
Sanremo 2025, Jovanotti con Tamberi che annuncia: "Non mi ritiro"
Il campionissimo di salto in alto, ospite del Festival e dell'amico Jovanotti, non si ritira e rilancia: "Avevo perso la fiducia in me stesso, ma guardando indietro alla mia carriera più che le vittorie è sempre stata la voglia di riprovarci a caratterizzarmi. E allora ci vediamo a Los Angeles 2028!"

IL VOLO DI GIMBO
- "Forse è giunto il momento di prendere quella decisione...". Qualche settimana fa, con un messaggio dall'interpretazione misteriosa sul suo profilo Instagram, Gianmarco Tamberi aveva lasciato i suoi fan con il fiato sospeso. Ma il fuoriclasse anconetano del salto in alto non molla e, anzi, alza ancora di più l'asticella: "Non mi ritiro - annuncia sul palco del Festival di Sanremo, ospite di Carlo Conti e dell'amico Jovanotti - ci vediamo alle Olimpiadi di Los Angeles 2028!".

- Accolto dalle note di "Momenti di gloria", capolavoro di Vangelis, Gimbo ha 'duettato' con Jovanotti, super ospite della prima serata, tornato sulle scene dopo due anni di assenza per l'incidente in bici a Santo Domingo e volato subito in testa alle classifiche con l'album "Il Corpo Nuovo".

- Elegantissimo, Gianmarco, in smoking nero.

L'INNO AL CORPO
- Prima dell'annuncio, Tamberi ha recitato con Jovanotti dei versi del filosofo Franco Bolelli sulla saggezza del corpo e sulla bellezza di essere imperfettamente se stessi.



- "Credo alla vitalità del corpo - un estratto del testo - alla sua saggezza. Mi appassionano la performance fisica, l'azione energetica, la sensualità della vita, il progetto biologico. Ma tutto questo non è superumano, è assolutamente umano. Attivare l'energia che c'è nel nostro organismo mi sembra la cosa più naturale del mondo. Credo che queste cose ognuno debba farle a suo modo, non per corrispondere a un ideale perfezione".

IL DISCORSO DI TAMBERI
- Poi, Gianmarco ha preso il microfono per il suo annuncio. "Dopo Parigi, sono stati mesi molto duri - ammette - perché quando si prova a rincorrere un obiettivo, lo sfiori e il destino ti leva la terra sotto ai piedi, perdi fiducia e il coraggio di rimetterti in gioco. Ma...".

- "Insomma - continua - avevo perso la fiducia in me stesso, ma guardando la mia carriera più che le vittorie è sempre stata la voglia di riprovarci a caratterizzarmi".

- "E allora - chiude - ci vediamo a Los Angeles 2028!". Con l'applauso dell'Ariston e, idealmente, di tutta l'Italia e di tutti gli amanti dello sport.
