I Mondiali di Italia '90: gli anni d'oro delle "notti magiche"

Nazionale

Alfredo Corallo

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L'Italia che ospita i Mondiali del '90 è un Paese pieno di energia, che vive un grande momento di prosperità economica e sociale. La moda è la protagonista assoluta della cerimonia di apertura a San Siro, nella sfavillante Milano da bere, e nelle radio impazza la colonna sonora di quelle notti magiche: "Un'estate italiana"

"Forse non sarà una canzone...". L'effetto-nostalgia che le prime note di Un'estate italiana provoca nella memoria di almeno un paio di generazioni è paragonabile soltanto al ricordo di una scheda telefonica da 5mila lire e agli occhi "spiritati" del gran visir Totò Schillaci, il manifesto indiscusso delle Notti magiche di Italia '90. Molto di più - è incontestabile - dell'enigmatica mascotte "Ciao", ancora oggi uno dei più grandi misteri insoluti nella storia dell'umanità con le camicie "a fantasia", i jeans a vita alta (tornati terribilmente di moda, ops) e i capelli a scodella del biondissimo Nick Carter dei Backstreet Boys.  Ma siamo pur sempre la quarta potenza industriale del pianeta, con un Pil di 1.268 miliardi di dollari, un Paese che sprizza energia positiva a ogni angolo, da Via del Corso a piazza San Babila, dove i paninari spadroneggiano e dettano le mode ai teenager di mezza Europa. E se la Milano da bere surfa sull'onda lunga degli Eighties e degli Yuppies, la riviera romagnola è la nuova Copacabana, le superstar hollywoodiane si abbronzano sugli yacht al largo di Taormina e Porto Cervo e intanto due pellicole italiane - Nuovo Cinema Paradiso e Mediterraneo - si aggiudicano l'Oscar come migliori film stranieri.  E il calcio? Le stelle più luminose del firmamento pallonaro giocano tutte in Serie A: Maradona trascina il Napoli alla conquista del suo secondo scudetto; il Milan di Sacchi, Gullit e van Basten si beve come un crodino Steaua e Benfica in Coppa dei Campioni e portiamo addirittura due squadre (Juventus e Fiorentina) in finale di Coppa Uefa. E ora vinciamo i Mondiali! Nei bar, sulle spiagge, negli uffici l'eccitazione è a mille, mentre all'Olimpico è tutto apparecchiato per il debutto degli Azzurri di Vicini: "Escono i ragazzi e siamo noi...". 

Edoardo Bennato e Gianni Nannini

Il sogno e il grande incubo

Prima dell'esordio di Zenga, Vialli e compagni il centro dell'universo è San Siro, che l'8 giugno ospita la cerimonia di apertura, sobria, elegante. A bordo campo Gianna Nannini e Edoardo Bennato cantano (in playback) la loro hit e sul prato dello stadio milanese - completamente rinnovato e rinforzato del terzo anello - sfilano le coloratissime delegazioni di modelle in rappresentanza dei continenti: l'America in rosso Valentino, l'Europa in verde Ferrè, l'Africa nera griffata Missoni. E la prima sorpresa arriva proprio dal Camerun, che supera i campioni in carica dell'Argentina grazie a una superba incornata del gigante François Omam-Biyik. Ma l'attesa è tutta per il giorno dopo, a Roma gli Azzurri affrontano la non irresistibile Austria ma che sofferenza: il gol di Salvatore è una liberazione! La sfanghiamo con gli Usa (Giannini), diamo spettacolo contro la Cecoslovacchia (con il capolavoro che rivela al mondo Roberto Baggio), ancora Totògol con Uruguay, Eire e nella semifinale del San Paolo stregato dal Pibe, quando Caniggia desterà l'Italia dal sogno e d'un tratto l'orgogliosa Palermo di Schillaci sprofonderà nell'incubo delle stragi e la rampante Milano si mortificherà fino a strisciare nei corridoi di San Vittore. E sì, la Germania alzerà quella maledetta coppa.

Italia '90, la cerimonia di apertura a San Siro
Totò Schillaci
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Cosa resterà degli anni '90

Nessun rimpianto, se non un velo di tenerezza per quelle orde di adolescenti che "sgasavano" imbandierati di Tricolore sui loro vespini, sui e i Ciao con le marmitte "truccate" e i Garelli a tre marce, tutti armati rigorosamente di cinture "El Charro", zainetti Invicta e walkman incorporati. La generazione Bim Bum Bam, del Karaoke e del codino di Fiorello, di Non è la Rai, del Game boy, dei Nirvana e degli 883, Holly e Benji e Occhi di gatto, del bomber e dei Levi's 501, del Tango e del Supersantos, di Beverly Hills 90210 e Mai dire gol; del Festivalbar e la Smemoranda, il Cuore di panna, i Take That, Claudia Schiffer e Naomi Campbell, le morositas, i tegolini, Bud Spencer e Terence Hill, dei pomeriggi con Franco e Ciccio o a sfogliare Cioè e il Postalmarket di mamma, che dal balcone urla "è pronto!" sotto il cielo azzurro di una bellissima estate italiana.

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