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Europa League, le avversarie del Milan: i rossoneri con Benfica, Olympiacos e Salisburgo

Europa League

Introduzione

Definito il cammino in Europa League del Milan, che ha conosciuto le otto avversarie nella fase campionato. Una vecchia conoscenza è il Benfica del presidente Rui Costa, avversaria in due finali vinte nell'allora Coppa dei Campioni (1963 e 1990). La stessa competizione dove i rossoneri incrociarono il Levski (all'epoca si chiamava Vitosa Sofia) nella prima coppa europea conquistata dell'era Berlusconi. Sarà trasferta anche sul campo dell'Olympiacos, dove nel 2018 l'ex dirigente Leonardo commentò l'eliminazione parlando dei decibel assordanti dello stadio Karaiskakis. Sarà una prima volta contro il Ferencvaros ma non col Salisburgo, club dove è stato acquistato Pavlovic. Complicata la doppia sfida con le inglesi Sunderland e Bournemouth, tutta da scoprire invece la debuttante armena Ararat che fino al 2017 non esisteva. Conosciamo meglio tutti i prossimi ostacoli del Milan
 

EUROPA LEAGUE: SORTEGGIO - CALENDARIO

Quello che devi sapere

Benfica (in casa)

BENFICA (4-2-3-1): Trubin; Bah, Araujo, Lenglet, Dahl; Palhinha, Barreiro; Rafa, Sudakov, Schjelderup; Pavlidis. All. Marco Silva


Un'avversaria che rievoca pagine memorabili del Milan nell'allora Coppa dei Campioni. Il primo trionfo rossonero targato 1962/63 arrivò proprio contro i portoghesi di Eusebio, piegati dalla doppietta di Altafini. E sempre contro il Benfica i rossoneri si presero la loro quarta coppa nel 1990, 1-0 targato Rijkaard a Vienna. Oggi non gioca più sulla trequarti, ma Rui Costa è il presidente delle 'Aquile' dopo cinque anni in rossonero: chi ricorda lo striscione "Rui o Rei" a San Siro? In panchina c'è invece Marco Silva, erede di José Mourinho, che è tornato in Portogallo dopo un decennio alla guida di club inglesi. Chi non allenerà più sono alcuni big partiti in estate (Antonio Silva, Dedic e Otamendi tra gli altri) a differenza di chi è stato appena accolto come Duran, Lenglet e Palhinha oltre agli ex Serie A Circati e Barrenechea. Tante le individualità di spicco tra campo e panchina: Trubin è un portiere di livello come il centrocampista Rios desiderato sul mercato, attenzione anche ai norvegesi Aursnes e Schjelderup. E poi c'è il greco Pavlidis, centravanti che da cinque anni supera regolarmente i 20 gol a stagione

Olympiacos (in trasferta)

OLYMPIACOS (4-2-3-1): Ortega; Rodinei, Carmo, Pirola, Onyemaechi; Garcia, Hezze; Fourtounis, Sa, Martins; El Kaabi. All. Mendilibar


Il 13 dicembre 2018, dopo aver perso 3-1 al Karaiskakis nella partita che sancì l'eliminazione ai gironi di Europa League della squadra di Gattuso, l'allora dirigente rossonero Leonardo si lamentò dei decibel insostenibili provocati dal pubblico di casa indicando in particolare il disturbo di un... flauto. Non è un caso: il Milan non ha mai vinto in Grecia nelle competizioni Uefa. Sarà un fattore da tenere in considerazione al Pireo, dove i biancorossi hanno ceduto l'ultimo titolo all'Aek Atene. In panchina c'è ancora José Luis Mendilibar, basco che ha già vinto nelle competizioni Uefa: l'Europa League 2022/23 col Siviglia e la Conference della stagione seguente proprio con l'Olympiacos. Poca fortuna invece in Champions, dove il terzo turno preliminare li ha visti cedere contro gli olandesi del NEC. C'è un pezzo d'Italia in rosa con Lorenzo Pirola, lui come due ex Serie A da Retsos all'ultimo arrivato Freuler. A proposito di mercato, la società del presidente Marinakis (azionista di maggioranza anche del Nottingham Forest) ha accolto tra gli altri Carmo, Maffeo, Ortega e riportato a casa Fortounis. A centrocampo c'è l'equilibrio di Hezze, attenzione sulla trequarti alla qualità di e del 19enne Mouzakitis. E in attacco, alle spalle dell'esperto El Kaabi, è arrivato il messicano Gonzalez dal discreto bagaglio realizzativo

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Ferencvaros (in casa)

FERENCVAROS (4-2-3-1): Dibusz; O. Nagy, Raemaekers, Gomez, Cadu; A. Nagy, Corbu; Dele, Zachariassen, O'Dowda; Joseph. All. Borbely


Nessun precedente storico tra il Milan e gli ungheresi, squadra che dopo sette 'scudetti' consecutivi ha ceduto l'ultimo titolo al Gyor. In panchina non c'è più l'ex interista Robbie Keane ma lo slovacco Balazs Borbely, 'scippato' proprio ai rivali nazionali del Gyor. A lui il merito di aver completato la campagna di qualificazione all'Europa League senza mai perdere nei doppi confronti con Vojvodina, Twente, Gornik Zabrze e Trabzonspor. In rosa c'è il mediano Adam Nagy (ex Bologna, Pisa e Spezia) che divide il reparto con Naby Keita a lungo in forza al Liverpool. Il portiere Dibusz difende i pali anche della Nazionale allenata da Marco Rossi, l'irlandese O'Dowda brilla sulla trequarti dove spiccano le pedine più interessanti: dal norvegese Zachariassen all'israeliano Kanichowski fino al nigeriano Yusuf. La maglia numero '9' è contesa tra Joseph e Kovacevic, c'è anche l'italo-svedese Levi

Salisburgo (in trasferta)

SALISBURGO (4-2-3-1): Zawieschitzky; Veratschnig, Boma, Zabransky, Schmid; Mazurek, Barry; Redzic, Vertessen, Baidoo; Tabakovic. All. Rohl


Si chiamava Casino Salisburgo quando incrociò i rossoneri nella Champions 1994/95 (doppia vittoria nel segno di Simone e Massaro). Dopo 28 anni era invece entrato nella galassia Red Bull quando la squadra di Pioli pareggiò in Austria (reti del futuro milanista Okafor e Saelemakers) prima di dominare 4-0 a San Siro. Dimenticate il club che ha dominato in patria vincendo 10 titoli di fila: l'ultimo risale al 2023, quando nell'albo d'oro sono seguiti Sturm Graz (due volte) e per ultimo il Lask. La filosofia societaria è sempre improntata a giovani e talenti: ricordate Pavlovic venduto proprio al Milan? Se le ultime cessioni hanno riguardato tra gli altri Gadou, Schuster, Daghim e Alajbegovic (oggi alla Juve), il mercato ha portato nuovi prospetti (Boma, Mazurek e Matijasevic) oltre al più esperto Tabakovic che ricordiamo purtroppo a Zenica. Al 37enne Danny Rohl (ex Rangers) il compito di allenarli. Da tenere d'occhio anche i centrocampisti Diabaté e Kjaergaard, davanti Konaté e Baidoo garantiscono gol e dinamismo

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Sunderland (in casa)

SUNDERLAND (4-2-3-1): Roefs; Meunier, Mukiele, Ballard, Mandava; Xhaka, Sadiki; Adingra, Le Fee, Angulo; Brobbey. All. Le Bris


Dalle parti di Sunderland l'Europa mancava da 52 anni, traguardo ritrovato grazie al 7° posto della scorsa Premier League. Il merito dalla panchina è di Régis Le Bris, francese che dal 2024 allena i 'Black Cats' dopo che la squadra era precipitata addirittura in terza divisione. Squadra solida e organizzata, ha rinunciato sul mercato al centravanti spagnolo Mayenda (pagato 22 milioni dal Rennes) ma il titolare resta l'olandese Brobbey tre volte a segno ai Mondiali. È arrivato Adingra dal Monaco, talento sulle trequarti condivisa con l'ex Roma Le Fée, Talbi, Angulo, Hume e Rigg. In mezzo domina ancora il 33enne Xhaka, affidabile in difesa la coppia Ballard-Alderete alla quale si è aggiunto Meunier. E anche il portiere Roefs è nel giro dell'Olanda

Bournemouth (in trasferta)

BOURNEMOUTH (4-2-3-1): Petrovic; Juanlu Sanchez, Antonio Silva, Diakité, Truffert; Cook, Scott; Rayan, Kroupi, Kluivert; Evanilson. All. Rose


Sesta classificato nell'ultima Premier League, qualificata per la prima volta in Europa al termine di una stagione strepitosa con Iraola. Proprio il nuovo allenatore del Liverpool ha ceduto la panchina a Marco Rose, tecnico che vanta esperienza internazionale dal Salisburgo al Lipsia (oltre al Dortmund). A lui il compito di mantenere in alto le 'Cherries' (le ciliegie), club dal logo che ricorda quello dell'Atalanta (ma rappresenta l'ex giocatore Dowsett) e che condivide le strisce rossonere col Milan. A proposito d'Italia, chi ha appena scelto Bournemouth per rilanciarsi è Di Gregorio in prestito dalla Juventus. Un ex Serie A come Justin Kluivert, figlio di Patrick (che vestì la maglia rossonera) e dai trascorsi alla Roma. Dal mercato sono arrivati Antonio Silva in difesa e gli spagnoli Sanchez e Rodriguez, ma chi è fermo ai box per infortunio è il 20enne Kroupi valutato 70 milioni di euro. In mezzo Alex Scott è la plusvalenza del futuro, lui come il brasiliano Rayan tutto da seguire

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Ararat-Armenia (in casa)

ARARAT-ARMENIA (4-2-3-1): Joao Bravim; Junior Julio, Wilson Valdez, Malis, Grigoryan; Oliveira, Muradyan; Serobyan, Benny, Banjaqui; Sandro Lima. All. Tulipa


Un'altra prima volta europea è quella della squadra di Yerevan, club che fino al 2017 non esisteva. Ciò nonostante nel 2018 diventava già campione d'Armenia, una scalata sorprendente che ora ha sancito la partecipazione alla fase principale delle competizioni Uefa dopo un'estate di preliminari tra Champions (fuori al terzo turno contro il Celje) ed Europa League (battuto il Craiova nel playoff). Mai il Milan aveva incrociato un'avversaria armena, allenata dal portoghese Tulipa e dai tantissimi stranieri in rosa. Solo il mercato estivo ha portato quattro brasiliani (Franca, Luis Felipe, Bravim e Lima), tre portoghesi (Benny, Pereira e Wilson) e il francese Carlier

Levski Sofia (in trasferta)

LEVSKI SOFIA (4-2-3-1): Vutsov; Hevertton, Dimitrov, Serafimov, Centelles; Bouras, Moubarik; Oko-Flex, Serginho, Everton Bala; Reinaldo. All. Velazquez


L'ultima volta che incrociò i rossoneri si chiamava Vitosa Sofia: era la Coppa dei Campioni 1988/89, prima partita del Milan di Berlusconi nella competizione che poi vincerà a Barcellona contro la Steaua Bucarest. A distanza di 37 anni il Levski è appena tornato campione di Bulgaria (non ci riusciva dal 2009) interrompendo 14 anni di dominio targato Ludogorets. Merito dello spagnolo Julio Velazquez, 44enne transitato in Serie A con l'Udinese nel 2018. Non è riuscito l'assalto alla Champions sfumato all'ultimo ostacolo per mano dell'Aek Atene, ma la rosa ha alcune individualità interessanti. Ricordate l'ex Porto e Liverpool Grujic? È arrivato in estate proprio dall'Aek Atene, rinforzo come gli attaccanti Serginho e Reinaldo. A proposito di Brasile, anche Maicon ed Everton Bala hanno i numeri giusti

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