Liga, ecco il protocollo per gli allenamenti: 4 fasi ben distinte

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Alessandro Alciato

Alessandro Alciato

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In attesa di conoscere nel dettaglio quello che sarà il protocollo di sicurezza da seguire per poter tornare ad allenarsi - che la Figc stilerà insieme alla commissione scientifica e poi invierà al governo - Sky Sport è entrata in possesso di quello che sarà il protocollo che verrà seguito dalle squadre della Liga. Ci saranno 4 fasi temporali con regole, numeri, distanze e precauzioni differenti e ben definite

CORONAVIRUS, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

Federcalcio e Governo stanno per incontrarsi. Argomento: il protocollo sanitario, per poter ridare il via agli allenamenti in serie A. Il presidente federale Gravina lo consegnerà nelle prossime ore ai ministri dello Sport, Spadafora, e della Salute, Speranza. Anche i medici delle squadre dovranno valutarne l’attuabilità. Nell’attesa, lo stesso Gravina ha detto la sua su chi tifa per lo stop dei campionati: “Chi invoca oggi l’annullamento della stagione, non vuole bene né al calcio né agli italiani, e toglie la speranza nel futuro e in una ripartenza. Su questo terrò duro fino alla fine”.

 

Il protocollo della Liga

Ogni Paese, sta approntando il proprio protocollo. Sky, è in grado di svelare in anteprima quello presentato nelle ultime ore dalla Liga spagnola ai club. Un documento di 23 pagine che prevede quattro fasi, in quest’ordine:

 

  1. Preparazione all’allenamento
  2. Allenamento in solitaria
  3. Allenamento per gruppi
  4. Allenamento collettivo

La fase 1 – di preparazione all’allenamento – è quella dei test, a cui si dovranno sottoporre tutti coloro che poi, nella fase 2 – quella dell’allenamento in solitaria - entreranno per la prima volta nei centri sportivi.

 

A proposito di questa fase 2, i calciatori la notte riceveranno le tabelle di lavoro in via telematica, per non aver alcun tipo di contatto con il corpo tecnico della squadra il giorno successivo. Raggiungeranno il campo con le proprie auto, che il club dovrà sanificare prima della sera, quando i calciatori torneranno a dormire nelle proprie abitazioni, dove oltre alle persone conviventi non sarà ammesso nessuno. In campo potranno andare contemporaneamente non più di sei atleti, rimanendo almeno a quattro metri di distanza l’uno dall’altro. Dovranno arrivare al centro di allenamento già cambiati, e a quindici minuti di distanza l’uno dall’altro. Sul campo potranno togliere la mascherina, ma dovranno indossare i guanti.

 

La fase 3, sarà quella del ritiro vero e proprio. La prima squadra verrà suddivisa in tre gruppi, da otto giocatori ciascuno, e tre saranno anche gli spogliatoi per ogni sessione di allenamento. Quando non si alleneranno, i calciatori dovranno stare obbligatoriamente nelle proprie stanze singole. Una sorta di quarantena oraria. Abolite le zone comuni e le riunioni, mentre verranno organizzati turni per i pranzi e le cene. Oltre ai calciatori saranno ammesse solo 17 persone, di cui 3 del corpo tecnico, cioè l’allenatore e due suoi collaboratori.

 

Nella fase 4, quella dell’allenamento collettivo, verrà comunque privilegiato il lavoro sul campo piuttosto che in palestra. La raccomandazione della Liga, è che ci si alleni quindici giorni prima di tornare alle competizioni.

 

In caso di calciatore positivo al Covid-19, verrà rimandato a casa e gli altri dovranno essere sottoposti a controlli medici quotidiani.