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09 novembre 2018

Chi è Sandro Tonali, il nuovo Pirlo

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Centrocampista elegante, gioca davanti alla difesa e ha esordito tra i professionisti quasi alla stessa età del maestro Pirlo, che ha già incontrato di persona. Testa alta e visione, lanci e passaggi precisi. La fine degli studi e il calcio, un po’ di PlayStation e la rivelazione della squadra del cuore: una big della A. Ecco il nome nuovo dell’Italia di Mancini

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Un po’ per il look, un po’ perché sempre nel Brescia anche Andrea Pirlo esordì tra i professionisti, lui, probabilmente il miglior regista che il calcio ricordi, a 17 anni, 3 mesi e 5 giorni. Sandro Tonali? È in ritardo di appena un paio di settimane: 17 anni 3 mesi e 18 giorni, quando giocò in B per la prima volta il 26 agosto del 2017 contro l’Avellino. Nel solco del grande campione, perché il millennial che tutti sognano ha un identikit preciso, anche e soprattuto per la posizione in cui gioca e per il mondo di giocare. Andrea Pirlo può essere un macigno come paragone, ma intanto Sandro Tonali lo ha battuto sul tempo nella convocazione in Nazionale. Mancini lo aveva già fatto osservare spesso, lui, quel ragazzo che sulla mediana del Brescia si muove benissimo, e che stava già per chiamare anche lo scorso 5 ottobre in vista di Ucraina e Polonia, non fosse che di mezzo c’era la l’altra convocazione, quella con l’Under 19 per il cammino nelle importantissime qualificazioni europee. Rimandato, quindi, soltanto di qualche giorno, perché ora il suo momento è arrivato per davvero. Molti ora si chiedono chi sia, questo Sandro Tonali, ma non di certo gli osservatori di mezza Italia (se non tutta), che hanno già cerchiato il suo nome in rosso sui propri taccuini ormai da molto tempo.

Dicono di lui

Nato in provincia di Lodi, scuola Brescia esattamente come Andrea Pirlo, che non molto tempo fa ha anche incrociato di persona proprio nello spogliatoio del club, come rivelò il suo agente Roberto La Florio a calciomercato.com. Tutto molto semplice: qualche battuta e la grande emozione di conoscere un idolo, che per lui è già anche un modello in campo. Prima il Brescia Under 17 e poi la Primavera. L’esordio tra i professionisti contro l’Avellino e il primo gol il 28 aprile scorso contro la Salernitana, nella stagione del debutto iniziata già col botto con 19 partite giocate (di cui 17 da titolare) e il bottino di due reti e due assist. Su di lui? Si parla di Juventus, Roma, Inter, Milan, Napoli, Fiorentina e Sampdoria. In sintesi tutti, anche se Sandro è ancora fresco del nuovo contratto prolungato col Brescia fino al 2021, e con un Cellino che si coccola il suo talento più puro perché, parola sua: “È imbarazzante la naturalezza che questo ragazzo ha dimostrato calandosi nel ruolo di centrale in mezzo al campo”.

Testa alta, visione, passaggi

Quest’anno la musica è ulteriormente migliorata: dieci giocate su dieci, sempre in campo e sempre dal primo minuto, con già tre assist messi a referto. Chi è Tonali? Un centrocampista elegante, che anche col ciuffo che gli copre un po’ il viso (vi ricorda qualcuno?) gioca sempre con la testa alta. Riceve e guarda, e nel frattempo pensa alla giocata migliore. Osservare i suoi highlights per cogliere immediatamente la facilità di lettura del gioco, visione e lancio. Preciso, sopra le difese e in profondità, bravo con entrambi i piedi e uomo assist per definizione. Lo scorso anno sempre centrale in mezzo al campo, ovvio, in un 433 (raramente come mezzala) ma anche in un 4231 tra i due davanti alla difesa. Da agosto ad oggi prima Suazo e poi Corini non hanno mai saputo fare a meno di lui, e che si trattasse ancora di 433 o di 4312 Tonali ha fatto sempre il faro, davanti alla difesa nella posizione che ha consacrato lo stesso Pirlo, in realtà nato trequartista, nell’Olimpo del calcio.

PlayStation e Van Basten

Il sogno è ovviamente il pallone, che sia Serie B, A o Nazionale, dove ha già collezionato undici presenze nell’Under 19 con tanto di cammino fino in finale nell’ultimo Europeo di categoria, poi perso nei supplementari contro il Portogallo. “Vivo serenamente questo momento determinato a finire gli studi per poi tuffarmi, anima e corpo, nella mia passione: il calcio” - ha detto lui in una conferenza col Brescia dello scorso maggio. Testa sulle spalle, dentro e fuori dal campo, come confermato dal suo agente sempre in quell’intervista: “Ragazzo tranquillo e che non si monta la testa”. Ama giocare alla PlayStation e non esce troppo di casa. Famiglia e valori. Obiettivi e crescita. Su Instagram cita Marco Van Basten (“Se desideri farti un amico compra un cane, non giocare a calcio”) e posta un video post finale persa con l’U-19 dove tutta la squadra canta l’inno di Mameli: “Non mi piace scrivere qualcosa quando si perde ma oggi è diverso. Perché noi non abbiamo perso, noi oggi siamo cresciuti, siamo più forti di ieri e saremo ancora più forti domani”. L'ultima curiosità? È tifoso del Milan.

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