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Enzo Zidane: "Quanta pressione con questo cognome, sarà sempre così"

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Il figlio di Zinedine Zidane, pronto ad una nuova avventura con il Rayo Majadahonda, ha parlato della pressione che il suo cognome gli comporta, rivelando di fare fatica a conviverci: "E' una situazione che non cambierà mai"

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Un cognome pesante sulle spalle e una pressione tutta da reggere, perché quando ti chiami Zidane non puoi non avere gli occhi del mondo addosso. Enzo lo sa ma continua per la sua strada, scansando le critiche e i paragoni con papà Zinedine che ha fatto la storia del calcio. Prima il Real Madrid B, poi l'esperienza in Svizzera con il Lausanne-Sport e adesso il prestito al Rayo Majadahonda, club di Segunda divisione spagnola. Il momento di crescere è arrivato anche per Enzo Zidane, che adesso si porta dietro il mito del padre con un po' più di disinvoltura: "La pressione ce l'ho da quando ero piccolo e sarà sempre così, non cambierà mai. Nonostante questo, cerco di astrarmi e di concentrarmi sull'essere il miglior Enzo possibile" le sue parole ai microfoni di Marca. "Le persone ti paragonano, ti criticano, vogliono di più da te, dicono che sei lì perché sei un figlio di chi sei, altri ti criticheranno per altre cose, ma cerco di non pensarci. La cosa più importante è che la mia famiglia sia orgogliosa di me, penso solo a crescere come Enzo e nient'altro".

L'addio al Real Madrid

Il giovane Enzo poi spiega i motivi che lo hanno spinto a lasciare il Real Madrid: "E' la squadra migliore del mondo dove è molto difficile trovare spazio, ma la vita di un giocatore è così. Volevo andare via da Madrid per vivere bei momenti, giocare e cullare la stessa illusione, perché penso che il calcio finisca per metterti al tuo posto se lavori bene. Mio fratello Luca? Quello che desidero per lui è che sia felice. Ora a Madrid c'è una situazione di cambiamento e per adesso sta lì, ma anche lui si dovrebbe trovare la soluzione migliore il più presto possibile".