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09 novembre 2018

Chi è Vincenzo Grifo, dalla Serie B tedesca alla Nazionale italiana in tre anni

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Nato in Germania a più di 800 chilometri da Coverciano, madre pugliese e padre siciliano. Cuore azzurro: "Mi sento italiano e ho sempre tifato Italia". Esploso nel Friburgo, oggi gioca nell'Hoffenheim e festeggia la prima chiamata in Nazionale grazie a Mancini

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Madre pugliese, padre siciliano e una vita in Germania, anche se si è sempre sentito italiano: “In Italia ho amici e parenti, torno ogni estate”. Una zia a Modena, i nonni in Puglia, due chiacchiere in tedesco con i fratelli e in italiano con i genitori. Un sogno: "Vorrei giocare in Nazionale". Oggi realizzato grazie a Mancini e a 25 anni. Vincenzo Grifo è nato a Pforzheim, a 846 chilometri da Coverciano, ma ci ha sempre creduto. Sia all’Hoffenheim, 7 presenze e un gol stagionali, che ai tempi del Francoforte, in Serie B tedesca, dove Grifo restava mezz’ora in più dopo gli allenamenti per provare le punizioni: “Segnare da calcio piazzato mi dà forza, è una bella spinta”. Ci è riuscito spesso.

Grifo, tifoso dell'Inter con l'idolo Baggio

Sognava Roberto Baggio e una chiamata dall’Italia, un segnale. Il messaggio che ti cambia la vita e svolta pure la carriera. Niente però, soltanto qualche presenza in Under 20 e una convocazione con l’U21 di Di Biagio nel 2013 (senza esordire). “Non mollo, vivo di giorno in giorno, poi si vedrà”. Tradotto: io mi impegno, voi notatemi. Tifoso dell’Inter fin da bambino poi: “Non potrei mai rifiutare un’offerta dai nerazzurri”. Nel 2012 può andare alla Lazio, Tare lo cerca ma lui dice no: "Volevo restare vicino casa". Hoffenheim 'batte' Roma. Prima trequartista, ora esterno d’attacco che rientra sul destro e calcia in porta. Il tutto grazie a un’intuizione vincente di Christian Streich ai tempi del Friburgo nel 2015, in Serie B tedesca. Risultati evidenti: 14 reti, 15 assist e promozione in Bundes. La vita che cambia grazie a un exploit da campione. Un Italia-Germania all’Europeo di Francia vissuto a Pforzheim: “Ho tifato Italia, ma i tedeschi ci temono”. Pochi sfottò però: “Sono tranquillo, non prendo mai in giro nessuno”. Ma quando si tratta di gioire non si tira indietro: “Nel 2006 e nel 2012 (semifinale Italia-Germania all'Europeo, decisa da una doppietta di Balotelli ndr) ho festeggiato parecchio!”. E a Pforzheim tra l'altro, insieme alla fidanzata.

Grifo ai tempi del Friburgo

Dall'exploit di Friburgo alla Nazionale

Nel 2017 – dopo altre 6 reti e 11 assist con la maglia del Friburgo – passa al Gladbach per 6 milioni. Non brilla, non segna, niente assist, tant’è che a fine stagione torna all’Hoffenheim, dove tutto iniziò nel 2012. Grifo aveva 19 anni, un ragazzino come tanti appena preso dalle giovanili del Karlsruhe, dov’è cresciuto. “Nella mia città non c’era molto da fare, per fortuna Stoccarda e Karlsruhe erano vicine…”. Due poli del pallone, perché dopo un anno da fantasista arriva l’Hoffenheim di Roberto Firmino e Kevin Volland (oggi al Liverpool e al Bayer Leverkusen). Qualche intoppo però: “Non era facile emergere, così sono andato alla Dinamo Dresda, ma siamo retrocessi”. Meglio al Francoforte, Benno Möhlmann crede in lui e Grifo lo ripaga con i gol: “Ne segnai 7, feci 9 assist, una stagione straordinaria che mi portò al Friburgo…”. Il resto è storia. Bundesliga, Mancini e la prima chiamata. Il passato si chiama Pforzheim, il futuro Italia. Nel mezzo, 846 chilometri di sogni azzurri, realizzati tutti oggi.

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