Magnini a 'Casa Sky Sport': "Tornare in vasca? Decido a settembre"

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Il due volte campione del mondo di nuoto, Filippo Magnini, è stato ospite a 'Casa Sky Sport': "Ho lottato tre anni contro un'ingiustizia, poi è arrivata la gioia dell'assoluzione. La nascita di un figlio è un miracolo. Tornare al nuoto agonistico? Ci sto pensando, potrei aiutare il mio sport. Partecipare all'Olimpiade sarebbe un miracolo"

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Filippo Magnini è stato protagonista di una lunga chiacchierata a 'Casa Sky Sport'. Il due volte campione del mondo di nuoto nei 100 metri stile ha toccato diversi argomenti, partendo dal suo libro "La resistenza dell'acqua": "Parlo di resistenza e resilienza, quella dell'acqua che si scontra con un nuotatore, ma anche di quella che serve nella vita. Tutti dobbiamo resistere. Ho avuto tanti momenti complicati, nella vita sportiva e non. Bisogna però resistere, perché poi può esserci anche una lacrima di gioia". La sorpresa di un videomessaggio dei genitori strappa a Magno, futuro papà, un filo di commozione: "La nascita di un figlio è qualcosa di speciale: ho nuotato per 27 anni, ho vinto tanto, ma sono piccole cose rispetto a questo miracolo. Il 2020, nonostante tutto quello che è successo, sarà l'anno più bello della mia vita. Con Giorgia (Palmas, ndr) c'è un rapporto speciale, c'era lei nei momenti più duri e abbiamo tanti progetti insieme"

Magnini: "Un ritorno in vasca? Decido a settembre"

Magnini è reduce dalla fine di un incubo, quello delle accuse di doping, con la sentenza del TAS che ha annullato quella del TNA, prosciogliendolo da ogni accusa: "Ci sono state molte ingiustizie - attacca Magno -. Forse non conoscono lo sport. Sono un professionista, chi si dopa è un fuorilegge. Mi hanno accusato di tentato doping 20 giorni prima di un'Olimpiade, ma non sanno che non avrebbe nemmeno fatto effetto. Hanno chiesto 8 anni di squalifica a un atleta mai risultato positivo. Ho lottato 3 anni contro un'ingiustizia". Magnini parla di un suo possibile ritorno in vasca: "In questi tre anni ho avuto tante persone del nuoto che mi sono state vicine e ho pensato anche a un ritorno - ha detto -. Con il passare dell'età ho capito quali erano gli obiettivi. Il miracolo, a 39 anni, sarebbe quello di partecipare all'Olimpiade, ad esempio. Lo farei solo per aiutare il mio sport, tra i più colpiti in epoca Covid-19. Il mio ritorno potrebbe riaccendere la luce su questo sport. Sarà impossibile vincere a Tokyo, ma potrei aiutare il mio sport. Ad oggi è solo un pensiero, a settembre prenderò una decisione. Il rinvio dei Giochi potrebbe essere un vantaggio, ma avevo smesso perché avevo chiesto tutto al mio fisico e anche psicologicamente ero provato dalla battaglia processuale. Ci sono stati ritorni fallimentari, ma io avrò successo anche solo se aiuterò il mio mondo". 

Magnini: "Ho vinto un Europeo grazie ai miei compagni di liceo..."

Magnini ricorda il suo allenatore Claudio Rossetto: "Ho condiviso con lui 27 anni bellissimi, lui esaltava le mie qualità e mi ha fatto vincere il Mondiale. Richiedeva sempre il massimo, io glielo davo. E' stato un binomio vincente, lui sarà sempre il mio allenatore storico". Magnini è orgoglioso di quanto fatto per l'Italia: "La gioia delle persone è la benzina di un atleta, ho sentito sempre la spinta dei tifosi. Ho vinto un Europeo nel 2006 grazie al sostegno dei miei compagni di liceo, che erano in tribuna a fare il tifo. Un atleta ha la spinta perché sa che alcune cose, come vincere un Mondiale, fanno felici le persone". 

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