
Inter, tutte le finali giocate tra Champions ed Europa League
Appuntamento con la storia per la squadra di Conte, attesa dal Siviglia nella finalissima di Europa League (diretta alle 21 su Sky Sport Uno e Sky Sport Football). Nerazzurri che, nella propria storia, hanno già vissuto le sfide continentali più importanti: un bilancio positivo tra Champions e Coppa Uefa nelle 9 finali disputate. Riviviamole dagli anni Sessanta al nuovo millennio

La storia racconta di 6 vittorie e 3 sconfitte nelle finali dell'Inter in Europa, palcoscenico che comprende gli ultimi atti di Coppa dei Campioni/Champions League e Coppa Uefa/Europa League. A distanza di 10 anni dall'ultima volta, è in programma la "Decima" per la squadra di Antonio Conte. Un bilancio di tutto rispetto per i nerazzurri che, escludendo la Supercoppa Uefa 2010 persa contro l'Atletico Madrid, vantano una buona tradizione nelle finalissime europee. Ricordate come era andata in passato?
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INTER-REAL MADRID 3-1 (Coppa dei Campioni 1963/64)
43' e 77' Mazzola (I), 61' Milani (I), 70' Felo (R)
La prima volta non si scorda mai: era il 27 maggio 1964 al Prater Stadion di Vienna, teatro del trionfo della Grande Inter. Una formazione diventata una filastrocca quella del presidente Angelo Moratti e del Mago Herrera, squadra che raggiunse la finale sbarazzandosi di Everton e Monaco, Partizan e Borussia Dortmund. Di fronte l’iconico Real Madrid di campionissimi come Di Stefano, Puskas e Gento

Un anno dopo il primo successo di un’italiana (Milan) nella competizione, la coppa non si allontana da Milano grazie alla festa dei nerazzurri sui Blancos vincitori nelle prime 5 edizioni. È il capolavoro tattico di Herrera, trascinato dalla doppietta di Sandro Mazzola intervallata da Aurelio Milani. Se l’Inter perse lo scudetto al termine dello spareggio contro il Bologna, il dominio in Europa era appena iniziato…
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INTER-BENFICA 1-0 (Coppa dei Campioni 1964/65)
42' Jair
Esattamente un anno più tardi ecco il bis a San Siro, campo inzuppato dalla pioggia nella sfida contro i portoghesi dall’ottima tradizione europea (quarta finale in cinque anni) e dell’asso Eusebio. Campione in carica, Herrera debuttò dagli ottavi eliminando Dinamo Bucarest, Rangers e Liverpool. L’episodio decisivo al minuto 43, protagonisti il nerazzurro Jair e il portiere avversario Costa Pereira

Fu proprio una conclusione dell’attaccante nerazzurro a sorprendere il portiere del Benfica, gol determinante per assegnare la seconda Coppa dei Campioni consecutiva all'Inter nel proprio stadio. Memorabile la maglia della finale, divisa fasciata indossata solo nell’occasione. Trionfo in Europa, ma non solo: una splendida rimonta garantì a Herrera di superare il Milan di Liedholm e ritrovare lo scudetto
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CELTIC-INTER 2-1 (Coppa dei Campioni 1966/67)
7' rig. Mazzola (I), 63' Gemmell (C), 84' Chalmers (C)
Due anni più tardi non riuscì il tris ad Herrera nella finale di Lisbona, appuntamento che metteva in palio la nuova coppa dalle caratteristiche "grandi orecchie". Come si erano qualificati i nerazzurri all’ultimo atto? Un percorso netto dove a farne le spese furono Torpedo Mosca e Vasas prima di Real Madrid e Cska Sofia (quest’ultima eliminata solo dopo lo spareggio). Ecco quindi che il 25 maggio 1967 gli avversari furono gli scozzesi del leggendario Jock Stein

Nerazzurri privi di Suarez ma favoriti e illusi dal vantaggio di Mazzola su rigore, tuttavia il Celtic all’esordio nelle competizioni internazionali sorprende tutti nella ripresa: Sarti è battuto prima da Gemmell e poi nel finale da Chalmers, reti che di fatto chiudono il ciclo della Grande Inter beffata dalla Juve in campionato e subito estromessa dalla Coppa Italia

AJAX-INTER 2-0 (Coppa dei Campioni 1971/72)
47' e 78' Cruyff
Senza allontanarci dall’era della Coppa dei Campioni, un’altra finale da dimenticare è quella del 31 maggio 1972 a Rotterdam. Sulla panchina nerazzurra c’è Giovanni Invernizzi, allenatore che dai sedicesimi si fa strada eliminando Aek e ‘Gladbach (match ricordato per il lancio della lattina a Boninsegna), Standard Liegi e nuovamente Celtic ai rigori. All’ultimo atto c'è l'Ajax, manifesto del calcio totale

Olandesi affidati a Kovacs e già campioni in carica, squadra invincibile nel segno di Johan Cruyff: suo il vantaggio dopo l’intervallo sfruttando l’indecisione tra Bordon e Oriali, suo il raddoppio dagli sviluppi di corner. Quinto posto in Serie A per l’Inter e scudetto alla Juventus, squadra che l’anno seguente verrà sconfitta proprio dall’Ajax al terzo successo consecutivo nella Coppa dei Campioni

INTER-ROMA 2-0; 0-1 (Coppa Uefa 1990/91)
Dobbiamo attendere 19 anni per ritrovare i nerazzurri in una finalissima europea che, per la prima volta nella storia del club, vale la Coppa Uefa. Un trofeo che si assegna nel doppio incontro (regola d’attualità fino all’edizione 1997/98) e che presenta un epilogo tutto italiano contro i giallorossi di Bianchi. Trapattoni si era fatto largo eliminando Rapid Vienna, Aston Villa, Partizan, Atalanta e Sporting Lisbona

Era l’Inter dei tedeschi e degli intoccabili Zenga, Bergomi e Berti, quest’ultimo a segno nella finale d’andata a San Siro (2-0) dopo il vantaggio su rigore di Matthäus. All’Olimpico è invece Zenga a parare tutto ad eccezione di Rizzitelli, rete vana a ribaltare l’esito del match. A distanza di 26 anni dall'ultima gioia europea, i nerazzurri tornano a vincere e festeggiano la loro prima Coppa Uefa

INTER-SALISBURGO 1-0; 1-0 (Coppa Uefa 1993/94)
Il bis nella competizione arriva tre anni più tardi, curiosamente al termine di una stagione tormentata. Esonerato Bagnoli a beneficio di Gianpiero Marini, i nerazzurri si salvano per un solo punto in campionato ma si consolano in Europa: merito del rendimento di Dennis Bergkamp, capocannoniere del torneo con 8 gol al netto delle difficoltà in Serie A. Sarà proprio l’olandese ad alimentare la marcia in Coppa Uefa

Fuori Rapid Bucarest e Apollon Limassol, Norwich e Borussia Dortmund fino al Cagliari in semifinale. L’ultimo atto riserva gli austriaci dell’allora Casino Salisburgo, battuto di misura nella doppia finale: a Vienna decide il gran gol di Berti, due settimane più tardi è invece il sinistro di Jonk a mettere al sicuro il risultato. Ecco un altro titolo europeo per l’Inter, che può tornare a festeggiare davanti al pubblico di San Siro

SCHALKE 04-INTER 1-0; 4-2 dcr (Coppa Uefa 1996/97)
Come accaduto in Coppa dei Campioni negli anni ’60, trent’anni più tardi sfuma il tris anche in Coppa Uefa. Era la squadra di Roy Hodgson (dimessosi ai titoli di coda della stagione), gruppo che raggiunse l’ultima finale in doppia gara della competizione sbarazzandosi di Guingamp, Grazer, Boavista, Anderlecht e Monaco. Se in Italia mancano i risultati (3° posto e semifinale di Coppa Italia), l’Europa è a portata di mano

Di fronte c’è lo Schalke di Huub Stevens, vittorioso 1-0 in Germania grazie a Wilmots. Il capocannoniere della manifestazione sarà Maurizio Ganz (8 reti), ma è Zamorano a trascinare la finale ai rigori dove l'Inter cade: sbagliano proprio il cileno e Winter, impeccabili i tedeschi che trasformano quattro penalty su quattro e sollevano la loro prima Coppa Uefa nello stadio dei nerazzurri

INTER-LAZIO 3-0 (Coppa Uefa 1997/98)
5' Zamorano, 60' Zanetti, 70' Ronaldo
Poco male per i nerazzurri che, solo dodici mesi più tardi, s’iscrivono alla quarta finale in sette anni di Coppa Uefa: gara unica a Parigi e derby italiano contro i biancocelesti di Eriksson. Sulla panchina interista siede invece Gigi Simoni, allenatore che scrive una pagina storica con una squadra formidabile: indimenticabile per i tifosi la maglia a righe orizzontali, ma che dire del celebre doppio passo di Ronaldo?

L’Inter si era fatta strada ai danni di Neuchatel Xamax e Lione, Strasburgo e Schalke (vendetta dopo i supplementari) fino allo Spartak Mosca, poi la serata da sogno contro la Lazio. Privo dell’infortunato Bergomi, Simoni applaude il vantaggio di Zamorano e gongola sulla botta di Zanetti e la magia del Fenomeno. A referto anche due pali nerazzurri e altrettanti espulsi (West e Almeyda) nel terzo trionfo interista in Coppa Uefa, il primo dell'era Moratti

INTER-BAYERN MONACO 2-0 (Champions League 2009/10)
35' e 70' Milito
A distanza di 12 anni dal titolo in Coppa Uefa e 45 anni dopo l’ultima Coppa dei Campioni in bacheca, i nerazzurri tornano sul tetto d'Europa al termine di una stagione incredibile. È quella del Triplete, trionfo totale con José Mourinho dallo scudetto alla Coppa Italia fino alla Champions League nel formato attuale. E il 22 maggio 2010, al Bernabeu, l’eroe non può che essere lui: il Principe, Diego Milito

L’Inter chiude il girone alle spalle del Barcellona e inizia una scalata entusiasmante: eliminate Chelsea e Cska Mosca, fuori anche il Barça fino all’ultimo scatto contro il Bayern Monaco. Basta un gol per tempo allo scatenato Milito per chiudere la pratica, consegnare la coppa a capitan Zanetti e archiviare un'annata straordinaria