Messi: "CR7 si autopromuove? Io preferisco siano gli altri a parlare di me"

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L'attaccante argentino dopo la vittoria della sesta Scarpa d'Oro in carriera: "Non ho mai avuto la necessità di abbandonare il miglior club del mondo, che è il Barcellona. L'autopromozione di CR7 e Ibrahimovic? Preferisco siano gli altri a parlare di me. L'Inter ci ha messo in difficoltà". Il sogno? "Vincere di nuovo la Champions"

Ha festeggiato i 15 anni dal debutto ufficiale col Barcellona come spesso gli è riuscito sul campo: vincendo. Leo Messi ha conquistato la sesta Scarpa d'Oro, della sua carriera, la terza consecutiva, che si aggiunge a una bacheca composta da 34 trofei vinti col Barcellona, club del quale l'attaccante argentino ha superato tutti i record di gol. "Voglio continuare a vincere con le mie squadre, mi interessa più dei trofei individuali – ha spiegato Messi in un'intervista alla Gazzetta dello Sport - per questo ho ringraziato Suarez e Jordi Alba, che mi hanno accompagnato alla cerimonia della Scarpa d'Oro: sono i principali artefici dei gol che mi hanno portato alla vittoria".

"L'autopromozione di CR7 e Ibra? Preferisco siano gli altri a parlare di me"

A margine della cerimonia, Messi ha parlato anche dei confronti a distanza. Con altri club e con altre stelle del calcio mondiale. Immancabile il riferimento a Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic: "Cristiano e Ibrahimovic non perdono occasione di promuoversi? Io preferisco che siano gli altri a parlare di me – la risposta di Leo - so ciò che sono, quello che ho fatto e ciò che posso ancora dare, però me lo tengo per me. Vincere The Best, il Pallone d'Oro o il Puskas non fa parte dei miei obiettivi: se succede, meglio, ma se non arrivano non è un problema".

"L'Inter gioca a memoria, ci ha creato difficoltà"

In stagione, a causa di un infortunio al piede prima e di un problema agli adduttori poi, Messi sin qui ha giocato una sola partita dal primo minuto al fischio finale, nella vittoria per 2-1 sull'Inter in Champions League: "L'Inter non mi ha stupito – assicura il numero 10 del Barcellona - perché la stavamo seguendo da un po' e sapevamo chi avremmo affrontato. Io l'avevo vista in campionato, dove è partita benissimo, nel quale sta lottando alla pari con la Juve, cosa per niente facile o scontata. Sapevamo che quella di Conte è una squadra molto ordinata, che gioca a memoria, che ha già ben chiari i propri automatismi e che ci avrebbe creato delle difficoltà. E così è stato". Sull'infortunio, Messi ha individuato lo scoglio più complicato da superare: "Uno di testa si sente bene ma è il fisico a comandare. Bisogna gestire in maniera differenziata partita e allenamenti. Quando sono infortunato, però, sto più tempo a casa con i miei figli. Mi chiamano per giocare con loro, per fare una partitella e qualche tiro – spiega - a volte dimenticano che quando sono infortunato non posso, ma glielo ricordo e loro mi coccolano. Quando smetterò? Lo scoprirò con il passare del tempo. Sarò io a dire basta, ma al momento sto bene".

"Lasciare il Barcellona? Mai sentita questa necessità"

Di una cosa è certo, Messi. Presente e futuro sono a Barcellona: "Ognuno di noi cerca le esperienze che ritiene migliori per se stesso. Io non ho mai avuto la necessità di abbandonare il miglior club del mondo, che è il Barcellona. Qui mi godo ogni allenamento, ogni partita e la città". La prossima sfida sul campo è già fissata: "Sogno di vincere di nuovo la Champions".

 

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