Conte: "L'Italia sa fare tutto. Finale meritata, contro l'Inghilterra senza paura"

L'ANALISI

L'ex allenatore dell'Inter e della Nazionale ha analizzato il cammino degli Azzurri a Euro 2020: "Siamo in finale con pieno merito, il lavoro di Mancini è stato decisivo. Giochiamo bene e con la Spagna abbiamo dimostrato di saper soffrire: siamo completi. Donnarumma, Bonucci e Chiellini i nostri top player, non condivido le critiche a Immobile. E con l'Inghilterra non dobbiamo avere paura: noi sappiamo come vincere le finali"

I PRECEDENTI TRA ITALIA E INGHILTERRA

Il cammino straordinario a Euro 2020, il lavoro di Roberto Mancini alla guida della Nazionale e la finale da giocare a Wembley contro l'Inghilterra. Questo e tanto altro nella analisi di Antonio Conte, che a La Gazzetta dello Sport ha commentato il successo sulla Spagna in semifinale e il percorso azzurro. Una lunga lettera quella scritta dall'ex allenatore dell'Inter, che da Ct a Euro 2016 si era fermato ai quarti di finale ai calci di rigore contro la Germania. "L'Italia è arrivata in finale con pieno merito - ha scritto Conte -, perché si è dimostrata più completa di ogni avversario affrontato e capace di gestire diverse situazioni di gioco. Gli Azzurri hanno cercato di mantenere sempre una propria idea, identità e stile, ma per ottenere il massimo risultato sono stati in grado di adattarsi agli avversari. La Nazionale a volte ha dominato, altre volte ha mostrato resilienza, carattere e spirito di sacrificio esaltando le qualità collettive e individuale. Mancini ha il grande merito di aver dato alla squadra tante conoscenze che i giocatori dimostrano di avere imparato a memoria e di questo il Ct deve andare orgoglioso. Chi studia il calcio sa quanto lavoro c'è dietro la lunga striscia di risultati positivi: la qualificazione alla finale di questi Europei ha radici profonde. E se nei grandi tornei siamo quasi sempre arrivati fino in fondo, un motivo ci sarà. Lo dice la nostra storia: l'Italia resta una garanzia".

"Spagna, dominio sterile. Conta l'indice di pericolosità"

EURO 2020

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Conte ha poi analizzato la semifinale con la Spagna: "Da sempre ho grande stima di Luis Enrique come allenatore e come uomo - ha scritto ancora l'ex Ct -, sta avviando un nuovo ciclo con giovani di talento e la sua Spagna ha disputato un ottimo Europeo. Ma ho un giudizio meno entusiasta rispetto ad altri che ho letto o sentito sulla prestazione degli spagnoli contro l'Italia. Si è parlato molto del loro possesso palla e del dominio del gioco, ma cosa si intende con questi termini e cosa questo dominio deve portare? Per come intendo io il calcio, deve portare ad azioni da gol e a situazioni di pericolo per gli avversari. Sotto questo punto di vista, il dominio della Spagna contro l'Italia non è stato così evidente. Se il possesso palla non trova sbocchi in verticale o non è finalizzato a creare uno contro uno sugli esterni, non genera pericoli e di conseguenza diventa sterile. Quindi, al di là del possesso palla, è necessario guardare l'indice di pericolosità di una squadra: puoi tenere il pallone quanto vuoi, ma se non crei pericoli, non tiri e non segni, alla fine non vinci".

"L'Italia è completa: sa fare tutto, merito del nostro lavoro"

ITALIA

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Conte ha poi rivendicato il lavoro degli allenatori italiani: "In Italia spesso si tende a vedere l'erba del vicino sempre più verde. Ma i nostri allenatori sono tra i più completi e preparati al mondo. Dalla costruzione dal basso alla capacità di sfruttare il palleggio con l'obiettivo di verticalizzare il gioco, con un pressing iper offensivo: facciamo questo da anni, ma sappiamo anche chuderci e ripartire. Per vincere, bisogna saper fare tutto. Non basta essere bravi in una sola cosa. Nel calcio moderno gli allenatori devono insegnare alle squadre i tre momenti nelle due fasi di possesso e non possesso: la nostra Nazionale ha dimostrato di conoscerli bene e per questo siamo completi. Dopo la partita con la Spagna, non dobbiamo avere la sensazione di essere stati fortunati. Al contrario, abbiamo dimostrato di sapere fare più cose di loro. Poi è chiaro che solo le conoscenze non bastano ma serve anche la qualità dei giocatori".

"Donnarumma, Bonucci e Chiellini i nostri top player. Non bisogna cambiare formazione"

IL PODCAST

Riscatto, aneddoti ed emozione dietro una finale

Spazio anche a un pensiero sui singoli, Conte non ha dubbi a indicare i top player dell'Italia: "Il nostro punto di forza è rappresentato dal trio Donnarumma-Bonucci-Chiellini. Insieme, danno sicurezza a tutta la squadra. Gigio è tra i tre portieri migliori al mondo, Bonucci e Chiellini sentono ancora l'odore del sangue: hanno mentalità vincente, esperienza, carattere e forza. Mancini non ha bisogno di suggerimenti, ma non vedo perché si dovrebbe cambiare formazione o modulo. Non condivido le critiche a Immobile: al di là dei gol, fa un lavoro sporco che viene sfruttato dai compagni. Non mi pare appropriata l'idea di un falso nove per la nostra Nazionale: Insigne verrebbe snaturato e avremmo pochi riferimenti nell'area avversaria".

"Inghilterra, rispetto e non paura. Noi sappiamo come si vincono le finali"

LA FINALE

Italia-Inghilterra, 8 precedenti (+1) ci sorridono

Infine la sfida all'Inghilterra: "Sono una squadra forte, pericolosa sugli esterni e con singoli importanti, su tutti Harry Kane, un cecchino devastante al centro dell'area di rigore. A centrocampo sono molto fisici, ma un loro punto debole può essere la difesa: se viene pressata, nella costruzione da dietro sono meno bravi della spagna a eludere il pressing. Se riescono ad uscire, però, diventano pericolosi. L'Inghilterra aspetta questa partita da una vita: non hanno mai vinto gli Europei e un successo internazionale manca dal 1966. Wembley può rappresentare una spinta enorme ma allo stesso tempo anche una zavorra, i calciatori potrebbero sentire la pressione. Contro la Danimarca, quando si sono trovati sotto, hanno mostrato un po' di difficoltà a livello emotivo, lo stesso è accaduto all'inizio del secondo tempo supplementare. Noi avremo meno tifo, ma abbiamo più esperienza: sappiamo cosa vuol dire giocare le finali e sappiamo come si vincono".

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