Calafiori-Dzeko, dalla maglia-dedica all'assist di Roma-Ajax: storia di un legame speciale

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Due anni e mezzo fa, dopo il gravissimo infortunio di Calafiori in Youth League, Dzeko aveva dedicato al giovane compagno la tripletta segnata in Champions League contro il Viktoria Plzen. Adesso, nella gara più importante, la chiusura del cerchio con l'assist del terzino per il bosniaco nell'azione del gol che ha chiuso i quarti di Europa League e ha portato la Roma in semifinale. Storia di un legame speciale

LA ROMA VOLA IN SEMIFINALE: 1-1 CON L'AJAX, GOL E HIGHLIGHTS

Era il 2 ottobre 2018. Edin Dzeko era sempre l'attaccante principe della Roma e, dopo aver contribuito con diverse reti decisive a portare i giallorossi in semifinale di Champions League nella stagione precedente, nel corso della gara valida per la seconda giornata della fase a gironi dimostrava ancora una volta tutta la sua classe con la tripletta messa a segno contro il Viktoria Plzen nella gara terminata 5-0 per la squadra allora allenata da Eusebio Di Francesco. Classe non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto sotto il profilo umano. Perché Dzeko, in un Olimpico stracolmo, pensò di dedicare i suoi tre gol a un talento sedicenne delle giovanili che soltanto poche ore prima era stato vittima di un terribile incidente che metteva a rischio i sogni di una carriera luminosa. Nella gara di Youth League contro i cechi, infatti, Riccardo Calafiori, classe 2002, dopo uno scontro con un avversario aveva riportato la rottura totale di tutti i legamenti, dei menischi e della capsula del ginocchio sinistro. Una diagnosi spaventosa, che per alcuni momenti aveva fatto temere il peggio. Ma per fortuna è andata diversamente. E il destino ha ripagato entrambi due anni e mezzo dopo.

La chiusura del cerchio

Ci sono voluti esattamente 926 giorni, ma alla fine Calafiori è riuscito a ricambiare il favore. E proprio nella partita più importante della stagione della Roma, il ritorno dei quarti di finale di Europa League contro l'Ajax. Nel momento di maggiore sofferenza per la squadra di Fonseca, con gli olandesi in vantaggio grazie al gol segnato da Brobbey a inizio ripresa e dopo il gol del raddoppio dei Lancieri annullato dal Var, a rimettere le cose a posto per i giallorossi ci hanno pensato loro due, Ricky e Edin. Uscita dal basso orchestrata da Cristante, pallone girato di prima da Mkhitaryan sulla sinistra e scatto del terzino. Una discesa travolgente quella di Calafiori che ha saltato un uomo e, quasi sul fondo, ha dato uno sguardo al centro e ha visto lui: il fratello maggiore, l'amico di sempre: Dzeko. Palla aggiustata dalla deviazione di un difensore olandese e sbattuta in rete per il definitivo 1-1 che proietta la Roma tra le ultime quattro squadre a giocarsi questa Europa League. L'abbraccio dei compagni prima del grido da leader totale: "Dai ragazzi, siamo più forti!". Poi lo sguardo a cercare Calafiori e l'indice rivolto verso di lui: "È tuo!". È della Roma. È di Ricky e Edin. È la chiusura perfetta del cerchio.

Dzeko mostra la maglia di Calafiori

La freddezza di Calafiori

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Gioia incontenibile in campo e anche al termine della partita. E complimenti a Calafiori da parte di tutti, Dzeko in primis: "Sono contento per il gol - ha detto il bosniaco a Sky Sport -, quando arriva il pallone bisogna sempre farsi trovare pronti. Magari a 35 anni faccio qualche corsa in meno, ma l'importante è farsi trovare pronti al momento giusto. E sono felice per Calafiori: quest'anno non ha giocato tanto e farlo in questo modo in una gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League è una grande cosa". Perché il numero 61 della Roma (il 16 al contrario in onore di Daniele De Rossi, suo idolo in assoluto), a dispetto della giovanissima età, ha dimostrato tutta la sua freddezza. Appena 7, tra campionato ed Europa League, le apparizioni totali in stagione del terzino diciottenne, che ha risposto 'presente' quando è stato chiamato in causa nel delicatissimo doppio scontro con gli olandesi. Entrato in campo alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam al posto dell'infortunato Spinazzola, nella gara di andata contro l'Ajax Calafiori non solo si era contraddistinto per una prova ordinata, ma aveva dimostrato di avere i nervi saldi quando, nel finale, un raccattapalle gli aveva scagliato un pallone addosso (clicca qui per il VIDEO). Al ritorno, all'Olimpico, è partito titolare e ha terminato la gara stremato dopo aver servito l'assist decisivo a Dzeko. Entrando di diritto nei cuori dei tifosi giallorossi.

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Quello tra Calafiori e l'ambiente giallorosso è un legame fortissimo. D'altronde non potrebbe essere altrimenti per chi ha sempre vestito la stessa maglia da quando ha iniziato a giocare a pallone. Per Riccardo è stato così: prelevato dalla Petriana, la società nella quale è cresciuto da piccolissimo, da subito i genitori Alberto e Barbara hanno accompagnato il sogno del figlio. Diversi sacrifici, con viaggi giornalieri da 40 km per Trigoria, poi le prime soddisfazioni. Talento smisurato sin dalle giovanili, dove ha fatto tutta la trafila giocando spesso sotto età con la formazione Under 17 (in bacheca anche uno scudetto di categoria arrivato grazie a un assist decisivo) e con la Primavera, dove ha avuto come mentore Alberto De Rossi, il papà del suo idolo Daniele. E a proposito di DDR, nella notte dell'addio alla Roma del centrocampista, 'Ricky' ha fatto il raccattapalle prima di stringere in un lungo abbraccio il suo capitano, uno di quelli che nel momento del gravissimo infortunio gli ha mostrato più affetto e vicinanza. Poi la promozione in prima squadra e le prime soddisfazioni, dall'esordio nella passata stagione contro la Juventus al primo gol in assoluto nello scorso dicembre in Europa League, quella che sembra essere la sua competizione, contro lo Young Boys. Ora c'è un futuro tutto da scrivere: il contratto (il suo agente è Mino Raiola)è in scadenza nel 2025, Calafiori potrebbe essere una delle nuove bandiere della Roma. La strada è quella giusta.

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