Manchester United, Ibrahimovic: "Troppe critiche da ex giocatori. Ciclo Ferguson è chiuso"

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L'attaccante svedese punge la 'classe del '92': "Sono sempre in tv a lamentarsi e fare paragoni con Ferguson. Devono capire che quel ciclo è chiuso. Il futuro del club sono Pogba e Rashford"

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Zlatan Ibrahimovic è volato a Los Angeles da ormai oltre un anno, ma non dimentica il suo recente passato: il Manchester United. I Red Devils, nonostante abbiano cambiato in positivo il trend con l'approdo sulla panchina di Solskjaer, sono stati eliminati nello scorso weekend dalla FA Cup. Una battuta d'arresto che non ha risparmiato critiche, ma che l'attaccante svedese non condivide: "Tutto ciò che accade oggi allo United è giudicato in confronto con l'era Ferguson - spiega al Mirror -. Dicono che se Ferguson fosse stato ancora al Manchester tutto questo non accadrebbe, che lui farebbe quella cosa in modo migliore. Io non accetto questo idea. Se vengo al Manchester io voglio costruire la mia storia. Quel ciclo è chiuso, non voglio sentire cosa è successo prima. Devo pensare al presente, adottare una nuova mentalità. Sir Alex ha il suo posto nella storia di questo club, ma ora si deve andare avanti. La squadra deve trovare la propria identità ed è difficile". Tra i più polemici verso l'attuale gestione dello United c'è la 'classe del '92', ovvero la generazione resa grande da Ferguson tra gli anni 90 e il 2000. "Loro non giocano più - ha risposto l'attaccante dei Galaxy -. Sono in tv e si lamentano tutto il tempo perché non sono più parte attiva nel club. Se vuoi lavorare in società vai da loro e cerchi un lavoro. Non puoi andare in tv e criticare sempre". Pogba è uno dei giocatori finiti spesso nel mirino degli ex Red Devils: "A loro non piace - ha aggiunto Ibra -. Sono rimasti per tutta la vita sotto la guida di Ferguson e non se ne sono mai andati. Non parlerebbero nemmeno se Ferguson gli avesse detto di non farlo".

"Pogba può diventare il migliore al mondo"

Al contrario dei suoi detrattori, Ibrahimovic è convinto invece che lo United debba puntare senza scrupoli su Pogba: "Penso che abbia il potenziale per diventare il migliore al mondo nel suo ruolo - ha detto il centravanti classe '81 -. È un bravo ragazzo che si allena duramente e ascolta perché vuole migliorare e vincere. Le cose che accadono fuori non lo infastidiscono perché quando sei a questo livello tutti parleranno, in modo positivo o negativo che sia". Altro giocatore al centro del progetto è Rashford: "Lui è il futuro del Manchester - ha continuato -. All'inizio era molto più individualista, mentre adesso utilizza la sua qualità per il bene della squadra. Ha un grande potenziale e credo non abbia limiti. Il fatto che sia cresciuto qui, poi, è fantastico". Ibra è tornato poi ad affrontare l'argomento Mourinho: "Ciò che ha fatto non potrà mai essere dimenticato - ha spiegato lo svedese -. Ha un curriculum in cui vanta trofei in ogni club in cui è andato ad allenare". Lo Special One è stato uno dei motivi che hanno convinto il 37enne di Malmö a trasferirsi ai Red Devils, ma in passato è stato vicino al passaggio sull'altra sponda di Manchester: "Ho avuto la possibilità di andare al City quando ero a Barcellona - ha concluso Ibra -, ma dopo quel periodo in Spagna avevo bisogno di ritrovare la felicità. Così ho scelto di tornare in Italia perché a Milano ero già stato, sebbene per giocare nell'Inter, e mi ero trovato bene. Ho scelto la strada più sicura".

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