United, Rashford incontra un ragazzo cieco: "Sei un eroe, spero di allenarmi con te un giorno"

Premier League

L’attaccante dello United ha incontrato Rainbow Mbuangi, un ragazzo di quindici anni che gioca per la Nazionale inglese dei non vedenti: “Tu la mia fonte di ispirazione”, le sue parole. “No, il vero eroe qui non sono io. Un giorno mi piacerebbe allenarmi con te", la risposta di Marcus

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In campo piove sul bagnato per il Manchester United. La vittoria manca dallo scorso 19 settembre, dal 3-0 rifilato allo Young Boys. Da quel momento in poi le sconfitte con il West Ham in Premier e il Derby County in Coppa di Lega. I pareggi con il Wolverhampton in campionato e lo 0-0 con il Valencia in Champions. Punti, pochi. Proteste, tante. A partire dai tifosi per finire agli stessi giocatori, con il capitano Valencia che ha addirittura lasciato un “mi piace” sui social su un post che inneggiava all’esonero di Mourinho. Sembra che tutto vada contro lo Special One, che però rimane alla guida dei Red devils e continua il suo duello colpo su colpo con la stampa inglese.

L’incontro

Pochi motivi per sorridere quindi. Almeno sul campo. Fuori, invece, qualche sorriso si intravede. Ne sa qualcosa, per esempio, Marcus Rashford. Per l’attaccante tedesco solo 313’ giocati fin qui, un solo gol e tanta panchina oltre ad una squalifica per il rosso rimediato contri il Burnley. L’attaccante inglese classe 1997 ha avuto la possibilità di distrarsi dal calcio in occasione di un incontro speciale. Quello con Rainbow Mbuangi, un ragazzo di 15 anni che gioca nella Nazionale inglese non vedenti. Sì, a Rainbow manca il dono della vista. Il suo migliore amico è un cane, si chiama Drake. Lo porta sempre con sé, non si separano mai. Nemmeno quando c’è da vedersi con un giocatore del Manchester United, la sua squadra del cuore: “Sono cresciuto con i poster del Manchester sulle pareti della mia cameretta – ha raccontato il ragazzo come riporta il Sun – avere la possibilità di incontrare Marcus è un sogno diventato realtà”. Un modello, un punto di riferimento anche se non lo ha mai visto in faccia: “Mi ha spinto a credere in me stesso – ha raccontato – un giorno spero di essere come lui e di giocare con la Nazionale del mio paese”. Rashford lo ha ascoltato con un sorriso quasi commosso, fra una carezza e l’altra a Drake: “Il vero eroe qui sei tu – le sue parole – e so anche che in campo sei un talento. Nulla potrà ostacolare il tuo sogno”. La chiacchierata fra i due è andata avanti fra discorsi di calcio e… ancora calcio, che ha visto coinvolti la crisi dello United e l’Inghilterra appunto: “Il primo Mondiale è qualcosa che mi porterò dentro per sempre – ha raccontato l’attaccante di Mou – non tutti lo possono giocare e per questo devi viverne ogni momento”. Poi la promessa al giovane Rainbow: “Non vedo l’ora di vederti giocare dal vivo. Per la prossima partita ci sarò e mi piacerebbe anche allenarmi con te. Sei sicuramente una fonte di ispirazione, perché non tutti saprebbero fare quello che fai tu nelle tue condizioni”. Un incontro di quelli che fanno bene. Più di un gol, più di una vittoria. Che adesso lo United deve cercare di centrare assolutamente.
 

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