Santi Cazorla e il suo miracolo: otto operazioni, il rischio amputazione e una doppietta al Real Madrid per rinascere

Liga
Santi Cazorla

Dopo sette stagioni, Cazorla è tornato a segnare in Liga: la sua doppietta ha permesso al Villarreal di fermare il Real Madrid. Lo spagnolo è così uscito da un tunnel di infortuni che lo accompagnavano dal 2013: otto operazioni al tallone, è stato anche vicino all'amputazione

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Due gol che ne valgono molti di più. Quelli di Santi Cazorla al Real Madrid certificano la rinascita di uno dei calciatori più talentuosi e sfortunati del panorama europeo, che è riuscito, dopo anni di fatica, a riconquistare il sorriso. Una storia che si avvicina all’assurdo, quella dello spagnolo, che dal 2013 al 2018 si è sottoposto a otto operazioni al tallone e ha rischiato l’amputazione del piede. Salvo poi ricominciare, tornare al Villarreal, il club in cui è cresciuto, e rilanciarsi nel calcio. Una corsa che, a 34 anni, gli ha regalato la gioia di una doppietta contro i Blancos, i primi gol in un campionato dal 10 settembre 2016 (Premier League, Arsenal-Southampton 2-1), i primi in Liga a sette anni (giocava al Malaga) dall’ultima volta.

Luce in fondo al tunnel

Cazorla non ha mai smesso di sognare di tornare a giocare, nonostante i cinque anni di calvario che gli hanno rovinato il periodo più importante della carriera. L’inizio di tutto nel 2013, nell’amichevole che la sua Spagna ha giocato contro il Cile: un colpo al tallone gli aveva provocato una frattura ossea, nulla - all’apparenza - di grave, visto che appena sei settimane dopo sarebbe tornato in campo con l’Arsenal. In ogni partita, però, provava dolore, e la rottura del legamento del ginocchio sinistro del 2015 svelò l’impensabile. Obbligato a stare fermo per recuperare dall’infortunio, infatti, il problema al tallone si riacutizzò: nella primavera nel 2016, Cazorla scopre di doversi operare al tendine del piede destro, per un problema causato dal suo modo di correre e dalla sua postura, utili a lui per poter ridurre al minimo il dolore. Operazione di routine che non è però andata nel verso giusto, visto che i punti di sutura ogni volta tendevano a riaprirsi. Otto le operazioni totali, tra le quali si presentò anche un’infezione che ha “mangiato” al classe 1984 ben 10 centimetri di tallone, portando al rischio di amputazione del piede. Individuato il problema, una nuova equipe di medici è riuscita a riportare Cazorla in salute. E, dopo sette anni, una nuova gioia in Liga. Doppietta al Real: il miracolo di Santi.

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