Il clima sarà europeo, ma è una sfida tutta italiana quella che opporrà Bologna e Roma nell'andata degli ottavi di Europa League. A parlarne ai microfoni di Sky Sport l'allenatore degli emiliani, Vincenzo Italiano. Ecco le sue dichiarazioni:
Questa Roma è diversa dalla prima giornata. Sono diversi loro e siete diversi voi…
“Si, è passato tantissimo tempo, era la prima giornata. Loro stanno confermando il grande valore che hanno: il saper tenere ritmi altissimi come vuole il loro allenatore, la qualità, hanno aggiunto un grande attaccante, la solidità dietro… per noi domani è un test difficile, ma è chiaro che è una competizione di grandissimo valore, con tante squadre di valore, e domani iniziamo con l’affrontare una Roma che in questo momento è pericolosissima per quello che sta dimostrando"
Voi come state, dopo aver apportato alcuni cambiamenti e arrivando dalla sconfitta interna con il Verona?
“Ci è dispiaciuto non aggiungere punti e dare continuità a quelle cinque vittorie, dove abbiamo dimostrato di saper reagire alle difficoltà, e purtroppo siamo incappati in questa sconfitta. Sinceramente ci dà fastidio, non volevamo anche per quello che era una continuità di risultati e una rincorsa in classifica. Siamo abituati quest’anno che dopo pochi giorni si rigioca, quindi non ci si pensa più di tanto e si prepara la partita successiva. Abbiamo fatto questo, ci siamo concentrati sulla Roma e domani speriamo di poter disputare una partita vera, quasi perfetta e cercare di mettere in difficoltà questa Roma”
Questa partita è un’opportunità per cosa?
“Lì in mezzo al campo abbiamo avuto capacità di cambiare, di mescolare varie caratteristiche e domani vediamo. Loro lì in mezzo hanno forza, fisicità, qualità, dinamismo e lì dobbiamo essere pronti a controbattere. Domani è un’opportunità per proseguire questo cammino europeo che è sempre affascinante e importante. Mi è dispiaciuto questo sorteggio perché entrambe potevamo andare a braccetto fino alla fine, invece una andrà in fuori, mi dispiacerà tantissimo”
Odgaard ti piace sempre o lo teniamo per cambiare le partite?
“Ormai è diventato Odgaard che fa il bello e il cattivo tempo di questo Bologna. Ma Jens l’anno scorso si è adattato benissimo in un ruolo che non aveva mai fatto, fino all’infortunio ci ha trascinati. Quest’anno si sta adattando anche a fare qualcosa di diverso, per me lo fa bene, è chiaro che va smussata qualcosina, però mette grande disponibilità e sia dall’inizio che in corsa ti può dare soddisfazioni. Vedi Pisa dove ha tirato fuori dal cilindro quel gran gol e vedi anche domenica, dove ha fatto un ruolo un po’ ibrido, tra attacco, trequarti e centrocampo: per la disponibilità che dà è un esempio per tutti. Non mi era neanche dispiaciuto, può imparare anche qualcosa di diverso e per lui non è male questa cosa”
Castro le ha giocate tutte…
“Le ha fatte tutte perché Dallinga ha qualche problema, nelle ultime due settimane è stato a parte per mettere a posto questa tendinite che gli dà fastidio, e nel frattempo Santi era venuto fuori con qualche gol importante, con delle prestazioni di qualità. Sono dinamiche normali in una stagione. Però nel momento in cui Dallinga sta bene al 100% e in questi tre giorni si è allenato forte... Castro non può giocarle tutte, come del resto i compagni. Quando dico tutti coinvolti, tutti inseriti e tutti pronti per per dare una mano è per dar fiato a qualche ragazzo che sta mettendo tantissimi minuti nelle gambe”
Gasperini è uno degli allenatori che ha affrontato di più in carriera. C’era stato anche un siparietto in diretta a Sky Sport 24, in cui vi auguravate di non incontrarvi subito. Pensa di più a quello che è stato o è cambiato lui come allenatore?
“Quel siparietto mi ricordo che riguardava la famosa cena, in cui dovevamo parlare del mercato aperto durante le prime giornate di campionato. Che sinceramente dà fastidio a tutti. Ed era quello il discorso della famosa cena, che mi auguro si possa fare: sarà una cena lunga, perché nel momento in cui inizieremo a parlare di calcio passeranno ore e ore. Ho una stima enorme per quello che ha fatto vedere con l’Atalanta, per ciò che ha vinto collettivamente e individualmente, per quello che sta dimostrando ancora. Penso sia stato un esempio per tutti gl allenatori, siamo rimasti ad ammirare quell’Atalanta e quello che sta facendo ancora con la Roma. Domani lo saluterò molto volentieri, da parte mia c’è un enorme stima del Gasperini uomo e allenatore"
Vedendo la distanza che la Champions di quest’anno ha dimostrato tra i vertici del calcio europeo e il calcio italiano, dobbiamo lasciarci andare alla malinconia?
“Io ricordo che nel periodo a Firenze ci fu un anno dove tre italiane arrivarono in finale, poi è stata brava l’Inter a confermare la sua presenza in finale. Stiamo parlando di competizioni dove si affrontano squadre di altissimo valore, l’anno scorso a Bologna me ne sono reso conto. Andare avanti non è facile, controbattere queste squadre non è semplice, ma l’Inter che si è ripresentata due volte in finale ha fatto un grandissimo percorso. Nelle finali parteciparvi è un grande merito, vincerle è difficile. Secondo me non è tanto il gap tra le italiane e le altre”
È una questione di gambe, di motore o di atteggiamento?
“Forse la velocità della palla, essendo tutta gente con qualità enormi fa viaggiare in maniera esasperata la palla, ma vanno forte anche dal punto di vista del ritmo e dell’intensità. Anche in Italia alcune squadre propongono questo, in Premier qualcosina in più ce l’hanno perché hanno la possibilità di metter dentro giocatori di grandissimo livello”.