sì forse, e francamente chissenefrega. Chissenefrega che stiamo pregando per rivederlo, chissenefrega delle sciocchezze definite fake su come guidava prima dell’impatto, chissenefrega se ci spuntano le lacrime scrivendo o parlando di lui. Chissenefrega.

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Se ammiriamo chi sta al suo fianco, moglie, figlio, madre ed amici più intimi dobbiamo anche ammirare i tanti che lo abbracciano idealmente per come è rinato, per come ha insegnato a tanti a reagire, per come ha saputo tracciare una nuova strada nella fatica umana, per come ha interpretato, lo sport e quello paralimpico. Abbiamo visto e rivisto tutto di lui, letto e riletto ogni tipo di pensiero, ma non posso non indicare forse l’immagine, la scena, il filmato più bello e commovente che descrive il reale animo di Alex Zanardi: maratona di Venezia del 2012 e il tragitto di Alex e del suo amico Erik Fontanari, tetraplegico. Descrivere a parole è impossibile. Una gara fredda e piovosa, difficilissima con i passaggi sui ponti ripidi veneziani, che stronca speranze e desideri, ma non quello di Alex nell’aiutare l’amico ad arrivare alla fine, sotto il traguardo, trascinarlo, tirarlo, spingerlo e sostenerlo tanto da accompagnarlo con affetto all’impresa… ecco il respiro. Lo trattieni fino alla fine, come ora, come è stato sin dall’inizio, dalle nostre prime righe.

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