Ajax-Roma, Pau Lopez e Ibanez eroi: dopo gli errori il rigore parato e il gol decisivo

Europa League

Michele Mastrogiacomo

Nella vittoria contro l'Ajax i giallorossi devono dire grazie al portiere spagnolo e al difensore brasiliano, che nel momento più difficile della partita hanno saputo rimediare ai propri errori e ribaltare il risultato con un rigore parato e il gol decisivo a pochi minuti dal termine. E pensare che proprio loro appena 8 mesi fa contro il Siviglia...

AJAX-ROMA 1-2: GOL  HIGHLIGHTS

Nella notte da lupi sotto il cielo di Amsterdam il riscatto giallorosso arriva da chi forse ne aveva più bisogno. E di cui la Roma aveva più bisogno. Pau Lopez da Girona e Roger Ibanez da Canela; ovvero, nella più classica delle coppie calcistiche, il portiere e il difensore. Entrambi intrinsecamente legati da un bisogno di ribaltare etichette e giudizi oramai quasi definitivi: il primo non para, o quanto meno lo fa poco e male… e con i piedi, poi; il secondo è giovane e forte, ma sbaglia sempre, o quasi, le partite importanti. Il primo mai amato dai tifosi giallorossi; il secondo da subito apprezzato ma spesso scivolato (ricordate il derby?) sulle bucce delle emozioni forti delle partite che contano. In particolare contro il Siviglia - ottavi di Europa League della passata stagione, crocevia tra i più nefasti della gestione Fonseca - furono entrambi disastrosi e causarono, ovviamente in complicità coi propri compagni, un’eliminazione che portò alla prima frattura tra la squadra e il proprio allenatore, evidenziata dallo sfogo di Dzeko contro il portoghese nell’immediato prepartita di Duisburg e sfociata poi nella lite di gennaio che ha privato il bosniaco della fascia da capitano. 

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Otto mesi e tante speranze disattese dopo, ecco che la storia sembrava si stesse per ripetere. Altra partita decisiva, contro un'altra grande d’Europa, che comincia male e prosegue ancora peggio. Inizialmente lo spagnolo viene impegnato poco con le mani dagli olandesi, ma chiamato in causa in diverse occasioni dai propri compagni con i piedi, fallendo in quella che doveva essere una delle sue migliori peculiarità: passaggi sballati, spediti spesso direttamente in fallo laterale, palla che circola male e un’incertezza che invita l’Ajax a un pressing ancora più offensivo. E, di fatto, porta al gol dell’1-0, nel quale Pau non ha colpe, ma chiaro frutto proprio di una furente pressione olandese che porta a sbagliare prima Diawara e poi Mancini. Il brasiliano, invece, arranca alle prese con il connazionale Antony, viene preso in mezzo dalle combinazioni dei lancieri e nella ripresa, dopo aver regalato la palla a Tadic, lo stende e gli regala il rigore del possibile 2-0. Ma è proprio sull’orlo del baratro, quando tutto sembrava oramai perso e le sensazioni, anche da chi guardava la partita da lontano, sembravano esattamente le stesse dell’infausta e ben più calda serata di Duisburg, ecco che il mondo di Pau e Roger, e dunque della Roma, si ribalta inaspettatamente.

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E’ il momento della svolta, di certo della partita ma forse anche di una stagione intera. Il portiere ipnotizza Tadic e respinge, rimanendo appositamente fermo, il rigore del serbo. I giallorossi prendono coraggio e fiducia, ricominciano a giocare dopo una mezzora da tregenda a cavallo tra il primo e il secondo tempo e, aggrappandosi all’ultimo centimetro di roccia disponibile prima di sprofondare nel baratro, cominciano la loro lenta risalita. "Quella parata sul rigore di Tadic ha cambiato la dinamica della partita”, ha ammesso lo stesso Pau Lopez a fine partita. Sapevo che spesso tira centrale e per questo sono rimasto fermo. Ma sono stato anche fortunato". 

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Tutto vero. Ma se, come si dice, la fortuna aiuta spesso gli audaci, di certo nella notte olandese ha aiutato due professionisti che tra le tante critiche hanno avuto la forza di continuare a lottare e andare avanti per la propria strada. Perché poi l’errore arriva anche dall’altra parte, materializzatosi sotto forma di un portierino, quello della nazionale under 21 olandese, che si fa sgusciare tra le mani la punizione non proprio irresistibile di Pellegrini che vale l’1-1. E come una panacea che toglie tutti i mali dal mondo (almeno quello giallorosso) trasforma il portiere e il difensore negli eroi dell’Amsterdam Arena. Dopo il pareggio Pau Lopez respinge tutti gli attacchi dei padroni di casa, salvando per almeno tre volte quella porta nella quale, 21 anni prima, il dio del romanismo, un certo Francesco Totti, aveva gridato per la prima volta al mondo la sua presenza; Ibanez, invece, ricomincia a lottare davanti al compagno spagnolo, senza perdere più palloni banali e ritrovando la sicurezza mostrata soprattutto nelle partite meno complicate. Fino alla fragorosa esplosione finale, clamorosa manifestazione di potenza degna dei miglior Batistuta o Di Bartolomei - per restare in tema di capitanato giallorosso (anche se a qualcuno ha ricordato il gol di Falcao contro i Colonia) - con la quale spacca letteralmente la porta dell’Ajax e regala al cielo di Amsterdam un urlo di gioia, rivalsa e redenzione. Come fosse un vero lupo, lo stesso che si è tatuato sul collo appena ha capito cosa significa essere della Roma e cosa vuol dire rappresentare l’amore sconfinato di un popolo che vive solo per due colori. Che, da ieri sera, saranno anche un po’ più loro. Di uno spagnolo e un brasiliano, risorti ancor prima di perire nel vuoto di uno stadio squarciato dal loro ululato di gioia. 

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