Beccacece, esultanza da locura in Ecuador-Germania: corre come Mou e abbraccia la famiglia
Per l'Ecuador è stato un giorno storico: la vittoria sulla Germania e la qualificazione ai sedicesimi del Mondiale innescano lo show dell'allenatore argentino col capello da rockstar: a un passo dall'esonero dopo le prime due giornate, ex vice storico di Sampaoli, mai stato calciatore pro, a 23 anni vendeva prodotti di pulizia insieme al padre. In conferenza ha citato San Martín e Bolivar, leader storici della liberazione dell'America Latina
BECCACECE, LA ROCKSTAR
- Argentino, nato a Rosario come Bielsa e Messi, ex vice storico di Sampaoli, è stato con lui sia al Cile che all’Argentina. Ha preso in carica l'Ecuador nell'agosto del 2024 succedendo a Felix Sanchez dopo l'eliminazione ai quarti di finale della Copa America
- Capello biondo lungo da rockstar americana anni Novanta, gli anni in cui era ragazzino e sognava di giocare a calco. A Beccacece, però, la carriera da pro non riesce. Mai stato calciatore professionista, ha iniziato ad allenare a ventitré anni e, per arrotondare, vendeva prodotti di pulizia insieme al padre. In carriera aveva guidato - tra le altre - anche Racing, Independiente ed Elche
STAVA PER ESSERE CACCIATO
- Criticatissimo per le prime due partite, era a un passo dall’esonero, alla fine ha avuto ragione lui, battendo la Germania che non perdeva da un anno e arrivava a New York con undici vittorie di fila. All'Ecuador aveva portato una struttura solida, intensità e una tattica flessibile, guidando la Tri fino al secondo posto assoluto del girone di qualificazione Mondiale del Sudamerica, alle spalle della sola Argentina e nonostante tre punti di penalizzazione.
LA CORSA ALLA MOU DALLA FAMIGLIA
- Poi la locura. Già one man show durante la partita, al gol del 2-1 si è arrampicato sugli spalti per andare dalla sua famiglia. E dopo il match si è fermato in mix zone a rispondere alle domande di ogni singolo giornalista per almeno dieci minuti
UN ÁNGEL PARA TU SOLEDAD
- Il capello da rockstar non è casuale, Beccacece è un grande appassionato di musica rock argentina: "Mi ha aiutato molto in questi ultimi giorni, ha dei testi molto potenti". A tal proposito ha citato Indio Solari — leader dei Los Redondos scomparso da poco - con la loro 'Un Ángel para tu Soledad'. Più che un messaggio di resilienza: "L'Angelo della solitudine non ascolta quello che sente. Va avanti. Si infiamma e ci prova". El Ángel de la Soledad no escucha lo que oye. Va para adelante, se prende fuego y sient
CITA SAN MARTÌN E BOLIVAR
- Beccacece ha passato gran parte dell'intervista a lodare i suoi giocatori. Con un unico mantra: restare uniti. "Cerco sempre di trasmettere quell'energia, ed è per questo che invito tutto l'Ecuador a unirsi, come sognava Bolívar quando incontrò San Martín . Il riferimento è allo storico incontro di Guayaquil del 1822 tra i due leader del processo di indipendenza del Sud America: José de San Martín - cruciale per l'indipendenza di Argentina, Cile e Perù - e Simon Bolívar, simbolo di Venezuela, Colombia, Bolivia e, appunto, Ecuador.
COSÌ IN ALTO SOLO NEL 2006
- L'Ecuador si era fermata nei gironi in quasi tutti gli ultimi Mondiali giocati: 2002 (esordio assoluto, nel gruppo con l'Italia del Trap), 2014 e 2022. Il punto più alto restano gli ottavi di finale raggiunti nel 2006. Ecco, il format attuale li ha proiettati "solo" ai sedicesimi, ma c'è comunque margine per continuare a sognare: "Immagino la nazione ecuadoriana di diciannove milioni di persone che festeggiano e si abbracciano, godendosi una buona birra". Beccacece se l'è immaginata così. Probabilmente ha ragione
