Messi: "Voglio vincere la Champions col Psg, poi ritornerò a Barcellona"

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L'attaccante del Psg si racconta in un'intervista a Sport: "Sono venuto qui per vincere la Champions, in futuro vivrò a Barcellona: mi piacerebbe fare il segretario tecnico. Mbappé? Ho un ottimo rapporto con lui". Sugli altri obiettivi personali aggiunge: "Per il Mondiale ci sono Nazionali più forti di noi. Pallone d'Oro? Non mi sento favorito"

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Passato, presente e futuro. È un Lionel Messi a 360° quello che si racconta ai microfoni di Sport, quotidiano catalano molto vicino alle dinamiche del Barcellona. Ed è proprio dal suo passaggio dal club blaugrana al Psg che comincia questa lunga intervista. "È stato un grande cambiamento che, come ho detto all'epoca, non immaginavo - spiega l'argentino -. Per fortuna mi sono già sistemato, i bambini sono a scuola e siamo più o meno tutti inseriti nella routine quotidiana. Ora siamo felici, ci stiamo godendo anche questa città che è meravigliosa nonostante il tempo. Quando guardo le partite del Barça mi viene ancora voglia... e mi tornano in mente ricordi e partite importanti con la gente al Camp Nou. È rivivere un po' tutto quello che è stato. Io ho fatto di tutto per restare, ma non mi è stato mai chiesto in nessun momento di giocare gratis. Mi è stato chiesto di tagliarmi lo stipendio del 50% e l'ho fatto senza alcun problema. Il desiderio mio e della mia famiglia era di rimanere a Barcellona. Il presidente Laporta ha detto che pensava avrei giocato gratis? Le sue parole mi sembrano fuori luogo. Mi hanno ferito perché penso che non c'è bisogno che lo dica, è come togliersi di dosso le responsabilità".

A proposito di un suo possibile ritorno aggiunge: "Non so cosa accadrà quando scadrà il contratto con il Psg. In futuro sicuramente vivremo di nuovo a Barcellona, la nostra vita sarà lì. È quello che vuole mia moglie e quello che voglio io. Al Barça? Ho sempre detto che mi piacerebbe poter aiutare il club. Mi piacerebbe fare il segretario tecnico, non so se sarà in blaugrana o no. È il club che amo e vorrei che continuasse ad essere uno dei migliori al mondo. Attualmente hanno una grande rosa e giocano molto bene. Sono comparsi giovani importanti come Gavi e il ritorno di Aguero e Dembelé aiuterà la squadra a lottare per gli obiettivi stagionali".

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Il discorso passa poi alla stretta attualità e Messi racconta il suo primo periodo al Psg. "Da quando sono arrivato mi sono sentito come se fossi qui da molto tempo - dice la Pulga -, perché ho molti amici, persone che parlano spagnolo e agevolano il mio adattamento. A livello sportivo, invece, sembra che non inizi mai davvero perché ho una partita con la Nazionale ogni mese e quindi non appena ti fermi un attimo sei costretto subito a ripartire: questo rende le cose più difficili, ma piano piano sto entrando nelle dinamiche del club perché, al di là del fatto che sono qui da due mesi, non sono ancora molte le partite che ho giocato. I momenti peggiori ci sono stati all'inizio, quando è avvenuto tutto improvvisamente: venire qui, passare un mese e mezzo in albergo con i ragazzi che avevano già iniziato la scuola. Allo stesso tempo abbiamo cercato di goderci l'esperienza della città, di conoscere un po' tutto fino a quando non siamo tornati a casa. Questo ha reso tutto migliore. Sono venuto al Psg per vincere la Champions, è stato uno dei motivi principali. Ho sempre detto che fino all'ultimo giocherò per continuare a vincere. È una grande squadra e ha voglia di continuare a crescere come club. È un gruppo fantastico che ha facilitato il mio inserimento. Con Neymar ho un'amicizia di lunga data che è andata avanti quando eravamo lontani, mentre con Mbappé all'inizio è stato strano perché non sapevamo se sarebbe rimasto o meno. Per fortuna ora ci stiamo conoscendo di più, dentro e fuori dal campo, e andiamo molto d'accordo".

"Mondiale? Ci sono Nazionali più forti. Non credo di essere il favorito per il Pallone d'Oro"

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Lo sguardo va, poi, verso il futuro e il prossimo obiettivo con la Nazionale: il Mondiale 2022. "Veniamo dalla conquista della Copa America che abbiamo inseguito a lungo - racconta Messi -. Per la Coppa del Mondo non siamo ancora tra i favoriti perché ci sono selezioni migliori. Ma siamo sulla strada giusta, l'atmosfera è buona e vincere ci aiuterà a crescere ancora di più. Se mi ritiro dopo il Mondiale? Non so cosa accadrà, ormai ho capito che si deve ragionare giorno per giorno". Infine una battuta sul Pallone d'Oro. "Non credo di essere il favorito - conclude l'attaccante del Psg -. Il mio premio più grande è stato quello che sono riuscito a ottenere con la Nazionale. Se arrivasse poi anche il Pallone d'Oro sarebbe fantastico, perché significherebbe vincere il settimo. Ma non sarei dispiaciuto in caso non accadesse, ho già raggiunto uno dei miei più grandi obiettivi".

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