Inghilterra, favola Tyrone Mings: da senzatetto e barista alla nazionale

Europei

Marco Salami

Un dormitorio, i lavori per far quadrare i conti a fine mese e quell'ambizione: giocare a calcio per sé stesso e per la sua famiglia. Tyrone ce l'ha fatta, dopo i rifiuti ai provini, i campionati coi dilettanti e un crociato rotto

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Senzatetto, barista, impiegato d'ufficio. E ora nella nazionale inglese di Gareth Southgate. Una di quelle favole che solo la terra del calcio sa raccontare. È il marzo del 1993, Tyrone Mings nasce a Bath, nel Somerset, e fin da bambino coltiva una passione: il pallone. Il divertimento che si trasforma in sogni e speranze. La qualità c'è, fin da piccolo. L'ambizione anche. Tanto che a 8 anni si iscrive all'Accademia del Southampton, proprio mentre il periodo delle scuole elementari si trasforma nel più difficile della sua vita. D'un tratto la casa dove viveva non c'è più: la mamma Dawn rompe col compagno, e lui, più le tre sorelle, si ritrovano senza un posto dove andare: "Era orribile: bagni e docce comuni, gente non proprio simpatica - ha raccontato al Telegraph - Siamo stati lì quasi un anno, non è stata una bella esperienza". Dove? In un dormitorio per senza tetto. Una sola stanza: due letti a castello e un divano. Ma nel frattempo Tyrone continua a giocare a calcio, sognando un futuro diverso per lui e per la sua famiglia.

Non-league football

Quell'utopia verrà realizzata, ma dopo una strada lunghissima e ancora piene di insidie. A 15 l'academy dei Saints lo saluta, ma nel 2009 (a sedici anni) ecco una nuova chance con una borsa di studio per il calcio a Millfield, nel Somerset, dove trascorre ore in palestra a costruire il suo fisico, oggi una delle sue carte vincenti come difensore centrale. Poi un altro bivio dalla vita: tra le sue opzioni una nuova avventura scolastica negli Stati Uniti o il calcio di sua maestà. Sceglierà la via più dura, nella Southern League Division One South & West, allo Yate Town. In Inghilterra, quelle, sono chiamate "non-league football", perché sono le prime serie al di sotto dei calciatori professionisti della FA. Dopo lo Yate, il contratto arriva col Chippenham Town, altro piccolo balzo in un altro piccolo club, che lo paga, ma solo 45 sterline a settimana. Troppo poche per vivere, troppo poche per quell'aiuto alla sua famiglia. Tyrone, allora, non si perde d'animo e viaggia per la città sulla sua Citroen Saxo: ruote bianche e verdi e freno a mano difettoso - racconta lui - lavorando in un pub e in un ufficio di consulenza per far quadrare i conti.

Infortunio e ritorno

Il meritato riscatto arriverà nel 2012, quando è l'Ipswich Town a metterlo sotto contratto. È l'ex difensore Russell Osman che lo raccomanda al club dei Tractor Boys, dove lui convince tutti dopo un provino contro una squadra della Nike Academy (dopo i rifiuti ricevuti da Cardiff, Swindon Town, Portsmouth e Bristol). Nel 2015 il passaggio in Premier, dopo tre anni di Championship, e il crociato del ginocchio che salta proprio al debutto. Altro momento drammatico della sua storia: "Volevo mollare tutto, mi sono chiuso in me stesso e non volevo parlare con nessuno". Poi il recupero fisico e il prestito all'Aston Villa per sei mesi nel gennaio del 2019. Mezza stagione da protagonista, il riscatto a quasi 30 milioni di euro e la promozione. Oggi c'è la nazionale nel suo presente.

Personaggio

Contro Bulgaria e Kosovo potrebbe arrivare il suo storico debutto, a 26 anni e non da ragazzino. Una vera e propria storia di rivincita personale. E del calcio come ragione di vita. Nel 2015 condivise su Instagram una conversazione con mamma Dawn, grata col figlio perché "ora tutti i miei debiti non ci sono più". E lui: "Fino all'ultimo centesimo. È questo il motivo per cui gioco a calcio". Con la famiglia nel cuore e senza dimenticare le sue radici. Quando aveva 20 anni, e giocava ancora nell'Ipswich, passò il Natale alla mensa dei poveri come volontario. Mentre sui social ha regalato biglietti e le sue nuove magliette (aveva cambiato numero) ad alcuni tifosi che lo avevano contattato. Un cuore d'oro. E nessuno più di lui merita la chiamata di Southgate.  

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