Basket, Olimpia Milano vince a Bologna in Gara-1 scudetto: il commento

finale scudetto

Pietro Colnago

©Getty

Si capovolge subito il fattore campo ma più che una partita di basket è stata una battaglia fisica senza esclusione di colpi. L’analisi della partita però ci dà qualche speranza per il futuro: in mezzo a tante botte si può intravvedere anche la luce dell’abbacinante talento di queste due squadre

VIRTUS-OLIMPIA, GARA-5 LIVE

Una cosa deve essere ben chiara fin dall’inizio. Gara 1 di finale non è stata una bella partita, anzi, per dirla tutta, non è stata nemmeno una partita: troppo alta la posta in palio, troppo importante segnare il territorio nella prima sfida per pensare di giocare di fioretto e ricamare ogni azione. Gara 1 è stata, come dicono negli Stati Uniti una “dog fight” una battaglia di cani, quelli addestrati a mordere per uccidere. Nel senso sportivo una partita in cui segnare contava poco, molto più importante era dimostrare superiorità fisica tra due squadre che durante la stagione hanno fatto della fisicità difensiva la loro prerogativa. Di canestri nel 62-66 finale, ben pochi, solo 2 dal campo per la Virtus nel primo quarto, un record negativo, 5 per l’Olimpia. Perché fare canestro con le mani degli avversari che ti sono dentro la canottiera non è facile per nessuno: ecco la spiegazione del 5 su 22 da tre di Bologna, un misero 22%, peggiore ancora quella di Milano, 3 su 23 uguale al 13%. 

Rissa sportiva e buona pallacanestro

LA CRONACA

MILANO VINCE A BOLOGNA GARA 1

Detto questo, e sottolineato il fatto che in mezzo alle due aree pitturate si sentivano i rumori delle ossa e dei muscoli che si scontravano, e che nessuna delle due squadre si è tirata indietro, in mezzo a tutta questa rissa sportiva si sono visti anche momenti di buona pallacanestro. Alcuni esempi: i giochi a due iniziali di Milano con il Chacho a menare la danza e Hines a concluderle (sono stati suoi in fotocopia i primi 6 punti di Milano) sono da manuale del pick and roll, il giro di palla sul perimetro della Virtus che, creato il vantaggio, lo ha poi mantenuto fino alla fine per arrivare ad una comoda tripla prima del Beli e poi di Hackett che sono valsi il 21 pari nel secondo quarto sono ben spiegati nel libro del basket di squadra illustrato. Poi, ovvio, vincere gara 1 per Bologna significava continuare la serie dell’anno scorso, per Milano interromperla e aprirne una nuova. 

Virtus Bologna-Olimpia Milano: i protagonisti

Poi i protagonisti: alcuni datisi per assenti come Weems e Pajola per la Virtus, Grant e Ricci per Milano, altri che hanno tentato con tutte le loro forze ma facendo molta fatica di prendersi un po’ di luce sul palcoscenico; leggi Belinelli e Hackett per i bianconeri, 13 punti totali con 5 su 16 complessivo, oppure Melli e Rodriguez per i biancorossi, 12 punti in due con 5 su 15, ed infine chi ha voluto marchiare la sfida con la sua sigla: la coppia Teodosic-Shengelia che ha portato per due volte la Virtus a contatto (sul 30 pari con la tripla di Teo, sul 57-59 con 4 punti in fila di Toko), e quella formata da Hines e Datome per Milano con il primo in doppia doppia da 10 punti e altrettanti rimbalzi, il secondo quota 13 ma soprattutto con le uniche tre triple segnate da Milano e messe da Gigi nei monenti più cruciali. Ci sarebbe da spaventarsi… ed invece no, statevene tranquilli sui vostri divani perché questo incontro di pugilato cestistico è solo al primo round e scommettiamo che nessuno dei due pesi massimi subirà un ko prima del gong del settimo round? Chi vincere il titolo lo vincerà “solo” ai punti.